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Cartoni Animati: Pregiudizi E Conseguenze

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Qualche tempo fa, in un post intitolato Quattro (+ 2) Cartoni Animati Da Non Perdere avevo già accennato alla questione che avete letto nel titolo, ma non avevo avuto l’occasione di approfondirla. Ci tenevo, però a dedicargli un post a parte in quanto è un argomento che mi sta molto a cuore soprattutto a causa dei pregiudizi che circondano i cartoni animati.

I Pregiudizi Sui Cartoni Animati

Lo saprete meglio di me, i cartoni animati sono sempre stati accompagnati dal pregiudizio che siano semplicemente show per bambini. Moltissime persone pensano che siccome i disegni – e a volte anche le trame – sono semplici allora non ci sia studio, lavoro e creatività dietro ad un film o ad una serie d’animazione. Di conseguenza vengono quasi sempre snobbati dagli adulti che pensano che tanto siano solo cose per bambini, che non ci sia profondità dietro i personaggi e le trame. Il cartone animato, sostanzialmente, viene ridotto ad una serie di semplici disegni volti a far ridere i più piccoli o a vendere merchandising.

Le Conseguenze? Cartoni Di Scarsa Qualità!

Le conseguenze di questi pregiudizi sono state disastrose a lungo termine e hanno fatto sì che la qualità dei cartoni animati precipitasse di brutto. L’idea diffusa è infatti quella che i cartoni animati siano semplici da realizzare e che quindi chiunque sia in grado di produrne uno anche perchè tanto i bambini ‘non capiscono’ e guardano qualsiasi cosa. Naturalmente è importante che il cartone abbia una grafica almeno decente così da poter vendere i giocattoli a tema. Ebbene, è proprio grazie a questo ragionamento che oggi troviamo in televisione cartoni obrobriosi come Peppa Pig, Teen Titans Go e altre atrocità. Del resto la profondità nei cartoni – ma, ahimè, un po’ in tutti i campi – è passata di moda, l’importante è che siano accettabili dai più e che vendano.

Ma Vendere Cosa?

Merchandising di qualsiasi genere. Pupazzi, casette, carte collezionabili, bambole, album e chi più ne ha e più ne metta. Ora, si sa che i maggiori appassionati di giocattoli sono i bambini, quindi per poter vendere bisogna fare dei cartoni che li appassionino, che raccontino storie a loro vicine e che possano dargli dei personaggi in cui potersi rispecchiare, soprattutto se parliamo di bambini non più tanto piccoli. E come si può fare a rendere al meglio una storia per bambini? Come si possono creare personaggi che siano apprezzati e credibili in un cartone animato?

Stereotipi A Go Go!

Ma certo, stereotipandoli al massimo! Eliminando qualsiasi forma di intelligenza dai protagonisti, distinguendo in modo netto i buoni dai cattivi e semplificando al massimo le personalità per poterle rinchiudere in delle etichette che siano facilmente riconoscibili! Questa è la soluzione… per distruggere definitivamente il mercato dei cartoni animati e farli sparire dalla faccia della Terra!

Si, perchè ormai è risaputo da anni che il mercato dei cartoni si sia decisamente ampliato e non sono più soltanto i bambini a voler seguire le serie d’animazione. Anche moltissimi adulti e ragazzi seguono con piacere le serie animate però non se sono organizzate così! Come se non bastasse forse bisognerebbe cominciare a pensare che i bambini non sono stupidi e si accorgono se un cartone animato non è fatto bene. Certo, magari per alcune fasce d’età la situazione è differente ma già a sette/otto anni i bambini si accorgono se un cartone è brutto, specialmente oggi che a quell’età sono già molto svegli.

