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La Buona Terra – Recensione Film

Recensione Film: La Buona Terra
Regia: Sidney Franklin
Interpreti: Paul Muni, Luise Rainer, Walter Connolly, Tilly Losch, Charley Grapewin, Jessie Ralph, Soo Yong, Keye Luke, Roland Lui, Suzanna Kim, Ching Wah Lee, Harold Huber, Miki Morita
Genere: Drammatico
Anno: 1937

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi è con molta emozione che vi parlo de La Buona Terra, un film magnifico che purtroppo non ha avuto il clamore che avrebbe meritato ed è lentamente passato in secondo piano. Una storia d’amore senza precedenti che bisognerebbe assolutamente conoscere.

Wang, un contadino cinese, sta per sposarsi ed è felicissimo (anche se a causa delle usanze sposerà una perfetta sconosciuta). Siccome è molto povero gli viene data in sposa una giovane ragazza orfana che vive nella ‘grande casa’ una sorta di orfanotrofio femminile. La sposa di chiama O-Lan ed è sempre stata abituata a lavorare duramente e ad essere trattata come una schiava. Con il matrimonio troverà finalmente un po’ di felicità e sarà subito apprezzata da Wang e da suo padre. Tutto sembra andare bene, nasce anche il primo figlio, ma ecco che arriva la carestia e distrugge i campi. La famiglia è quindi costretta ad emigrare al sud nella speranza di trovare un po’ di lavoro. La vita non sarà facile ma grazie al coraggio di O-Lan arriveranno tempi migliori.

La Buona Terra è uno di quei film dai quali si esce distrutti, con il cuore a pezzi ma anche con la sensazione di essere immensamente più ricchi. Si, perché la storia che racconta ha una potenza di cui pochi film possono vantarsi. Nonostante la trama sia apparentemente semplice non si può non notare quanto la vicenda sia assolutamente rivoluzionaria e cerchi in tutti i modi di uscire dai canoni imposti da una società un po’ retrograda. Ed è per questo che ci troviamo di fronte ad una serie di protagonisti d’eccezione che nel corso del tempo cambiano, migliorano o peggiorano, ma riescono comunque ad essere incredibilmente fuori dagli schemi.

Il primo che conosciamo è proprio Wang, ingenuo ragazzo di campagna che, nonostante sia ignorante, è di larghe vedute e ha spirito imprenditoriale. Fin da subito infatti dimostra di non condividere l’idea che le donne non valgano nulla e – con i fatti più che non le parole – fa comprendere che tra lui e O-Lan il rapporto sarà alla pari. Per di più abbandona anche la fissazione che sia sbagliato aspirare a qualcosa e si rimbocca le maniche per poter comprare qualche terra in più.

O-Lang, invece, è la vera colonna portante del film. Apparentemente timida e taciturna si rivela fin da subito una persona giudiziosa e pronta a fare lavori molto duri. Del resto la giovane sa che Wang non ha molti soldi e fa tutto il possibile per aiutare la sua nuova famiglia a cavarsela. E’ proprio grazie a lei, infatti, se finalmente cominciano ad arrivare tempi migliori e non per niente Wang la considera la più saggia della famiglia. Prima di fare qualcosa chiede sempre il suo parere perché è consapevole che lei sia molto più brava nel gestire le risorse della famiglia.

Certo, la carestia improvvisa rovina tutto eppure O-Lan non si lascerà perdere d’animo neppure in quel caso. Condividerà con Wang e il suocero la povertà, la fame, ingegnandosi per raccimolare qualche soldo in attesa che il marito riesca a trovare un lavoro. Anche quando scoppierà la rivoluzione dimostrerà un coraggio incredibile e sarà ricompensata con il ritrovamento di un sacchetto di diamanti. Grazie a lei comincerà quindi un periodo florido per tutta la famiglia che negli anni diverrà sempre più ricca e potente.

Ed è qui che entra in gioco una delle tematiche principali del film: la ricchezza e il cambiamento che porta nella vita delle persone. Wang, infatti, ha un carattere ingenuo, non è abituato agli ambienti dei ricchi e subito si fa abbindolare da una giovane ballerina che prende come seconda moglie. Con l’arrivo della ragazza però comincia a sgretolarsi quel bel rapporto di amore e stima che c’era tra i due coniugi. Basti dire che persino il padre di Wang, che qui diventa importantissimo, rimane deluso dal comportamento del figlio. L’anziano uomo, infatti, non capisce perché Wang senta il bisogno di una seconda moglie quando ha già una sposa fantastica.

A risolvere questa brutta situazione ci penserà una delle protagoniste più importanti: la terra. Ebbene si, sarà proprio grazie al legame con quei terreni coltivati con tanta fatica che Wang ritroverà sé stesso. Dopo anni di vita agiata dovrà, infatti, fronteggiare l’invasione delle cavallette che distruggono i raccolti. Con l’aiuto della moglie, dei figli e degli amici riuscirà a vincere questa battaglia contro la natura. Una battaglia che però si configura come il ritorno – per Wang – alle sue origini, al vero sé stesso. Il finale, purtroppo, non sarà dei più clementi ma sicuramente è uno di quelli che lasciano il segno.

In sintesi quindi La Buona Terra è un film da vedere, secondo me imprescindibile per chi è innamorato della settima arte ma soprattutto per chi ama le storie che non si dimenticano.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Conoscevate La Buona Terra? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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