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Il Giglio Nero – Recensione Film

Recensione Film: Il Giglio Nero
Regia: Mervyn LeRoy
Interpreti: Nancy Kelly, Patty McCormack, Henry Jones, William Hopper, Jesse White, Eileen Heckart, Evelyn Varden, Paul Fix, Joan Croydon, Gage Clarke, Frank Cady, Edna Holland
Genere: Thriller, Drammatico
Anno: 1956

Salve a tutti e bentornato in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi cominciamo la settimana con un thriller angosciante unico e irripetibile: Il Giglio Nero. Si tratta di una storia oscura, pesante ma anche estremamente innovativa per l’epoca, contando anche sul fatto che la censura era molto presente e limitante. Una storia non per tutti che avrebbe meritato più fortuna.

Christine è una donna felice che vive con il marito e con la figlioletta Rhoda, una bambina apparentemente perfetta e molto più matura della sua età. La piccola, piena di qualità, è l’orgoglio della famiglia ed è apprezzatissima anche da parenti e vicini. Tuttavia dopo la morte di un suo compagno di classe verrà a galla una dura verità, dimostrando che Rhoda non ha né sentimenti né empatia ed è già sulla buona strada per diventare una criminale.

Il Giglio Nero è una di quelle opere cinematografiche che riesce a creare un’intensa atmosfera di angoscia e ansia. L’intreccio insolito per l’epoca – che verrà però poi ripreso in seguito – è perfetto e l’impostazione prevalentemente teatrale si rivela vincente (del resto era già stato portato in scena a teatro dagli stessi attori). Il fatto poi che sia girato quasi completamente in interni rende il tutto ancora più claustrofobico. Questo, bisogna dirlo, sposa bene con i sentimenti della protagonista, Christine.

La donna infatti, buona e generosa fino all’estremo, è una delle poche persone che comincia piano piano a sospettare che ci sia qualcosa che non va in Rhoda. Nonostante lei cerchi in tutti i modi di sembrare una bambina perfetta ogni minuto cresce il sospetto che forse non ci si possa fidare (anche se lo spettatore ne è cosciente praticamente fin da subito). Christine, però, non trova nessuno che le crede e dopo aver scoperto la verità decide di mantenere il segreto.

Lo so, detta così sembra orribile ed effettivamente lo è però la pellicola riesce a far emergere i sentimenti di questa madre e nello stesso tempo a far comprendere che non c’è altra scelta, visto che nessuno le crederebbe e Rhoda dà prova di riuscire ad imbrogliare anche grandi psichiatri. A rendere il tutto ancora più tragico ci pensa la madre del bambino morto che spera di poter sapere qualcosa da Rhoda visto che è stata l’ultima ad averlo visto vivo.

La madre del piccolo, Eufemia, è sicuramente il personaggio più tragico di tutto il film. E’ lei che manda avanti la tragedia e i momenti in cui appare spezzano il cuore. La situazione diventerà ancora più tragica quando Christine si renderà conto della colpevolezza di Rhoda che mischiata alla tristezza di Eufemia e anche ad una serie di tragiche relazioni comincerà a portarla sull’orlo dell’abisso. Lo spettatore viene quindi trasportato in questo tremendo vortice di dolore che sembra non avere fine. Ma una fine ci sarà e si rivelerà di sconcertante impatto.

Oltre alla trama decisamente pesante questo film merita anche per un altro motivo: è stato infatti il primo a parlare della criminalità infantile. Nel farlo ha dovuto prendere accorgimenti – altrimenti la censura lo avrebbe stroncato – ma è riuscito comunque a far passare il messaggio (nonostante abbia dovuto modificare il finale a causa del codice di Hayes). Un messaggio che passa anche attraverso una psichiatria grezza e ancora molto lontana dalla verità.

La genialità del film – e anche di una scaltra evasione della censura – si ritrova però anche nella conclusione. Dopo i titoli di coda, infatti, vengono mostrati tutti gli attori che si inchinano come se fossero a teatro. Il regista ci tiene quindi a ricordare che si tratta solo di un’opera di fantasia e smorza tutto con una scena conclusiva dove Nancy Kelly (Christine) sculaccia Patty McCormack (Rhoda).

In conclusione Il Giglio Nero è un film pesante, un thriller di classe ma è stata anche una pellicola che ha saputo evadere la censura. Certo, non è un film per tutti, più che altro a causa delle atmosfere, ma se siete appassionati del genere sicuramente vi piacerà. E poi, anche lui, è una piccola chicca cinematografica che pur avendo influenzato molti film è stata un po’ dimenticata.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto Il Giglio Nero? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

E a proposito del codice di Hayes⬇️

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