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Primavera Londinese – Recensione Libro

Recensione Libro: Primavera Londinese
Autrice: Diane Gaston
Genere: Romantico, Storico
Anno: 2013

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di libri con Primavera Londinese, un romanzo della collana Harmony History da cui non sapevo proprio cosa aspettarmi. Come sapete non sono una grandissima fan delle storie d’amore ma questa mi è davvero piaciuta. E’ una di quelle storie romantiche che si fa leggere con piacere e inoltre si concentra anche su altre tematiche e sottotrame che mi sono davvero piaciute.

Anna è una giovane ragazza che viene mandata a fare l’istitutrice a Brentmore Hall. Il suo compito sarà quello di badare ai due figli del proprietario nella loro grande tenuta in campagna. Fin dall’incontro con il suo datore di lavoro Anna sente che c’è un feeling tra loro tuttavia le loro posizioni sociali e le ferite del passato li dividono. Riusciranno a coronare il loro sogno d’amore, o soccomberanno alla società ipocrita dell’epoca?

Primavera Londinese è un romanzo dal quale non mi aspettavo così tanto. Pur essendo piuttosto breve (circa 250 pagine) c’è davvero molto in questo libro sia a livello di sentimenti che di tematiche. Innanzitutto abbiamo uno spaccato piuttosto preciso della vita delle istitutrici dell’epoca, destinate a essere a metà tra due mondi. Troppo altolocate per far parte della servitù e non abbastanza nobili per far parte della famiglia per cui lavorano.

Le istitutrici dell’epoca vivevano in una sorta di limbo e a meno che non avessero trovato marito – cosa assai difficile visto che passavano la maggior parte del tempo in casa della famiglia che le aveva assunte – erano destinate ad una vita di solitudine. Questa situazione ha un’impatto enorme su Anna e sarà un fardello pesante per tutto il libro. Del resto lei è giovane, ha solo vent’anni eppure sa già che non avrà altra scelta che una vita solitaria, in una casa dove non avrà mai nulla di suo e dove lavorerà per un salario misero.

Sotto questo punto di vista Anna è un personaggio molto completo. Una donna che sente il peso della società in cui vive e dalla quale non può sfuggire. In più è anche un personaggio che dovrà ricostruire la sua identità da zero quando scoprirà alcuni segreti sulla sua famiglia e sul perché sia stata cresciuta come una signorina dell’alta società pur non facendone parte.

E se questa tematica non bastasse a rendere la storia già molto ricca c’è anche quello delle malattie mentali, degli scandali e addirittura questioni di sangue (perché all’epoca se non eri inglese non eri nessuno in Inghilterra, anche se avevi più soldi di quanti ne abbia oggi Elon Musk).

E così va avanti la storia, con una lotta dietro l’altra. Quella di Anna contro il suo amore per suo capo, Brent, e nello stesso tempo contro il timore di soccombere alla solitudine. Ma anche quella di Brent stesso, invischiato in un matrimonio combinato a cui teme di dir di no, che tra un’obbligo e l’altro deve cercare di recuperare il rapporto con i figli che per anni si è rifiutato di vedere. E poi, ovviamente, ci sono le battaglie contro i fantasmi del passato che non permettono a nessun personaggio di vivere appieno… neanche ai bambini.

Eh si, i due piccoli sono una parte importantissima del libro e sono caratterizzati al massimo. Anche loro devono rimettere a posto le loro vite dopo essere stati sostanzialmente segregati in casa dalla madre (preda di ossessioni e schiava di una società che l’ha rovinata e portata alla morte). Sotto questo punto di vista l’arrivo di Anna sarà una manna dal cielo, finalmente una persona aperta che sa come si vive ed è in grado, anche se con discrezione, di prendere in mano la situazione.

Devo dire che è stata una lettura meravigliosa. Si parte da una situazione piuttosto angosciante, si passa ad un momento di pura felicità e poi si arriva al finale dove i personaggi devono decidere cosa fare. Ammetto che non mi aspettavo tanto da un romanzo così breve, né credevo che avrei trovato tanti colpi di scena e momenti di tensione gestiti benissimo. E neppure una storia d’amore così bella, se proprio devo dirla tutta.

Ok, forse di per sé può sembrare un po’ scontata (l’istitutrice che si innamora del capo, un classico!) ma il modo in cui è stata gestita ne ha fatto qualcosa di nuovo. Perché non è solo un’amore passionale, ma un sentimento che costringe i personaggi a guardarsi dentro. E’ tramite questo amore che Anna e Brent scoprono chi sono, ricordano da dove vengono e capiscono dove stanno andando. Non è quindi un sentimento fino a sé stesso, ma qualcosa di costruttivo che porta il quartetto principale ad essere di fatto una famiglia.

In sostanza quindi Primavera Londinese è un libro che mi è piaciuto veramente tanto. Comincio davvero a pensare di aver sottovalutato gli Harmony nel corso degli anni e sinceramente mi è venuta voglia di provare a leggerne qualcun’altro (complice anche la nuova collezione Terzo Tempo). Sicuramente un libro che consiglio a tutti, in particolare a chi ama le storie d’amore e a chi vuole saperne di più sulla figura dell’istitutrice.

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Avete letto Primavera Londinese? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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