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Piccolo Cesare – Recensione Film

Recensione Film: Piccolo Cesare
Regia: Mervyn LeRoy
Interpreti: Edward G. Robinson, Douglas Fairbanks Jr., Glenda Farrell, Stanley Fields, Ralph Ince, William Collier jr., Sidney Blackmer, Thomas E. Jackson, Maurice Black, George E. Stone, Landers Stevens
Genere: Gangster, Drammatico
Anno: 1931

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi vi porto la recensione di Piccolo Cesare, pellicola che insieme a Nemico Pubblico e Scarface ha contribuito a dare vita al filone del cinema gangster che ha avuto grande fortuna nell’epoca d’oro di Hollywood! Si tratta di uno dei film più rivoluzionari dell’epoca, che nonostante il codice di Hayes è riuscito ad inserire un elemento che sarebbe diventato quasi impossibile inserire in seguito.

Rico è il suo amico Joe sono due criminali che si arrangiano con piccoli colpi e truffe. Siccome vogliono fare fortuna si recano a Chicago, nel covo della malavita dell’epoca, e qui entrano in contatto con grandi personalità del mondo dei gangster. Rico, pur avendo la pistola facile, viene subito inserito in una banda insieme all’amico che però se ne tira fuori. Rimasto ‘solo’ Rico si prepara a scalare i vertici della malavita del posto.

Intrigante, bizzarro e più incentrato sullo svolgimento che sull’azione Piccolo Cesare si può quasi definire un esperimento del cinema gangster. Essendo una delle prime pellicole ritroviamo infatti alcuni tratti tipici ma in effetti sembrano ancora acerbi e un po’ incerti. Questo però non rovina la bellezza del film, anzi! Lo rende una pellicola atipica che si discosta dalle altre dello genere.

Il punto di forza del film si basa quasi completamente su Rico e sulle relazioni malate che instaura con gli altri. La sua particolarità, infatti, è quella di essere una sorta di antieroe carismatico che non riesce mai ad avere rapporti normali con gli altri finendo costantemente per essere possessivo e per pensare che tutti siano d’accordo con lui. La prima relazione, e forse anche la più importante, è quella con l’amico Joe per il quale prova un sentimento d’amicizia(?) egoistico, tanto che più volte cercherà di portarlo dalla sua parte senza riuscirci. La particolarità del loro rapporto è che diventerà col tempo la sua unica fonte di ‘redenzione’ da una vita passata nella malavita.

La seconda relazione – e anche quella più esplicita (ovviamente per quanto possibile, visto che l’ombra del codice di Hayes incombeva già) – è invece con Otero, uno dei membri della banda con il quale è sottointesa una relazione o comunque una forma di attrazione. Stiamo parlando quindi di una delle prime rappresentazioni di amore omosessuale in un film dell’epoca d’oro… Non guardatemi così, ha stupito pure me! Sul momento pensavo di essere stata solo io ad averla vista (sono una shippatrice seriale) e invece su internet è confermato.

Tra l’altro siccome non era possibile rappresentare al cinema in modo palese una relazione LGBT+ la pellicola ha progettato le scene in modo geniale, sottilmente palese ma nello stesso tempo non abbastanza palese da poter essere stroncato dalla censura. Oltretutto il codice in quel periodo era appena entrato in vigore e nessuno se lo calcolava più di tanto (per fortuna).

Proprio perché la relazione tra Rico e Otero è inserita tra le righe non si può delineare in modo netto il loro rapporto, tuttavia questo si presenta – almeno apparentemente – come leggermente più sano rispetto agli altri forse anche perché i due personaggi si somigliano, pensano nello stesso modo e fanno parte dello stesso ambiente. Otero, infatti, è molto più simile a Rico di quanto non fosse Joe che non voleva farsi strada nelle gang di Chicago ma fare il ballerino. Le uniche cose che traspaiono dalle poche scene è una fedeltà esagerata da parte di Otero e il fatto che tra i due ci sia una forte sensualità.

Nonostante questa parte sia molto palese ciò che veramente muove la storia è l’ambizione smisurata di Rico. Il giovane infatti è un arrivista senza scrupoli e non si fa problemi a prendere il posto di altri, ad usare l’astuzia per portare tutti dalla sua parte. Questa sua smania di arrivare, però, gli si rivolterà contro delineando da un momento all’altro la sua decandenza economica e personale. Questa è forse la parte più cruda della storia che mostra i vani tentativi di rivalsa di una persona che ormai è alla disperazione.

Capite quindi perché Piccolo Cesare è stato la colonna portante di un intero genere: è un racconto completo, una delle primissime storie di gangster! Ma soprattutto è stato uno dei pochi film che ha osato andare oltre e pur avendo sfidato la morale dell’epoca ha ottenuto un successo strepitoso! Non per niente fa parte della trilogia storica Piccolo Cesare-Nemico Pubblico-Scarface! In seguito tratteremo anche le altre due pellicole… preparatevi a grandi sorprese!

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto Piccolo Cesare? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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