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Fantozzi Il Ritorno – Recensione Film

Recensione Film: Fantozzi Il Ritorno
Regia: Neri Parenti
Interpreti: Paolo Villaggio, Milena Vukotic, Gigi Reder, Maria Cristina Maccà, Anna Mazzamauro, Maurizio Mattioli, Antonio Allocca, Sergio Gibello, Paolo Paoloni, Nello Riviè, Fabio Traversa, Mauro Vestri, Albert Colajanni, Angelo Bernabucci, Éva Henger
Genere: Comico, Commedia, Satirico, Drammatico
Anno: 1996

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Continua il mio viaggio nel meraviglioso universo Fantozziano con Fantozzi: Il Ritorno, un film su cui non avevo molte aspettative e che invece mi ha toccata nel profondo. Non riesco a smettere di pensarci, è un chiodo fisso.

Fantozzi è morto ma c’è un problema… In paradiso lo spazio è esaurito. Il nostro ragioniere viene quindi rimandato sulla terra in attesa di nuovi posti. Quando torna nessuno ricorda della sua morte e riprende la sua normale vita da pensionato con la moglie Pina. Tra nipoti insopportabili, cani, passatempi giovanili e crisi di mezza età Fantozzi si conferma un personaggio che non si può non amare.

Fantozzi Il Ritorno è… sentimentale. Non c’è una parola diversa per descriverlo e l’ho trovato sublime in questo senso. È un film che fa ridere? Si, ma tra una risata e l’altra c’è una dolcezza che mi ha scaldato il cuore. Posso dirlo? Adoro le avventure di Fantozzi nel periodo della cosiddetta terza età e sono felicissima che, anche in questo film, Pina abbia avuto maggiore spazio perché se lo meritava anche perché le parti dedicate a Fantozzi alle prese con i grandi amori della sua vita (Pina e la Signorina Silvani) sono la vera anima di questo film.

Ebbene sì, in questa pellicola dolceamara, Fantozzi arriva ad una sorta di risoluzione del rapporto con Pina e con la signorina Silvani. Ci sono scuse apparentemente “per il momento” ma che nella realtà sono le scuse degli errori commessi in una vita, ci sono dichiarazioni d’amore e di stima, c’è la ricerca di una nuova opportunità… Fantozzi Il Ritorno rappresenta, forse involontariamente, quel momento in cui il nostro ragioniere rimette ordine nella sua vita e si rende nuovamente conto che Pina, la donna che non lo ha mai lasciato, era veramente la donna migliore che potesse trovare.

Sotto questo punto di vista posso tranquillamente dire che questo film è praticamente una storia d’amore e io che ho lo stesso romanticismo di uno scarpone mi sono riscoperta innamorata di questa coppia che, tra un disastro e l’altro, ha saputo amarsi per ciò che era al di là dei difetti di entrambi. Tutto questo merito anche del nuovo ruolo attivo di Pina che qui scopriamo come moglie devota si, ma non sottomessa, e che sa prendere i mano la situazione se il caso lo richiede.

Il suo cambiamento lo notiamo anche nell’aspetto esteriore: vestitini più curati e colorati, un make up migliore, una pettinatura da donna “matura” per l’epoca ma sicuramente più azzeccata delle precedenti… nel complesso ritroviamo la stessa Pina, ovviamente, ma questa volta abbiamo l’occasione di vederla in modo diverso (lo stesso modo in cui la vedrà Fantozzi, finalmente).

Personalmente ho apprezzato molto questa rappresentazione di Pina che definirei adorabile. Si, non c’è un’altro modo per descriverla.

Ci sono cambiamenti, poi, anche per la Signorina Silvani, l’eterno sogno proibito di Fantozzi che, ossessionato dallo scorrere del tempo, inganna Fantozzi per ottenere una grossa cifra di denaro per un intervento di chirurgia plastica. Nel momento in cui però Fantozzi viene a conoscenza della verità ecco che abbiamo una delle scene più belle e toccanti del film. In sole due battute vengono dette tante cose e tra scuse, perdono e tanta disperazione Fantozzi e la Signorina Silvani forse si parlano davvero sinceramente per la prima volta.

La storia tra Fantozzi e la Signorina Silvani si ricollega anche al tema della famiglia. Fantozzi, infatti, deve anche badare alla nipote adolescente Uga che umilia e disprezza i nonni e, con le sue bravate li mette in un mare di guai. Per cercare di aiutarla Fantozzi grazie all’ inarrestabile amico di sempre Ragionier Filini dovrà anche destreggiarsi all’interno del mondo giovanile dei ragazzi anni novanta ritrovandosi completamente fuori posto in un mondo che non riesce più a riconoscere.

Il finale beh, è scontato, ma mi consola sapere che ci sono altri film successivi sulla vita del ragioniere e che, quando ne avrò voglia, potrò sempre riguardarmi dall’inizio tutta la sua storia. Personalmente non ho davvero capito perché questo film non sia piaciuto perché è veramente bello. Se avete l’opportunità recuperatelo, non ve ne pentirete (a parte forse per il mare di lacrime che verserete ma sono dettagli).

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Avete visto Fantozzi Il Ritorno? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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Nyu
Nyu
11 mesi fa

Adoro Fantozzi. I suoi film che sembrano sempre comici hanno un gusto dolce-amaro che tante volte mi ha commossa fino alle lacrime perché rivivono quelle situazioni di una vita di affanni e quotidianità che esiste ovunque ma che spesso non notiamo o facciamo finta di non vedere.
Questo film in particolare è molto sofferto.

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