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La Canzone Di Achille – Recensione Libro

Recensione Libro: La Canzone Di Achille
Autrice: Madeline Miller
Genere: Drammatico, Romantico, Mitologico, Guerra
Anno: 2011

Slave a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi finalmente riesco a postare la recensione de La Canzone Di Achille (ho scritto questa recensione mesi fa ma postandone solo una a settimana e alternando con i film alla fine resto indietro) un libro che è stato elogiato da molti come un capolavoro e da molti altri catalogato come una super trashata di quelle pesantissime. Vi dico la verità, sono stati proprio questi pareri discordanti a far nascere in me la curiosità! Alla fine mi sarà piaciuto? Scopritelo leggendo!

Patroclo, ancora bambino, viene esiliato dal padre a causa di un omicidio commesso involontariamente. Arrivato a Ftia fa presto la conoscenza di un giovanissimo Achille che lo prende subito in simpatia e decide di farne il suo protetto. I due crescono insieme e mano a mano che diventano grandi – oltre a passarne di cotte e di crude – finiscono per innamorarsi in modo molto profondo. Il destino dei nostri due eroi però è già segnato e sono loro i primi a non fare molto per opporsi.

Vi dico la verità: per me La Canzone Di Achille è una buona lettura scorrevole e accattivante ma non un capolavoro. Se penso ai capolavori letterari mi vengono in mente Il Grande Gatsby, Le Relazioni Pericolose, Le Città Invisibili, L’Iliade stessa. Mi dispiace ma non riuscirei mai a mettere questo retelling (perché di questo si tratta) accanto ai titoli che ho citato. E’ inutile, per me c’è un abisso insormontabile!

Tuttavia non posso certo dire che sia un brutto libro. Nonostante qualche pecca è una lettura accattivante e coinvolgente che comunque riesce a far appassionare alla storia di questi due sfortunati giovani. Certo, mi sarei aspettata qualcosa di più nell’introspezione, ci sono stati momenti in cui veramente si sarebbe potuto andare più a fondo e tirare fuori il famoso capolavoro ma alla fine comprendo la scelta della Miller.

Questo libro, infatti, mirava a far avvicinare all’Iliade anche un pubblico piuttosto giovane e comprendo che andare oltre avrebbe reso la lettura più pesante da un punto di vista emotivo e forse una grossa fetta di lettori darebbe andata persa. In secondo luogo non dobbiamo dimenticare che questo libro ha visto la luce in nel 2013, un momento storico in cui non c’era molta sensibilità per tematiche come l’omosessualità. In realtà in Italia non cera interesse nemmeno per la letteratura ma sorvoliamo!

Ho avuto quindi l’impressione che l’autrice si fosse messa un freno da sola per mitigare un po’ il tutto e farne sostanzialmente una storia d’amore e non una tragedia. Nonostante questo però i personaggi principali funzionano riescono a ritagliarsi un posto nel cuore del lettore. Sono pucciosi, carini, molto dolci ma non sdolcinati e comunque la caratterizzazione c’è. Mi è spiaciuto un po’ per alcuni personaggi secondari a volte lasciati veramente un po’ ai margini ma ci sta. Del resto non era un romanzo corale.

Quest’ultima cosa è palese fin da subito visto che tutta la vicenda è narrata in prima persona da Patroclo e per tutto il tempo seguiremo solo il suo punto di vista. Personalmente ho apprezzato questa scelta stilistica anche se non vi nascondo che è proprio nello stile che ho trovato un po’ di cringe in certi momenti. Il vero problema per me sono le descrizioni che in certi momenti fanno veramente accapponare la pelle. Quando tutto sta andando per il meglio e la scrittura è sempre più bella ecco che arriva una nota stonata, come se durante una sinfonia di colpo sentiste un pernacchione di quelli proprio scioccanti. Vi faccio un esempio:

[…] Il ragazzo supera i corpi robusti dei corridori più grandi. Si muove con facilità, i talloni che brillano rosei come lingue.

Da: La Canzone Di Achille

Non lo so ma per me come descrizione proprio non va. Come LINGUE? MA SERIAMENTE? Ecco di queste uscite ne ho trovate anche andando avanti nella lettura e non nascondo che sono veramente un po’ fastidiose. Non mi hanno impedito di aprezzare il libro, però diciamo che sulla parte stilistica mi hanno un po’ frenata. Così come mi hanno un po’ stancato i continui riferimenti di Patroclo ai piedi di Achille. Non è che una vuole pensar male però alla lunga il dubbietto ti viene.

Quello che invece non mi ha dato problemi sono stati i cambiamenti che ha apportato l’autrice. So che ad alcuni hanno dato fastidio – e all’inizio anche io ero perpelssa – però secondo me bisogna prendere il libro per quello che è: un retelling. Non un saggio, non un libro per studiosi ed esperti, non una parafrasi ma una rivisitazione per il grande pubblico. Era inevitabile che presentasse qualche variazione, se non fosse stato così sarebbe stato solo una brutta copia dell’Iliade che non aggiungeva nulla alla storia originale.

Nel complesso quindi posso dire che per me La Canzone Di Achille è un buon libro nonostante qualche pecca. L’ho finito in poco tempo rispetto a quello che è il mio standard e mi ha lasciato un buon ricordo quindi mi sento davvero di consigliarlo. Non ho trovato il capolavoro del secolo ma sono comunque molto contenta di averlo letto. A questo punto ringrazio Pagine Di Inchiostro per averlo letto insieme a me e vi metto qui il link della sua recensione!

Bene, anche questo post è finito e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete letto La Canzone Di Achille? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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