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Lo Spietato – Recensione Film

lo spietato

Recensione Film: Lo Spietato
Regia: Renato De Maria
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Sara Serraiocco, Alessio Praticò, Alessandro Tedeschi, Marie-Ange Casta, Ignazio Oliva, Michele De Virgilio, Pietro Pace, Fabio Pellicori, Giuseppe Percoco, Angelo Libri, Adele Tirante, Sara Cardinaletti
Genere: Drammatico
Anno: 2019

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi vi parlo di un film piuttosto recente, Lo Spietato che penso sia stato uno dei più amari e cruenti che abbia mai visto. Una storia fatta di cattiveria, violenza e follia come non se ne vedevano da tempo. Non per stomaci deboli, ma sicuramente un film da vedere per chi non teme il lato più orrido della settima arte.

Santo Russo è un adolescente che si trasferisce a Milano con la famiglia. Quest’ultima non ha esattamente degli ottimi trascorsi ma Santo conduce una vita abbastanza tranquilla fino a quando non comincia a commettere piccoli furti e finisce in un carcere minorile. Qui conosce uno degli amici che successivamente farà parte della sua gang. Uscito di prigione e cresciuto decide di continuare sulla via dell’illegalità, coinvolgendo altre persone e dando il via ad un’organizzazione criminale molto temuta. Questa strada però lo porterà pian piano in rovina.

Lo Spietato per quanto mi riguarda è un discesa negli inferi, un vortice di orrore fisico e psicologico senza freni e senza pietà. Tra tutti i personaggi che si incontrano non ce n’è uno che si salva, la loro caratterizzazione è così forte che sembra veramente di vedere dei malviventi in azione e se questo è un bene per il film lo spettatore è comunque spiazzato. Nessuno di loro, infatti, sembra possedere una goccia di bontà e anche quelle persone che possono sembrare decenti fanno schifo, a volte più dei malviventi stessi. A capo di questo squadrone di folli c’è Santo (ovviamente santo solo di nome) che è disposto tutto a pur di fare soldi.

La sua caratteristica dominante è quella di essere sostanzialmente indifferente. Santo non prova pena per le sofferenze altrui e per moltissimi anni non avrà sensi di colpa, anzi! Commetterà atti sempre più spregevoli senza battere ciglio, fregandosene allegramente di tutti i morti che lascia lungo la strada. Questo modo di fare lo applica anche nella vita famigliare. Nel corso del film avrà ben due amanti – infischiandosene della moglie che ogni sera lo aspetta a casa – e cercherà di rimorchiare qualunque donna carina gli capiti a tiro.

E tra queste ultime, bisogna dire, che non sono sta meraviglia neanche loro. In particolare la moglie di Santo – all’apparenza tutta casa e chiesa – che prima si fa intortare da una forma distorta del cristianesimo e poi – dopo aver fatto un voto alla Madonna – decide allegramente di far assassinare il marito. Neppure la sua prima amante si rivela chissà che grande persona, anche se tra tutte è forse quella che fa la figura meno becera.

Se poi vogliamo parlare degli amici di Santo, beh… che possiamo dire? Sono più cattivi e senza cuore di lui, una manica di rancidi assassini che pensano solo alla droga, al sesso e fare fuori chiunque possa essere d’intralcio. Ah, ovviamente sono amici di Santo solo per modo di dire, perché nel momento in cui dovesse essere di troppo sono assolutamente pronti a fare fuori anche lui, così come lui è pronto a fare fuori loro. Una cosa decisamente inquietante che aumenta la tensione perché si, sono una squadra ma tutti possono aspettarsi una pugnalata alla schiena da un altro membro. E questo può accadere in qualsiasi momento.

Per quanto riguarda la scorrevolezza del film forse è uno dei migliori degli ultimi tempi. Niente momenti morti, atmosfere sempre azzeccate, recitazione ottima (cosa non scontata al giorno d’oggi) e un susseguirsi di colpi di scena che funzionano, forse anche troppo. Anche la colonna sonora è perfetta e sposa bene con un finale che nonostante mostri il pentimento di Santo non si può certo vedere come un qualcosa di veramente risolutivo. Una conclusione amara, insomma, ma non poteva essere altrimenti con un film del genere.

Nel complesso, quindi, Lo Spietato si configura come la discesa nella parte peggiore dell’umanità, un viaggio a suo modo indimenticabile nella follia, nel menefreghismo più totale e negli istinti peggiori delle persone. Da non perdere per chi non si impressiona, da evitare per chi non ha lo stomaco di ferro.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa en pensate voi! Avete visto Lo Spietato? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avet dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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