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Westworld – Il Mondo Dei Robot – Recensione

Recensione Film: Il Mondo Dei Robot
Regia: Michael Crichton
Interpreti: Yul Brynner, Richard Benjamin, James Brolin, Alan Oppenheimer, Norman Bartold, Victoria Shaw, Dick Van Patten, Michael Mikler, Majel Barrett, Anne Randall, Robert Hogan
Genere: Fantascienza
Anno: 1973

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi finalmente torniamo a parlare del genere cinematografico che amo di più: quello fantascientifico. Come avrete capito da alcune mie precedenti recensioni io amo la fantascienza, specialmente quando affronta il tema dell’intelligenza artificiale. Non potevo quindi perdermi Westworld – Il Mondo Dei Robot, una delle pellicole che ha affrontato per prima questo tema e che ha gettato le basi per molti film successivi come Terminator. Un film che nonostante sia un vero e proprio cult non ha ottenuto il giusto riconoscimento rispetto ai suoi successori e che si aggiunge alla lunga lista dei film fantascientifici che preferisco (tra i quali ci sono anche AutomataThe Machine).

La nostra inquietante avventura comincia con John e Peter, due amici che si apprestano a trascorrere una vacanza a Delos, un parco divertimenti a tema che riproduce fedelmente l’epoca romana, il medioevo e l’era del West. La sua particolarità, però, è quella di essere reso estremamente realistico da robot quasi del tutto identici agli esseri umani (di fatto degli androidi) che intrattengono i turisti e sono programmati per assecondare ogni loro desiderio. I nostri protagonisti scelgono come meta Westernlandia, la parte del parco dove si può sperimentare la vita del vecchio West – compresi i duelli tra pistoleri – in tutta sicurezza. I robot, infatti, non possono far del male agli esseri umani e nei duelli devono sempre avere la peggio lasciando la vittoria ai turisti.

I due amici inizialmente si godono la loro permanenza tra gli imprevisti e le sorprese tipiche del West. Tra queste ci sono c’è anche il “Cavaliere Nero” un robot che ha il compito di simulare un duello sfidando gli esseri umani di Westernlandia. Tutto sembra andare bene fino a quando un serpente robot non morde John. Questo gesto è soltanto la prima avvisaglia della violenta ribellione che porterà alla morte quasi tutti gli esseri umani del parco.

Appassionante, incalzante, decisamente angosciante questa pellicola introduce per la prima volta il tema dei robot che si ribellano ai loro creatori. Un argomento che ancora oggi è una colonna portante della fantascienza che si interroga spesso sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Nonostante in questo film non venga espresso il vero e proprio concetto di IA, viene sicuramente trattato l’argomento che riguarda una sorta di presa di coscienza da parte dei robot che li spinge a non voler essere sottomessi agli esseri umani e a voler preservare la loro sopravvivenza. Un cambiamento radicale e incontrollabile che viene rappresentato principalmente dal Cavaliere Nero – uno dei più avanzati e spietati robot del parco – che con una freddezza disarmante insegue le proprie prede con l’intento di ucciderle.

Questo inquietante personaggio è l’unico robot che seguiamo veramente per tutto il film e, di conseguenza, il solo che possa rispondere alla domanda che lo spettatore si pone davanti a questa pellicola: i robot del parco hanno acquisito una sorta di coscienza? Provano qualcosa? Sono vivi? Nonostante non venga data una risposta definitiva le espressioni del robot e gli atteggiamenti che adotta verso la fine del film offrono veramente moltissimi spunti di riflessione.

L’altra domanda che chi guarda si pone davanti a questa pellicola è: perché i robot si sono ribellati agli esseri umani? La risposta di Westworld – Il Mondo Dei Robot è sorprendente. Infatti per la prima volta viene introdotto il concetto di virus informatico. Un’idea assolutamente rivoluzionaria per l’epoca (parliamo del 1973), che sarà spesso ripresa nell’ambito della fantascienza non solo cinematografica.

Ed è proprio dal punto di vista cinematografico che questo film si rivela brillante. Un’avventura terrificante, che diventa un inarrestabile crescendo di suspense e tiene lo spettatore incollato allo schermo, riuscendo a trasmettere la sensazione di precarietà e pericolo in cui si trova l’ultimo essere umano del parco. Questo è possibile grazie all’utilizzo di un silenzio assordante, interrotto soltanto dal rumore dei tacchi del robot e dalla corsa della sua preda. Una storia che porta la tensione alle stelle, facendoci percepire la presenza del robot ribelle anche quando questo non appare sullo schermo, dando la sensazione che sia inarrestabile e che riuscirà ad avere la meglio anche sull’ultimo essere umano rimasto. 

Sicuramente un ottimo film che nonostante l’intreccio semplice coinvolge e sorprende sotto molti punti di vista. Tra questi troviamo gli effetti speciali, decisamente all’avanguardia per un film degli anni settanta.

Bene, la recensione è finita. Io ho espresso la mia opinione ora aspetto di sapere la vostra! Conoscevate Westworld – Il Mondo Dei Robot? Vi è piaciuto? Cosa ne pensate dell’intelligenza artificiale? Scrivetemelo nei commenti. Come al solito vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole. 

Al prossimo post!

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