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The Machine – Recensione Film

Recensione Film: The Machine
Regia: Caradog W. James
Interpreti: Toby Stephens, Caity Lotz, Denis Lawson, Sam Hazeldine
Genere: Fantascienza
Anno: 2013

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi riesco finalmente a parlarvi di uno dei generi cinematografici e letterari che amo di più: la fantascienza! Devo ammettere che la trovo affascinante perché è versatile e riesce a parlare di presente o ad immaginare il futuro in modo tale da porre delle domande e da lasciare allo spettatore (o al lettore) la possibilità di trarre le proprie conclusioni. Si tratta di un genere che non pretende di rivelare una verità assoluta, ma propone spunti di riflessione su argomenti differenti e molto attuali. Sotto questo punto di vista uno dei temi di cui si è parlato di più negli ultimi anni è sicuramente l’intelligenza artificiale. Una questione ricorrente nel cinema, che ha spesso rivisto la sua idea di rapporto uomo-IA, cercando di rappresentarlo nel modo che riteneva più probabile.

Ed è proprio di questo rapporto che The Machine va ad indagare. In un futuro in cui è in corso una guerra tra fazioni Vincent, programmatore di computer e di protesi ad alta tecnologia, lavora in una base segreta per realizzare macchine intelligenti che possano sostituire i soldati umani nelle battaglie. Il suo vero obbiettivo è però un altro, ben più personale: trovare una cura per la sua bambina, affetta da una rara malattia.

Tutto cambia, però, quando Vincent assume come sua assistente Eva, una giovane donna dolce e sensibile, con un grande talento nel campo dell’intelligenza artificiale. La ragazza accetta di aiutarlo a trovare una cura per sua figlia, ma nello stesso tempo si rende conto che Vincent nasconde qualcosa che va oltre la semplice ricerca sull’intelligenza artificiale. La ragazza non avrà però il tempo di indagare perché sarà uccisa in un’imboscata. Vincent scioccato decide di costruire un androide con le sue sembianze e la sua personalità, dando così vita ad un IA estremamente buona, incapace di fare del male se non costretta con l’inganno. Questo androide, a cui non sarà mai dato un vero nome, sarà il centro di tutto il film, colei che cambierà le carte in tavola.

Emozionante, ricco di eventi drammatici, The Machine presenta due protagonisti straordinariamente caratterizzati che prendono consapevolezza di stessi solo quando sono costretti a porsi delle domande. I loro dialoghi e le loro riflessioni sono quindi il centro di tutta la storia: l’androide, infatti, non è soltanto una macchina in grado di eseguire gli ordini, ma un’intelligenza artificiale sensibile, dolce, restia all’uso della violenza che si rende conto che ci sono persone che vogliono utilizzarla come arma. Inizialmente ingenua, ma solo in parte manipolabile, l’androide rivela quindi di avere una sua morale, dei principi – che le sono stati trasmessi in parte da Vincent, in parte da Eva – ai quali non è disposta a rinunciare.

Nata in un contesto triste e crudele, tenuta prigioniera nell’unico posto che abbia mai conosciuto, l’androide vede oltre le mura che la circondano: sa che esiste un mondo più bello oltre i confini della sua gabbia e sogna la libertà e la felicità. Disposta anche a sacrificarsi per la salvezza della figlia di Vincent, rivela una grande sensibilità e tanta dolcezza ed è per molti versi più umana degli umani stessi.

Dal canto suo Vincent rappresenta invece l’umanità che ama oltre ogni condizione e che, per amore, è disposta a fare qualsiasi cosa. Vincent infatti vuole guarire sua figlia e tutta la sua vita ruota intorno a questo obiettivo. Ogni cosa che Vincent dice o fa – compresa la creazione dell’androide – è volto alla guarigione della sua bambina che è tutto il suo mondo. Un mondo che gli crollerà addosso e che dopo averlo privato di ciò che amava, cambierà il suo modo di vedere le cose e lo porterà a voler fare qualcosa di impensabile, che va oltre la comprensione umana. Vincent è quindi sicuramente un personaggio che evolve, cambia e grazie all’androide ritorna a quegli ideali che aveva voluto trasmetterle.

Appassionante, quasi claustrofobico The Machine presenta due personaggi che mostrano con contegno il loro dolore nel tentativo di mantenere una dignità in un mondo che sembra averla dimenticata. Entrambi costretti ad un percorso doloroso, apparentemente destinati a perdere loro stessi riescono a tenersi stretta la loro identità e umanità.

Realizzato con dei buoni effetti speciali questo film riesce a indagare bene il rapporto uomo-IA, bilanciando l’azione che non snatura la storia del suo significato.

Ok, io ho espresso la mia opinione ora aspetto la vostra! Avevate già sentito parlare di The Machine? Lo avete visto? Cosa ne pensate dell’intelligenza artificiale? Sono curiosissima di saperlo!

Vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alla mia opinione!

Al prossimo post!

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