Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!
Si parla molto spesso della paura di fallire ma nessuno parla mai della paura di riuscire. Lo so, sembra un’emozione assurda eppure esiste… e mi accompagna da tutta la vita! È sempre stata un po’ il mio punto debole. Nel corso degli anni tantissime volte mi è capitato di essere consapevole di essere brava, di sapere che se avessi dato il meglio di me quella cosa avrebbe funzionato. Tuttavia, la paura di riuscire mi frenava.
Questo perché riuscire significa inevitabilmente esporsi, uscire dalla propria zona di comfort e talvolta a cambiare alcune delle cose che ti stanno intorno. Da ragazzina ho perso molte occasioni per questo, soprattutto a scuola. Non avevo il coraggio di farcela, mi sono sempre quasi spaventata dal mio potenziale. Credevo fosse una cosa strana, ai tempi pensavo di non essere “normale”. Oggi ,grazie a internet, so che una cosa molto più diffusa di quanto si possa immaginare anche se, forse per motivi culturali e sociali, si parla molto più della paura di fallire che della paura di farcela.
Del resto, il successo nella nostra società, viene visto abbastanza male. È qualcosa a cui non devi mai aspirare, perché altrimenti sei pretenzioso. È qualcosa che deve arrivare da sé, senza che tu lo stia cercando, quasi una conseguenza involontaria. Anche in questo caso oggi, grazie a internet, sappiamo che raramente il successo arriva casualmente: la maggior parte delle persone ha utilizzato una strategia o comunque si era attrezzata per raggiungere quel risultato.
Riflettendo su me stessa – e su tutte le emozioni che ho provato fin da bambina – mi rendo conto che la mia paura di riuscire è legata ad entrambi i fattori:
– Da un lato la paura di esprimere appieno il mio potenziale, la paura stessa del mio potenziale e del fatto che riuscire significhi inevitabilmente uscire dalla propria zona di comfort ed esporsi maggiormente.
– Dall’altro l’idea che mi è stata inculcata fin da piccola che sia necessario essere sempre umili, “piccoli“, sempre un passo indietro agli altri. Quando ero bambina ricordo che percepivo chiaramente l’astio che alcuni miei parenti avevano nei confronti di chi riusciva e del successo in sé.
Se qualcuno aveva qualche sogno in più, o qualche desiderio diverso veniva immediatamente etichettato come “montato”, “ambizioso” nel senso più negativo del termine. Ricordo anche che era quasi vietato dire di essere bravi in qualcosa. Riconoscere le proprie capacità, per alcune persone che avevo intorno era sinonimo di “vantarsi” e quindi bisognava restare sempre “piccoli”, quasi invisibili.
Col senno di poi so che si trattava semplicemente di un metodo per tenere le persone che frequentavano un passo indietro rispetto a loro, per far sì che i successi degli altri non mettessero in risalto la loro evidente mediocrità.
Premetto che col senno di poi non me la sento di incolpare nessuno per questo modo di fare: sarebbe sciocco rimproverare qualcuno di essere figlio del proprio tempo, all’epoca la maggior parte delle persone la pensava così. Questo però, non cambia il fatto che questo modo di pensare abbia lasciato dei segni importanti su di me, andando a alimentare ulteriormente una mia paura profondamente innata.
Ma perché vi sto raccontando tutto questo? Il motivo è che, negli ultimi giorni, ho avuto modo di riflettere molto tutto il mio percorso su YouTube e mi sto rendendo conto che,ì il mio problema principale attualmente è ancora questa paura.
Non posso più nascondermi dietro il dito e fingere di non essere consapevole di essere stata io ad evitare che i video lunghi andassero meglio di cosí: nel corso di questi ultimi mesi, forse di questi ultimi anni ho appositamente evitato di realizzare tutti quei video lunghi che sapevo sarebbero andati veramente molto bene e ho fatto molta fatica a caricare shorts che sapevo sarebbero andati virali.
La stessa cosa mi era capitata con il blog all’inizio. E talvolta mi capita ancora: scrivo un buon post – veramente buono – su un argomento interessante e poi… appositamente non curo la SEO e lascio che rimanga nascosto alla maggior parte delle persone che mi trova tramite i motori di ricerca.
Adesso, però, sono stufa e credo sia arrivato il momento di capire come realizzare la svolta: non posso continuare a realizzare appositamente video per YouTube che so che raggiungeranno pochissime persone. Dopo tutti questi anni o mi decido davvero ad avere il coraggio di vivere questo sogno oppure soccombo alla mia stessa paura.
Restare nel limbo non è la soluzione.
Sapevo che prima o poi avrei dovuto affrontare questa paura e sapevo che prima o poi avrei dovuto scegliere: credo che quel momento sia adesso.
Come prima cosa, quindi, ho cercato di comprendere meglio le cause di questa paura e come si sia evoluta. Perché sì, è cambiata nel corso degli anni e le mie motivazioni sono diverse rispetto a quelle che avevo anni fa.
