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Ritorno Alle Ombre Lunghe – Recensione Libro

Recensione Libro: Ritorno Alle Ombre Lunghe
Autore: Hans Ruesch
Genere: Avventura
Anno: 1973

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web! Oggi è con molta emozione che vi parlo di Ritorno Alle Ombre Lunghe, il seguito di Paese Dalle Ombre Lunghe di cui avevamo parlato qualche mese fa. Chi mi segue da un po’ (e anche su Instagram) sa che per me Paese Dalle Ombre Lunghe è stata una lettura folgorante, qualcosa di unico e indescrivibile. Non appena terminato quindi mi sono messa alla ricerca di altri libri dell’autore e una volta scoperto il seguito me lo sono subito accaparrato. Ammetto però che ero un po’ titubante: i seguiti, spesso, sono di scarsa qualità. Tuttavia non è questo il caso, per mia grande gioia!

Terminate le disgrazie vissute nel libro precedente Papik e sua moglie Vivì continuano la loro vita tra i ghiacci del Paese Dalle Ombre Lunghe. La loro vita scorre abbastanza tranquilla anche se l’ambiente è un po’ cambiato rispetto al libro precedente. Con l’arrivo degli uomini bianchi – ora insediati in modo più stabile – il cibo si è fatto più scarso e l’esistenza degli Inuit un po’ più complessa. Nonostante questo però i nostri amici continuano la loro vita con tranquillità è allegria facendo fronte a tutte le avversità e a tutti gli imprevisti che incontrano sulla loro strada.

Come dicevo solitamente i seguiti dei grandi successi si riducono a mere commercialate di scarsa qualità. Ovviamente però esistono delle eccezioni e Ritorno Alle Ombre Lunghe è tra queste. La storia non perde neanche un grammo del fascino che aveva caratterizzato il libro precedente e rivedere nuovamente Papik, Vivì e Ivalù è come ritrovare dei vecchi amici. I protagonisti infatti sono gli stessi che avevano portato avanti la seconda metà del precedente libro: qui scopriamo che ne è stato di loro e com’è la loro vita ora che sono nuovamente a casa. Una vita semplice ma non per questo noiosa!

Se c’è una cosa che non manca in questo libro sono le avventure. Viaggi, incontri con altre culture, figli che prendono strade diverse… una serie di avvenimenti che ci permetteranno di sviscerare ancora meglio le tradizioni e i tabù degli Inuit. Anche in questo libro, infatti, non manca un racconto approfondito della loro cultura! Ma non temete, non si tratta di lunghe e noiose descrizioni. Ogni tradizione, infatti, è inserita nel libro con la stessa naturalezza con cui le vivono i protagonisti. Questo però significa anche che ogni cosa è raccontata senza mezzi termini.

Ritorno Alle Ombre Lunghe, infatti, non perde la schiettezza del suo predecessore… e nemmeno la sua punta di ironia! Una caratteristica che io ho apprezzato molto e che ben si sposa con il racconto di una società così diversa dalla nostra. E poi è perfetta per rappresentare l’ambiente: una natura glaciale ma indomabile che costringe gli Inuit a piegarsi al suo volere. Proprio per questo non si tratta di un libro facile. Papik e Vivì spesso prendono decisioni che a noi appaiono folli o disumane. Però spesso non c’è altra via.

Nonostante le terribili condizioni di vita e le usanze molto lontane dalle nostre non dovete pensare che gli Inuit siano privi di sentimenti o di emozioni. Sono persone come noi che amano, odiano, hanno simpatie e antipatie… la differenza sta nel loro modo di vedere le cose che è più semplice ed ingenuo rispetto al nostro. Un’ingenuità allegra che gli permette di essere sempre felici con pochissimo e nonostante le difficoltà. Il loro rapporto con gli uomini bianchi in questo caso è emblematico: gli Inuit trovano che si facciano troppi problemi per cose da niente e non capiscono perché si ostinino tanto a perseverare nella loro infelicità.

Del resto per loro anche le nostre ‘comodità’ sono assurde. E forse per certi versi non hanno torto! Del resto è vero che molto spesso le persone non riescono a trovare la felicità nella nostra società. Nonostante le belle case, le opportunità, i privilegi (per chi li ha) la felicità non è mai scontata. Invece per gli Inuit lo è, nonostante vivano in una parte del mondo che non ha quasi niente da offrire. Ma questo, alla fine, è solo il “nostro” punto di vista.

Per gli Inuit il loro mondo è il più bello di tutti. E’ l’unico nel quale vorrebbero vivere, al quale riescono a pensare come ad una casa. Sarà freddo, sarà pieno di pericoli ma loro non si pongono il problema. Sanno che è la natura ad essere così e loro questa natura la onorano e la rispettano. Per fare un esempio gli Inuit non cacciano mai più di quanto non serva per mangiare e dopo aver cacciato non dimenticano mai i riti per rendere omaggio alla propria preda e alla natura che gliel’ha fornita. E ovviamente non sprecano una singola parte del loro cibo, mai e per nessuna ragione.

In sostanza Ritorno Alle Ombre Lunghe è un seguito che amplia ancora di più il nostro sguardo sul mondo degli inuit e in un certo senso va a completare il libro precedente. Al tutto sa aggiungere una buona dose di avventure e imprevisti che fanno desiderare al lettore di leggere un’altra pagina, e poi un’altra e un’altra ancora! Sicuramente è un genere particolare ma proprio per questo mi ha colpita così tanto. L’unica cosa mi sento di sconsigliarlo a chi fosse particolarmente impressionabile.

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete letto Ritorno Alle Ombre Lunghe? Recupererete questa duologia? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avere dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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