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Museo Delle Illusioni A Torino – Cronache Di Un’ Inaugurazione Perfetta

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Qualche tempo fa, in questo post, vi avevo parlato dell’inaugurazione del Museo Delle Illusioni che mia Zia (Mariangela Masino, Giornalista Professionista) ha curato come addetta alle pubbliche relazioni. Cosa posso dire? È stato una successo strepitoso che non vedevo l’ora di raccontarvi!

Partiamo dal presupposto che ero emozionatissima per tre motivi :

1) Questa non era un’inaugurazione qualsiasi ma l’inaugurazione della mostra per la quale mia zia ha curato tutta la parte delle pubbliche relazioni quindi ero emozionata anche per lei.

2) Non ero mai stata inviata a nessuna inaugurazione, tantomeno ad una così importante. Tra l’altro ero invitata anche come blogger il che mi ha fatto un effetto piacevole ma strano. Ormai sono un paio d’anni che a questo blog di sicuro non mancano le visite ma non sono proprio la classica blogger spigliata e sempre perfetta. Al contrario sono impacciata, goffa e timida. Mi sono preoccupata dell’impressione che avrei fatto.

3) Sapevo che ci sarebbero stati parecchi giornalisti e professionisti importanti ed ero un po’ in soggezione.

Come vi dicevo, però, alla fine le mie ansie si sono volatilizzate perché l’inaugurazione è stata perfetta e la mostra è progettata anche per fare divertire insieme persone che non si sono mai viste prima.

L’inaugurazione aveva inizio alle 17,00 a Palazzo Barolo in Via Delle Orfane 7/A. Mio padre ed io siamo arrivati puntuali e nonostante il museo avesse aperto solo da pochi minuti c’erano già tantissime persone a visitare la mostra. La maggior parte di loro erano giornalisti e professionisti di una certa importanza ma c’erano anche amici di mia Zia e un paio di blogger (tra cui io).

Inutile dire abbiamo iniziato subito a fare un primo giro: ad accogliere i visitatori ci sono come prima cosa queste tre immagini che a seconda della distanza (e in realtà anche della persona) sembrano muoversi tridimensionalmente. La mia proferita è quella centrale perché sembra un wharmole spazio temporale e mi sono divertita ad immaginare cosa avrei potuto trovare al fondo di quel tunnel. E si, scatenare la fantasia è la parte più divertente di questa mostra interattiva.

Subito dopo c’è quest’installazione con il logo della mostra.

Mio padre ed io

Molto bella e affascinante da guardare (e in realtà anche molto instagrammabile). Trovo che sia il pezzo perfetto per introdurre il resto del museo!

Andando in ordine una delle prime opere che si vedono all’entrata è una serie di quadri come questo: un classico ma sempre d’effetto.

Subito dopo una delle cose che più mi ha colpita è stata la stanza dei colori dove a seconda del colore della luce anche i colori dei quadri cambiano. Veramente molto interessante soprattutto grazie alla spiegazione registrata.

Prima di passare all’area successiva mio padre ed io abbiamo anche pensato bene di mescolarci i volti e per non farci mancare niente ci sono state anche delle “decapitazioni”.

Mia cugina Mati
Mio padre

Da qui in poi ho iniziato a girare anche un po’ da sola senza seguire un percorso preciso perché c’era letteralmente così tanto da vedere che non sapevo più quale installazione guardare per prima! Da qui in poi, quindi, procedo in ordine sparso.

Le prime cose che ho guardato nella stanza successiva sono state il quadro di Einstein, il cono peperone e una delle mie installazioni preferite: il rubinetto magico (e si, quella è acqua).

Per il cono-peperkne vi lascio il video… Provate a scovare il trucco!

Proprio mentre ero lì a guardare l’area è arrivata la Rai che ha intervistato il dottor Vincenzo Florio psichiatra dirigente medico a Bolzano. Inutile dire che me la sono data a gambe, non volevo essere ripresa neppure per sbaglio. Così ne ho approfittato per vedere l’altra ala della sala dove c’erano altre installazioni come il gioco di ombre con i cavalli e lo specchio infinito (un’altra delle mie opere preferite).

Dopo l’arrivo della Rai il dottor Vincenzo Florio psichiatra dirigente medico a Bolzano ha tenuto una piccola conferenza nella sala adibita al rinfresco e alla realtà virtuale. Il tema era la memoria e come questa può illuderci mescolando e rimaneggiando i nostri ricordi al fine di farci credere una cosa piuttosto che un’altra. A volte lo fa anche per proteggerci da queste verità.

L’ho ascoltato con molto interesse perché è una cosa di cui mi sono accorta nel corso del tempo. Ad alcuni ha fatto paura, a me no ma probabilmente è perché sono abituata all’incertezza e al fatto che rileggendo alcuni miei diari mi sia resa conto che a volte alcuni eventi sono leggermente distorti un po’ per difesa e un po’ per il tempo che è passato.

In ogni caso il dottor Vincenzo Florio psichiatra dirigente medico a Bolzano si è dimostrato una persona competente ma anche semplice e in grado di emozionare ed emozionarsi. Persone così sono rare.

Finita la conferenza ho avuto l’occasione di assaggiare il fantastico rinfresco organizzato da Caffè Sotto La Mole. In realtà quando sono arrivata io era quasi tutto sparito ma la pizza che ho assaggiato era squisita e il biscotto a scacchiera veramente eccellente. Dopo averlo assaggiato ho capito perché tutto il cibo fosse già sparito.

Successivamente abbiamo avuto ancora un po’ di tempo per dare un ulteriore occhiata la mostra e così mio padre ed io siamo”saliti” su una sedia gigante e visto altre installazioni che però non ho avuto il tempo di fotografare perché era quasi ora di andare via. Io ho anche camminato a testa in giù in un salotto.

Mio padre su una sedia gigante… ma la sedia è solo un’illusione

In realtà c’è davvero tanto altro da vedere e provare ma il tempo stava per scadere e ho preferito provare piuttosto che fotografare. L’ultima cosa a cui ho fatto il video è questa fantastica illusione ottica: anche lei classica ma sempre d’effetto.

Me ne sono andata via con la bellissima sensazione di essermi veramente divertita. Di fatto la mostra mette nella condizione di divertirsi con persone mai viste prima ed è quindi a prova di timido. Capisco il perché del suo successo in Italia (ci sono altri musei sempre degli stessi organizzatori in altre città). Tra l’altro credo che Palazzo Barolo, con le sue atmosfere suggestive, sia il logo perfetto per una mostra come questa: sembra proprio di entrare nel paese delle meraviglie!

Che dire? Non mi resta che consigliarvi caldamente di andarci e fare i complimenti a tutti coloro che hanno collaborato a questa inaugurazione perfetta.Bene, anche questo post è finito e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Andrete a questa mostra? Vi ho incuriosito? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

PS: questo post, così come tutti gli altri contenuti legati alla mostra, non sono sponsorizzati. Ho semplicemente voluto dare una mano a mia Zia ❤️

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Monica
7 mesi fa

Pensavo di aver visto tutto a Torino, ma adesso so cosa fare la prossima volta che salgo! È difficile incuriosire quando si parla di mostre, ma tu ci sei riuscita alla grande.

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