Quando ero veramente piccola (ricordo in particolare alcuni momenti alle elementari e alle medie) il motivo che mi frenava era che ero davvero terrorizzata dalle mie potenzialità: le percepivo come molto più grandi di me, quasi dovessero esplodermi nel petto. Sono sempre stata una bambina particolare (quel tipo di bambina che si sente dire che è più matura della sua età) e mi rendo conto che in certi momenti pensavo in modo estremamente profondo e quasi come un adulta.
Forse ero più profonda all’epoca di quanto non lo sia adesso. Questo, tuttavia, non cambia il fatto che fossi una bambina e quindi ci sta che percepissi quel potenziale quasi come una minaccia alla mia emotività: ero piccola, non era ancora il suo momento.
Adesso che ho 27 anni, però, la situazione è radicalmente cambiata. Per quanto le mie potenzialità ancora mi spaventino un po’ non c’è paragone con quel periodo. Inoltre, in parte, le ho già affrontate e superate in tutti questi anni di blogging. Quindi, al contrario, oggi desidero esprimere quelle potenzialità e le ultime riserve posso superarle.
Per quanto riguarda invece il fatto di essere stata considerata “pretenziosa” e “ambiziosa” nel senso peggiore del termine la situazione è anche qui molto cambiata: c’è ancora una parte di me che si sente profondamente in difetto per voler riuscire in qualcosa, ma c’è anche una parte razionale, una parte informata che sa che il successo non è altro che una naturale estensione delle nostre potenzialità.
Siamo qui per vivere e per esprimerci, riuscire in qualcosa non può per definizione quindi essere qualcosa di brutto.
Inoltre, molte di quelle persone che mi hanno inculcato in modo più o meno involontario queste idee, oggi non le frequento più e quelle poche volte che mi capita di incontrarle non mi curo della loro opinione. Allontanarsi da queste persone tossiche – e talvolta un po’ invidiose – ha fatto la differenza.
Resta, quindi, quel sottofondo di star pretendendo troppo… ma non ha un impatto fondamentale sul mio blocco.
Risolti, quindi, i due fattori che mi avevano bloccato di più del corso degli anni mi sono chiesta: ma allora adesso qual è il problema? Cos’è che mi spaventa?
Ho capito sono da qualche tempo che in realtà sono le conseguenze di un ipotetico successo che mi spaventano: per quanto restare un passo indietro sia stato frustante per me è anche vero che, fino ad ora, mi ha dato la possibilità di rimanere mediamente nascosta, di non espormi… o comunque di farlo in modo controllato.
Per esempio, mi sono esposta molto su questo blog, ma la scrittura e la possibilità di poterlo controllare totalmente mi hanno permesso di modulare il grado di esposizione a seconda di come desideravo.
Su YouTube non funziona così e nemmeno sui social, motivo per cui mi ricordo che su Instagram mi sentivo sempre un po’ agitata all’idea di dover mettere un nuovo post. Non sapendo effettivamente chi avrebbe raggiunto e come (con la SEO è tutta un’altra storia) mi sentivo molto esposta.
In sostanza, quello che mi preoccupa veramente è il fatto che se riuscissi potrebbe essere necessario modificare alcune cose della mia vita. Senza contare che significa anche abbandonare una zona di comfort che, in fondo, mi ha accompagnato fino ad ora.
Tuttavia, come dicevo, sono finalmente arrivata al punto di svolta: non posso più rimandare, è arrivato il momento di fare una scelta: mettersi in gioco oppure mollare. E ho deciso che io voglio provarci perché anche se l’ignoto mi spaventa sento che se non ci provassi finirei per pentirmene negli anni a venire.
Del resto, nella vita bisogna osare e talvolta rischiare un po’ per crescere. Quindi, scrivo questo post anche per mettere finalmente un punto a questa situazione: da oggi voglio veramente e ufficialmente liberarmi di questa cosa perché, al di là di come andrà con YouTube, so che finirebbe per penalizzarmi in qualsiasi ambito.
Mettere per iscritto e raccontare a voi le mie difficoltà e il mio percorso mi ha sempre aiutata a trovare il coraggio di fare quei passi che tanto mi spaventavano, quindi confido che anche questa volta sarà così. Sapere che, comunque vada, ci sarete voi a leggermi mi dà una forza incredibile e non finirò mai di dirvi quanto la vostra presenza sia stata determinante per la maggior parte delle cose che ho fatto negli ultimi anni.
Quindi, ovviamente vi terrò aggiornati! E speriamo che io riesca a liberarmi una volta per tutte di questa paura che negli anni mi ha fatto perdere tante occasioni. Alla fine, mi restava sempre quel piccolo rimpianto di non averci neanche provato.
Solo che c’è un una grossa differenza tra un rimpianto per una ricerca di scienze piuttosto che per il sogno di una vita.
Bene, anche questo post è finito e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete mai avuto questo genere di paura? Mi avevate mai sentito parlare? Fatemelo sapere nei commenti. Qui sotto vi lascio anche un video molto interessante sull’argomento che riassume secondo me molto bene queste emozioni così particolare. Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!
Al prossimo post!
Ci sono dei contenuti interattivi sul blog!
Mi sto divertendo tantissimo a realizzarli e così adesso su questo blog ci sono anche test divertenti e giochi pensati per farvi passare qualche minuto di spensieratezza!

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