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Il Conte Max – Recensione Film

Recensione Film: Il Conte Max
Regia: Giorgio Bianchi
Interpreti: Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Anne Vernon, Jacinto San Emeterio, Susana Canales, Diletta D’Andrea, Mino Doro, Tina Pica, Juan Calvo, Julio Riscal, Piero Stucchi, Antonella Florio, Albert Craig, Edy Biagetti, Nani Colombo, Marco Tulli, Edith Jost, Luigi Mondello
Genere: Commedia
Anno: 1957

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di cinema italiano con Il Conte Max, una commedia divertente e molto significativa che mi ha conquistata e alla quale non riesco a smettere di pensare. Una storia davvero bellissima che pur riprendendo un chliché ne fa qualcosa di decisamente nuovo.

Alberto Boccetti è un edicolante dai grandi sogni ma dalle poche finanze. Nonostante viva con due zii benestanti, infatti, non ha mai molti soldi visto che loro – pur non facendosi mancare nulla – non hanno perso la loro semplicità e continuano a preferire una vita semplice. Un giorno, su consiglio del suo amico il Conte Max, decide di lasciar perdere la sua vacanza a Capracotta per andare a Cortina. Qui incontra una contessa ed i suoi ricchi amici e, invaghitosi della bella aristicratica, si finge il Conte Max e parte con loro. Le cose però si complicano e Alberto si ritroverà a condurre una doppia vita.

Il Conte Max è un film che, come dicevo, parte da una trama già vista. Tuttavia, pur seguendo una scia già tracciata sa essere innovativo e racconta con coraggio le aspirazioni di un giovane che non mira alla ricchezza ma ad elevarsi socialmente. Perspicace e brillante Alberto sa adattarsi a qualsiasi situazione e si rende conto che con le sue qualità di conversatore potrebbe fare di più e non sfigurerebbe affatto nell’alta società.

Tuttavia la vera ragione per cui si unisce alla combriccola di ricchi è la bella contessa che fa subito breccia nel suo cuore forse anche perché incarna quello che lui vorrebbe. Una vita diversa, più avventurosa e con meno difficoltà. Tra i due l’alchimia scatta subito e bisogna dire che porta avanti la prima parte di film. I due interpreti sono fantastici, stanno benissimo sullo schermo, così bene che persino io che non sono particolarmente romantica ci ho sperato.

Il loro amore è molto bello e sono bellissima che le conseguenze che comporta. Le difficoltà assurde con cui Alberto cerca di mantenere la sua doppia identità è esilarante. Diviso tra zii ignari e successivamente anche una seconda fidanzata cercherà in tutti i modi di mandare avanti il tutto. Del resto ad un certo punto lui stesso non sa più bene come uscirne. E non sa neppure se vuole uscirne. Perché se da un lato comincia a provare dell’affetto per una nuova ragazza dall’altro è attratto dalla contessa e dal suo stile di vita.

E’ interessante perché Alberto sta, in un certo senso, costruendo sé stesso. Deve capire che cosa vuole, chi ama e cosa fare. E’ chiaro, infatti, che non potrà portare avanti la farsa per sempre ma nello stesso tempo non è ancora pronto per accettarsi per quello che è, anzi! E’ così scontento della sua vita che per un periodo gli va bene essere il finto Conte Max. Che importa se non è vero? Alberto vuole vivere, scoprire, divertirsi e sul momento questo gli basta.

La questione, diventa più spinosa sul finale, quando cominciano a sorgere i primi dubbi. Il nostro protagonista comincia a non essere più sicuro del suo amore per la contessa e ad un certo punto si rende conto dell’amara verità: lei ama il Conte Max, non riuscirebbe mai ad accettare Alberto Boccetti. La contessa infatti è bella, dolce, romantica ma è anche chiusa nel suo piccolo mondo di ricchi e conosce solo quello. Basta vedere come tratta la sua dipendente per capire che non potrà mai comprendere la realtà semplice alla quale Alberto è legato.

Sotto questo punto di vista il film gira attorno alla duologia apparenza/sostanza di cui Alberto comprende le dinamiche solo dopo molto tempo. Perché la contessa è così graziosa, così apparentemente intelligente e romantica che e la sua cricca di amici vive vite così fuori dalla norma che sul momento è facile restare abbagliati dal tutto. Alberto è folgorato di fronte alle ville, alle feste senza freni, ai viaggi senza fine…

…ma cosa resta dopo? Dopo che la musica finisce, dopo che i lustrini e i gioielli scompaiono cosa rimane? Solo un gruppo di persone con la puzza sotto il naso che del mondo vero non conosce niente. Aristocratici legati alle loro piccole costose tradizioni, a problemi insulsi come saper giocare bene una partita a Bridge che guardano tutti dall’alto in basso e guarderebberò così anche Alberto se sapessero la verità. E così il protagonista trova la sua strada e si rende conto che per elevarsi non deve prendere il nome di un’altra persona ma partire da sé stesso e dal rapporto con la persona che ama.

Insomma, Il Conte Max sicuramente riprende alcuni cliché ma li mette sotto una nuova luce. Li usa per far crescere il protagonista, per dargli la possibilità di scoprirsi e scoprire un’altra realtà e fare in modo che possa formare davvero la sua personalità. Il tutto contornato da battute e scene esilaranti che tengono incollato lo spettatore. Lo consiglio veramente a tutti e mi dispiace molto perché è un film di cui non avevo mai sentito parlare e che invece merita molto.

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere come state voi! Avete visto Il Conte Max? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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