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Look Away – Lo Sguardo Del Male – Recensione

Recensione Film: Look Away – Lo sguardo del male
Regia: Assaf Bernstein
Interpreti: India Eisley, Mira Sorvino, Jason Isaacs, Penelope Mitchell, Harrison Gilbertson, Adam Hurtling, Josh C. MacDonald, Connor Peterson,
Genere: Horror
Anno: 2018

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi parliamo di un film un po’ particolare che sta a metà tra l’horror e il thriller psicologico. Purtroppo non è ancora molto conosciuto un po’ perché non americano e un po’ perché ha riscosso critiche abbastanza negative. Tuttavia, nonostante qualche evidente pecca, l’ho trovato un teen-horror inquitante e ricco di suspence, nel complesso un film godibile.

Maria è una giovane liceale chiusa in sé stessa ed estremamente timida. La sua famiglia, formata da un padre ossessionato dalla bellezza e una madre succube, non è certo d’aiuto. Un giorno guardandosi allo specchio scopre che il suo riflesso ha vita propria e che vuole aiutarla ad avere più fiducia in sé stessa. Nonostante l’iniziale amicizia il riflesso – Airam – nella realtà vuole sostituirsi a Maria per vivere al di fuori dello specchio.

Strutturato come un film sulle tematiche adolescenziali Look Away – Lo Sguardo Del Male, rivela solo in un secondo momento la sua vera natura. Si tratta infatti di un thriller psicologico vagamente splatter che andando avanti rivela dettagli sempre più inquietanti sulla famiglia di Maria e sulla vera identità di Airam. Il susseguirsi dei colpi di scena è ottimo e riesce a mantenere quel ritmo incalzante che dovrebbe essere tipico dei film di questo genere. La suspence certo non manca e la curiosità dello spettatore è sempre molto alta.

Nonostante lo svolgimento sia legato ad alcuni cliché bisogna dire che la storia è piuttosto potente, anche visivamente. Gli ambienti scarni e minimali fanno si che il tutto sia – per assurdo – ancora più asfissiante e claustrofobico, quasi un’ambiente da ospedale. Il colore dominante infatti è il bianco, sia per le scene girate in interni sia per i paesaggi. Quest’ atmosfera ben sposa con i personaggi che – a parte Maria – sono quasi tutti detestabili a livelli inimmaginabili. Soprattutto i genitori della protagonista mettono a dura prova i nervi di chi guarda lui perché troppo legato al senso estetico, lei perché completamente sottomessa al marito.

Anche le compagne di scuola di Maria – e in generale il mondo scolastico – sono rappresentati come qualcosa di molto negativo. Il sistema liceale è infatti legato a stereotipi e bullismo, i professori sono assenti (tanto che quasi non vengono rappresentati) e la vita nel liceo sembra una lotta dove i più forti sottomettono i più deboli. La stessa cosa accade orribilmente anche nella famiglia di Maria, anche se lei non è al corrente di alcuni eventi del passato.

Tuttavia il film ha anche vari significati metaforici, a partire da Airam. Il riflesso di Maria, infatti, ha una sua storia e più che come una nemesi si configura come una parte mancante della protagonista con la quale alla fine troverà una sorta di equilibrio. Tuttavia è anche un’estremo, rappresenta il lato più oscuro e perfido di Maria che però essendo staccato da lei è incontrollabile e pur con buone intenzioni può fare solo danni. Un tema che è stato affrontato in tutte le salse, persino in una puntata di Star Trek intitolata Il Duplicato: le dinamiche sono molto simili anche se ovviamente non c’è splatter.

La storia di Maria e Airam si configura quindi come una ricerca dell’equilibrio tra la parte più remissiva della ragazza e quella invece più ribelle che vorrebbe emergere ma non riesce per colpa di una famiglia oggettivamente disastrata. Il problema di Maria è infatti proprio il fatto che al padre interessi solo la figura che può fargli fare in società mentre la madre si preoccupa molto più della felicità del marito che dei suoi problemi.

C’è poi da dire che il film è anche una profonda critica alle aspettative di una società che sa solo pretendere senza dare nulla. Si tratta di presa di posizione netta che non lascia spazio a fraintendimenti. Tuttavia è anche una storia che racconta l’importanza di trovare il proprio equilibrio con sé stessi e con il mondo.

Arriviamo quindi alle note dolenti, legate principalmente allo splatter. Quest’ultimo infatti verso la fine del film finisce per prendere il sopravvento mentre vengono lasciate da parte alcune questioni importanti, come ad esempio la storia di Airam e la reazione di Maria davanti alla verità su suo padre. Per quanto riguarda l’ossessione – oggettivamente malata – del padre di Maria verso la figlia non c’è un vero e proprio approfondimento e questo un po’ dispiace. In oltre – a mio modesto parere – sarebbe stato meglio puntare sull’inquietudine e sulla questione della doppiezza invece di scivolare lentamente in qualcosa di già visto.

Nel complesso però Look Away – Lo Sguardo Del Male è un film ben riuscito, molto godibile e che tenta di mostrare qualcosa di nuovo. La fotografia merita davvero tanto ed è palpabile lo studio meticoloso dietro la scelta degli ambienti. Una storia particolare e nel complesso buona, perfetta se le trame dei soliti horror vi hanno stufato.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Conoscevate Look Away – Lo Sguardo Del Male? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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4 Commenti

  • Rispondi
    Diletta
    25 Gennaio 2021 at 18:04

    Non conoscevo questo film, ma di horror ne vedo davvero pochi

  • Rispondi
    Zosma
    27 Gennaio 2021 at 21:47

    Fifona come sono, non mi farebbe dormire la notte

  • Rispondi
    Martina (@diario_di_una_lettrice)
    1 Febbraio 2021 at 11:25

    Ho visto questo film proprio qualche settimana fa e devo dire che concordo pienamente sulla tua analisi. Si affrontano diversi problemi sociali, anche se forse non vengono approfonditi nella maniera adeguata. Io lo definirei un horror psicologico, ben fatto e non banale. Da vedere!

    • Rispondi
      Enrica Masino
      1 Febbraio 2021 at 12:05

      Grazie mille! Si, la parte sociale avrebbe meritato un appuntamento ma nel complesso è un film molto particolare e mi dispiace che in Italia non sia molto conosciuto!

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