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Pelle Rossa – Recensione Libro

Recensione Libro: Pelle Rossa
Autrice: Anna Jürgen
Genere: Avventura/Ragazzi
Anno: 1994

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Finalmente riesco a parlarvi di Pelle Rossa, un libro per ragazzi che avevo comprato quasi dieci anni fa e che non avevo ancora letto. Non posso dire di averlo apprezzato totalmente purtroppo e ho capito come mai da bambina lo avevo abbandonato. La storia aveva tanto potenziale ma purtroppo non è stato sfruttato e il risultato finale è una storia non brutta ma nemmeno particolarmente accattivante.

George è un bambino di nove anni che all’epoca delle guerre coloniali viene rapito dagli indiani. Il suo destino è quello di sostituire il figlio morto del capo tribù. Successivamente viene raccontato tutto il periodo che George, ora diventato Uccello Azzurro, passa con la sua famiglia indiana. L’autrice illustra i riti, gli usi, i costumi e le tradizioni degli indiani dell’epoca, con qualche accenno alla guerra in corso e al comportamento degli occidentali.

La prima cosa che salta all’occhio fin dalle prime pagine è la scarsa caratterizzazione del personaggio principale che non ha una psicologia vera e propria. Dopo due giorni scarsi ha già dimenticato la sua famiglia originale e anche se l’autrice accenna al fatto che gli mancano i veri genitori sembra che non ci creda nemmeno lei. Il trauma di Uccello Azzurro passa quindi in secondo piano, così come le vicende storiche e avventurose, e la trama diventa un pretesto per raccontare gli usi e i costumi degli Indiani. Sotto questo punto di vista il libro è interessante tuttavia le descrizioni non sono che una lista. Purtroppo non hanno una funzione all’interno della vicenda e questo non aiuta a rendere più ritmata la lettura.

Uno dei problemi di fondo di questo libro è infatti la lentezza. La storia non va mai avanti e ad un certo punto il lettore si chiede se ce ne sia una. A peggiorare la situazione ci si mette anche lo stile, pieno di periodi lunghi: non che non siano belli, ovviamente, ma siccome questo è un libro per bambini dai 10 ai 12 anni forse sarebbe stato meglio puntare su qualcosa di meno confusionario. Già dalle prime pagine, infatti, lo stile fatica ad ingranare anche perché l’autrice si sofferma con insistenza su dettagli di poca importanza.

Tuttavia probabilmente è proprio la fascia d’età ad essere sbagliata. Penso che ci sia stato un errore di valutazione su questo libro perché un romanzo d’avventura per ragazzi deve essere accattivante e soprattutto avventuroso. In questo racconto, l’avventura è pressoché assente nonostante tutte le premesse. Tutta la parte centrale del libro si concentra sullo scorrere della quotidianità e l’avventura viene relegata a poche righe delle prime e delle ultime pagine. Anche la personalità del protagonista non è delle migliori, tanto che sembra quasi non averla. Non è un personaggio nel quale ci si può rivedere ed entrare in empatia con lui è difficile fino all’ultimo capitolo.

Anche l’impostazione della storia è alquanto bizzarra e non molto riuscita. La vicenda di base e la psicologia del personaggio sono molto semplici come se il romanzo fosse indirizzato ad un pubblico più giovane ma la parte descrittiva delle tradizioni è scritta con uno stile molto ‘saggistico’. Da un lato posso comprendere l’intento di attirare i ragazzi con una bella storia per fargli scoprire una nuova realtà, ma poi la vicenda non può essere messa in pausa per settanta pagine! E’ necessario che accada qualcosa di vero nel frattempo altrimenti il ragazzino ci mette due secondi ad abbandonare il libro (e stavo per abbandonarlo io, che di anni ne ho ventidue).

A questo proposito, per vivacizzare il tutto, l’autrice ha pensato bene di inserire un paio di disgrazie per George. Sembra, però, che le abbia messe assolutamente a caso giusto perché non succedeva nulla da pagine e pagine. Della serie ‘Oh, diamine! Mi sono dimenticata il protagonista a pagina otto!’.

Nonostante come romanzo per ragazzi non sia un gran che mi sento comunque di consigliarlo ad un pubblico più adulto. Tralasciando la vicenda e lo stile non proprio scorrevolissimo è comunque interessante scoprire le usanze degli Indiani dell’epoca. Anche qui non ci troviamo davanti chissà ché ma per chi, come me, non ne sa nulla potrebbe essere un’ ottima infarinatura generale. Gli usi, i costumi e le tradizioni sono descritte perlomeno in modo dettagliato ed è chiaro che l’autrice si sia documentata abbastanza bene (almeno questo, diamine!).

In conclusione Pelle Rossa – descritto come un vero e proprio capolavoro per ragazzi – non è particolarmente entusiasmante. Nonostante in finale vagamente ad effetto la vicenda lascia piuttosto indifferenti visto che non è facile empatizzare con il protagonista e i personaggi secondari un po’ più rilevanti ad un certo punto scompaiono misteriosamente. Un libro che, personalmente, consiglio solo a chi è interessato alla parte culturale (la parte storica è come se non ci fosse) anche se sono convinta che ci siano libri migliori sull’argomento.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete già letto Pelle Rossa? Vi è piaciuto? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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2 Commenti

  • Rispondi
    Monica
    10 Novembre 2020 at 11:07

    Non è un libro che ho mai sentito nominare, in realtà, e forse dopo questa recensione ho capito anche il perché, nonostante tu sostenga sia famoso. Credo che a volte gli autori si dimentichino innanzitutto che i ragazzi di 12 anni di ieri non sono gli stessi di oggi, c’è un divario più profondo di quanto si creda, e poi credo che da adulti si tenda ad appiattire la fascia “infantile-adolescenziale”, non avendo in realtà bene in mente le reali differenze di comunicazione. Non so se sia questo il caso, ma troppe volte si scrive un libro “per bambini” senza soffermarsi a pensare che anche un solo anno può fare la differenza per chi lo legge! Come hai detto anche tu, anche se non l’ho letto, credo che questo libro abbia sbagliato il target e la modalità stessa.

    • Rispondi
      Enrica Masino
      13 Novembre 2020 at 12:48

      Infatti penso proprio che il problema sia che bisognerebbe ri-targhettizzare alcuni libri e anche alcuni film. I bambini di oggi sono molto più svegli delle generazioni precedenti e non è detto che gli stessi libri vadano bene anche per loro. Questo libro in particolare non ho capito dove volesse andare a parare.

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