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Quel Che Resta Del Giorno – Recensione Libro

Recensione Libro: Quel Che Resta Del Giorno
Autore: Kazuo Ishiguro
Genere: Drammatico
Anno: 1989

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi è con grande piacere che vi parlo di Quel Che Resta Del Giorno, un libro fenomenale che mi ha lasciato più di quanto potessi immaginare. L’incredibile storia di due persone che hanno sprecato le opportunità che avevano e se ne rendono conto troppo tardi.

Mr. Stevens è un maggiordomo innamorato del suo lavoro che per la prima volta nella sua vita sta facendo un viaggio. La sua meta non è un luogo, ma bensì una persona, Miss Kenton. Tuttavia la donna abita molto lontano e così il protagonista affronta un lungo viaggio in macchina per raggiungerla. Durante il percorso Stevens avrà la possibilità di ripensare alla sua vita e di capire se sia soddisfatto della sua esistenza.

Superate le prime dieci pagine che sono un po’ lente la storia decolla in modo perfetto. Tra una sosta e l’altra ascoltiamo le riflessioni, i pensieri ma soprattutto i racconti di Stevens che ci rende partecipi di un mondo fatto di sfarzi e grandi personalità. Ogni episodio, perfettamente studiato ma nello stesso tempo spontaneo, contribuisce a delineare i rapporti più importanti della vita di Stevens. Tra questi ci sono quelli con la giovane Miss Kenton e con il suo datore di lavoro Lord Darlinghton.

Entrambe queste relazioni saranno il punto fermo di Stevens, qualcosa che non potrà mai dimenticare e che a distanza di anni ricorda con nostalgia. Ed ecco, la nostalgia è resa fin troppo bene. L’autore descrive con tale sentimento la vita a Darlinghton Hall che persino il lettore comincia a sentirne la mancanza, come se lui stesso vi avesse vissuto in prima persona e i ricordi di Stevens fossero anche i suoi. Una sensazione di stupenda, di immersione totale che spezza il cuore di chi legge.

C’è da dire che questo è possibile anche e soprattutto grazie alla caratterizzazione dei personaggi. La loro personalità è perfetta e tra tutte spicca proprio quella di Stevens, una persona apparentemente fredda che nasconde un profondo senso di insicurezza. La sua peculiarità infatti è quella di sentirsi sempre in dovere di giustificare qualsiasi opinione o presa di posizione perché ha il terrore di essere frainteso. Questo suo modo di fare avrà grandi ripercussioni sulla sua vita e lo porterà a non intervenire in momenti cruciali della storia di Darlonghton Hall.

La villa di Lord Darlinghton infatti è un luogo dove per molti anni si decideranno le sorti della seconda guerra mondiale e nella maggior parte dei casi sarà teatro di scelte sbagliate. Tuttavia Stevens continua a non voler avere un’idea propria – al contrario di Miss Kenton – e a non rendersi conto del fatto che la reputazione del suo padrone sta lentamente precipitando. Un’altra particolarità del protagonista è infatti quella di avere occhi solo per il proprio lavoro inteso in senso pratico. E’ un mestiere che considera un’arte ma non si rende conto che lo sta svolgendo senza umanità o passione.

Nonostante questo Stevens è in grado di raccontare con tono incalzante il lavoro del maggiordomo dell’epoca (stiamo parlando degli anni 30/40). E’ interessantissimo scoprire cosa accadeva dietro le quinte delle grandi case. Certo, forse alcune parti sono un po’ lunghe ma sono comunque funzionali alla trama e servono al protagonista per fare il bilancio della propria vita. Stevens infatti dovrà finalmente decidere se è veramente felice della propria esistenza e trovare la forza di accettare i cambiamenti che la vita gli sta riservando.

Detto questo non possiamo non parlare delle tematiche affrontate da questo romanzo. Sono argomenti molto insoliti visto che per la maggior parte del tempo Stevens si concentrerà sul concetto di dignità e di professionalità. Per tutto il libro cercherà di dare una definizione a queste due parole e quando finalmente crederà di averla trovata l’incontro tanto atteso con Miss Kenton rimetterà tutto quanto in discussione rivelando al lettore quale sia il vero tema del romanzo: quel che resta del giorno e quindi della vita.

Sotto questo punto di vista è interessante notare come l’incontro con Miss Kenton, che il lettore attende con trepidazione per tutto il libro, non sia che una piccola parentesi della storia. Gli vengono dedicate poche pagine eppure saranno le più importanti della vita di Stevens, le uniche che veramente avranno dato un significato alla sua esistenza.

Da lodare, ovviamente, anche il particolare stile dell’autore. Nonostante inizialmente possa risultare pesante andando avanti diventa impossibile non innamorarsene. Il modo di esprimersi è perfetto per il personaggio di Stevens, rende al meglio la sua particolare personalità tanto che sembra di leggere non un romanzo ma un diario autobiografico (il libro è narrato in prima persona). Questa immensa capacità di rendere il tutto autentico ha fatto si che quella che poteva essere una storia noiosa fosse invece una grande tragedia umana che però, per l’appunto, mantiene la sua dignità.

In sostanza quel che resta del giorno è un libro molto toccante che difficilmente potrete dimenticare. Per quanto mi riguarda andrebbe letto almeno una volta nella vita, è una storia che entra nell’anima del lettore ed è in grado di lasciare tristezza ma anche un po’ di speranza per il futuro.

Ok, la rcensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Conoscevate Quel Che Resta Del Giorno? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti. Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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2 Commenti

  • Rispondi
    Zosma
    27 Gennaio 2021 at 21:52

    Questi è un libro che leggerò sicuramente, mi hai davvero fatta innamorare di questo personaggio. Ho una passione per chi ama il suo lavoro e spero davvero che non mi faccia soffrire troppo il finale

    • Rispondi
      Enrica Masino
      13 Febbraio 2021 at 23:31

      Guarda io ho passato una notte in lacrime per questo libro, ma non tanto per il finale quanto per il fatto che questa storia ha parlato al mio cuore come poche volte mi è accaduto. Però ne vale sicuramente la pena, quando ho chiuso il libro mi sono sentita molto più ricca emotivamente.

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