Gli Anime: La Dimostrazione Che I Cartoni Animati Non Sono Solo Per Bambini

Non c’è da stupirsi se da qualche anno sono gli Anime (cartoni animati giapponesi) ad andare per la maggiore. Del resto ormai la produzione occidentale si concentra su ciofecherie a basso budget mentre in Giappone – dove gli anime sono considerati una vera e propria arte – gli investimenti sono spesso molto alti e questo permette ai produttori di sviluppare personaggi a tutto tondo e trame anche molto complesse. Non bisogna però pensare che tutti gli anime siano per bambini, anzi! La maggior parte di loro sono rivolte a ragazzi quando non direttamente ad adulti. Le tematiche trattate sono universali, a volte anche controverse e vi assicuro che i giapponesi non si fanno tutte le fisime mentali che ci facciamo noi. Raccontano le storie come vanno raccontate, ovviamente adattandosi al target di riferimento.

Un Pubblico Diverso

La profondità dei personaggi e delle trame spiega perché gli anime siano tanto amati. Il pubblico dei cartoni animati – così come quello del cinema e della letteratura – è cambiato ed è diventato sempre più esigente. Le persone si sono fatte più critiche e adesso una grafica decente e qualche personaggio abbozzato non bastano più. Ci vuole profondità, accuratezza, le persone vogliono riuscire a cogliere almeno un minimo di impegno in qualsiasi opera, anche in quelle animate. Proprio non capisco perchè, nonostante l’evidente cambiamento, gli studi d’animazione si ostinino a proporre prodotti scadenti. Ma dico io… li leggono i post online? Li guardano i blog a tema? Le guardano le pagine social? Perchè davvero basta una singola occhiata per comprendere che certi errori grossolani è meglio non farli.

Grafica Scadente Tra CGI e Tradizionale

La decadenza dei cartoni animati non poteva certo risparmiare la grafica. Tra disegni tradizionali e CGI ormai c’è un sacco di scelta eppure anche qui troviamo grandi scivoloni. Questo perchè quando la Computer Grafica è sbarcata nel cinema è stato fantastico perchè solo chi poteva davvero permettersela la utilizzava.

Tuttavia, come capita quasi sempre, qualcuno ha pensato che la CGI non fosse nulla di speciale e che potessero realizzarla tutti anche con budget irrisori. Niente di più sbagliato! La computer grafica vera richiede competenze specifiche, mezzi di altissimo livello e un enorme equipe di persone. Non so chi sia quell’intelligenza superiore che ha davvero pensato che si potesse far economia anche in questo settore ma vorrei conoscerla e chiedergli se è felice del risultato finale. Cartoni animati dove i personaggi in CGI sembrano brutte bambole con mobilità limitate ed espressività pari a zero (per non parlare delle scene riciclate) e sfondi che se non fossero mai esistiti sarebbe stato meglio!

Per quanto riguarda l’animazione tradizionale ormai anche quella fa spesso pena, complici budget bassissimi e il pensiero sbagliato che stilizzare sia facile. Come se non bastasse si è anche diffusa l’idea che tutti sappiano disegnare quando anche lì ci vuole talento.

Conclusioni

Il mondo dei cartoni animati purtroppo è decaduto a causa di falsi miti e pregiudizi che hanno scoraggiato un vero investimento in questo mercato. Gli studi d’animazione veramente validi ormai sono pochi e tengono il monopolio dei lungometraggi (del resto, non potrebbe essere altrimenti) mentre gli altri studi si limitano a fare cartoni sulla base del merchandising (dovrebbe essere il contrario) nella speranza di concludere qualcosa. La vera domanda è… quando tornerà la qualità? Quando ci renderemo conto che ormai prodotti stereotipati non vanno più? Lascio a voi l’arduo compito di rispondere a queste domande.

Bene, il post è finito e io non vedo l’ora di sapere cosa ne pensate voi! Vi piacciono i cartoni animati? Avete visto anche voi la decadenza? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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2 Commenti

  • Rispondi
    Monica
    6 Ottobre 2020 at 16:29

    Concordo in tutto con te. Per amor di merchandising ormai molti film e cartoni hanno visto un drastico calo di qualità e di contenuti. Purtroppo, al giorno d’oggi, dove c’è un forte guadagno non c’è sempre qualità!

    • Rispondi
      Enrica Masino
      8 Ottobre 2020 at 15:06

      Triste verità, anzi spesso sono i prodotti peggiori ad avere più successo. Non capisco il motivo ma mi rendo conto che è così 😭

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