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Le Relazioni Pericolose – Recensione Libro

Recensione Libro: Le Relazioni Pericolose
Autore: Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos
Genere: Drammatico
Anno: 1782

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi finalmente riesco a recensire il romanzo Le Relazioni Pericolose, un classico che ho amato e che mi ha rapita, tanto che non ho letto nient’altro in questo periodo. Una storia straordinaria, scritta con un linguaggio semplice ed accattivante che la rende un vero gioiello della letteratura francese.

In Francia nel periodo prerivoluzionario la Marchesa De Merteuil e il Visconte Di Valmont sono due ex amanti che trascorrono la loro vita collezionando conquiste e rovinando l’esistenza altrui. Il romanzo è incentrato su una vicenda particolare: la marchesa ha infatti deciso di vendicarsi di un suo ex amante compromettendo la sua giovane e futura sposa, Cécile De Volanges. Per farlo ha bisogno dell’aiuto di Valmont che però rifiuta. Il visconte, infatti, è già impegnato nella conquista della Presidentessa De Tourvelle, donna felicemente sposata che rappresenta una vera sfida per lui. Tuttavia per una serie di coincidenze Valmont finirà per portare avanti la sua relazione e nello stesso tempo di accontentare la marchesa.

Le Relazioni Pericolose è un classico della letteratura francese che sfida di valori del tempo. Libertino, provocatorio ma anche ironico e profondamente critico ha delineato una delle coppie più micidiali e affascinanti di sempre. La relazione tra la marchesa e il visconte è infatti palesemente malata e le dinamiche dinamiche sono quella padrona/schiavo. Una schiavitù che però è psicologicamente subdola tanto che Valmont non riesce a percepirla del tutto né a comprendere quali potrebbero essere le ripercussioni di un simile legame. La marchesa, del resto, riesce ad a essere molto sottile e la sua capacità manipolatoria è spaventosa.

La cosa è ancora più inquietante se si pensa che tutti gli avvenimenti principali del libro avvengono tramite lettera. La marchesa ha l’occasione di dimostrare, quindi, che persino a distanza ha il controllo su Valmont e che è lui la sua vera preda. Vuole vincerlo, annientarlo, mostrargli la sua superiorità e ribadire ancora una volta il potere che ha su di lui. La giovane donna, però, non tiene conto delle conseguenze delle sue azioni che saranno drammatiche soprattutto per lei.

Nello stesso tempo si delinea anche il personaggio di Valmont che di certo non è un angelo. I suoi ideali libertini sono assurdi, il suo modo di vivere quasi senza senso. Lui stesso ammette che non sa perché continui a collezionare relazioni false, perché continui ad essere uno strano Don Giovanni. Probabilmente lo fa per noia, per un rifiuto inconscio nei confronti di una società chiusa e bigotta che non si può scusare nè compatire. Tuttavia ciò non toglie che lui stesso si renderà conto di non aver dato un senso alla sua vita, cosa di cui si pentirà amaramente alla fine del romanzo.

C’è però anche da dire che la storia d’amore di Valmont è l’unica che si possa definire tale. Il suo sentimento per la Presidentessa De Tourvelle, infatti, è autentico ed è il punto di svolta per le varie vicende. La redenzione del giovane infatti gli permetterà di essere – suo malgrado – la voce della verità che smaschera una società finta perbenista e dedita ad eccessi nascosti. E bisogna dire che la svela con credibilità perché la redenzione di Valmont non è la classica scena del pentimento simil-patetico ma una presa di coscienza.

Alla fine della storia Valmont, infatti, si rende conto dell’assurdità della vicenda in sé e con un ultimo e composto gesto mette la parola fine vincendo su tutti: sulla marchesa, su Cécile e Danceny, sulla società, sui perbenisti, sui libertini, sugli ipocriti, su sé stesso… E’ la dimostrazione conclusiva di un unica verità: sono tutti estremisti e proprio per questo hanno tutti torto. Il marcio è ovunque, anche nei due giovani innamorati Cécile e Danceny, la cui storia è uno scioccante esempio di ipocrisia e menzogne.

Il messaggio finale del libro quindi risulta chiaro, dolorosamente ovvio. E’ un rimprovero crudele ad una società che apparentemente si presenta come puritana e dedita a valori ‘sani’ ma nel profondo è marcia e la puzza ormai si comincia a sentire. Nessuno può più fingere che il sistema stia funzionando e alla fine persino una persona come Valmont – che ama quel sistema e ne è assuefatto – deve riconoscere che è un ammasso di putridume. La realtà non si può più negare, le bugie non tengono più: il castello è ormai crollato.

Se ci avete letto qualcosa di attuale vi do una notizia: avete ragione e leggendo il libro vi parrà sempre più evidente. Le Relazioni Pericolose non è, infatti, solo un romanzo del 1782 ma la dimostrazione che il mondo non è mai cambiato e che continuiamo imperterriti a ripetere gli stessi errori. Personalmente – per quanto scorrevole – non lo ritengo un libro facile. Si tratta di un dramma unico, indimenticabile e spaventosamente vero! Da leggere solo se non si temono certe verità!

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete letto Le Relazioni Pericolose? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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