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Kika – Un Corpo In Prestito – Recensione Film

Recensione Film: Kika – Un Corpo In Prestito
Regia: Pedro Almodovar
Interpreti: Verónica Forqué, Peter Coyote, Victoria Abril, Àlex Casanovas, Rossy de Palma, Santiago Lajusticia, Anabel Alonso, Bibiana Fernández, Jesús Bonilla, Karra Elejalde, Manuel Bandera, Charo López, Francisca Caballero, Mónica Bardem, Joaquín Climent, Blanca Li, Claudia Aros
Genere: Trash? Erotico? Parodico? BOH!
Anno: 1993

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi per la prima volta parliamo di Almodovar, uno dei registi più strani e apprezzati degli ultimi anni. In particolare cominciamo con uno dei suoi film più assurdi, Kika – Un Corpo In Prestito, che si configura come un film apparentemente senza senso e si rivela invece una critica al cinema di quint’ordine.

Ramon, fotografo affermato si ritrova a dover avere a che fare con il suo assurdo patrigno, scrittore di successo. Nel mentre instaura una relazione con Kika, make up artist esuberante e un po’ fuori dalle righe. Intanto il suo patrigno Nicholas, al verde, accetta di collaborare con un programma trash di scoop assurdi. Il programma è presentato da Andrea, ex psicologa con problemi mentali, che pensa solo a fare notizia. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale l’attore porno Paul Bazzo, fratello di Juana, domestica di Kika.

Lo so cosa state pensando: ma che è sta roba? L’acchiappasogni il ritorno? Una serie di cavolate gettate malamente in un calderone? Beh si, in effetti è questo! Kika – Un Corpo In Prestito è un film folle, grottesco, una citazione vivente e nello stesso tempo una satira feroce contro la settima arte. Tra colori brillanti e avvenimenti privi di senso Almodovar mette insieme tutto il peggio del cinema di seconda classe. I componenti più importanti sono protagonisti piatti o comunque scontati, una trama sconfusolata e senza senso, una serie di assurdi personaggi che scompaiono misteriosamente e una buona dose di trash.

Eppure nonostante questo non si può non amare Kika – Un Corpo In Prestito perché è palese che è tutto voluto, tutto studiato nei minimi dettagli anche per accontentare i gusti degli spettatori più diversi. Cosa dite? Lo fanno anche nei film di serie b? Si, e Almodovar li ripaga con la stessa moneta mischiando generi diversi che non c’entrano nulla l’uno con l’altro. C’è il thriller, il romance, la commedia, il rosa, il trash, il dramma… tutte quelle cose che vengono gettate a casaccio nei film di serie b (che puntualmente amiamo). E anche Almodovar li ama, è palese.

Nonostante la critica frizzante e acida infatti il film resta su toni divertenti e assurdi. E’ lui il primo a non prendersi sul serio lasciando allo spettatore la scelta su come guardarlo – ovvero come un semplice film trash di alto rango oppure come una storia studiata per mandare un messaggio… ma sempre con leggerezza.

Proprio per questo infatti il film non cerca di affrontare le sue tematiche in modo approfondito, anzi! Ci sembra sempre che i personaggi si comportino in modo assurdo, che il loro atteggiamento non abbia senso e questo ci confonde ancora di più. Per non parlare degli intrecci fatti abbastanza a caso, delle persone che resuscitano a cazzo e dei traumi che vengono vissuti e dimenticati poco dopo. Tutto è relativo e fino a sé stesso, conta solo la settima arte (trash), è lei l’unica protagonista. Una cosa evidente anche dalla scelta dei costumi e dei luoghi.

Ci troviamo sempre davanti a vestiti sgargianti oppure ad outfit che sembrano usciti dal bidone della pattumiera. La stessa cosa vale per i luoghi, sempre assurdi, stilizzati o esagerati, inverosimili fino al midollo. Come la storia e i protagonisti del resto… ma in fondo non sta qui il divertimento? Non è per questo che ridiamo per tutta la durata del film? Ovviamente si, perché è quello che ci aspettiamo da quest’opera.

Nel complesso penso che Almodovar abbia fatto una delle cose più assurde di sempre, una di quelle opere che non hanno la pretesa di essere un capolavoro eppure a loro modo lo diventano. O perlomeno sono indimenticabili per chi è innamorato della settima arte come la sottoscritta.

Bene, la recensione è finita io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto Kika – Un Corpo In Prestito? Lo Vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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