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La Valle Dell’ Eden – Recensione Film

Recensione Film: La Valle Dell’ Eden
Regia: Elia Kazan
Interpreti: James Dean, Julie Harris, Richard Davalos, Raymond Massey, Jo Van Fleet, Burl Ives, Albert Dekker, Lois Smith, Timothy Carey, Richard Garrick, Harold Gordon,
Genere: Drammatico
Anno: 1955

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Il film di cui parleremo oggi è probabilmente una delle più belle pellicole di sempre! Si tratta de La Valle Dell’ Eden, una storia dura, potente e sempre attuale che nonostante gli anni non è invecchiata di un giorno. Una vicenda indimenticabile, assolutamente da non perdere per gli appassionati e non.

Cal e Aron sono due fratelli e vivono nella casa/ditta di famiglia con Adam, un padre padrone che ha una netta preferenza per il figlio Aron. Il giovane Cal soffre molto di questa situazione tanto più che ha scoperto che il padre gli ha mentito per anni sulla scomparsa della madre. L’arrivo della guerra complica la già precaria situazione famigliare e Adam finisce per perdere tutti i soldi che aveva investito nella nuova attività. Cal cercherà di fare di tutto per aiutarlo, ma qualsiasi gesto è sempre malvisto da Adam e anche da Aron. L’unica che sembra capirlo è Abra, fidanzata con Aron ma inconsapevolmente innamorata di Cal.

Potente e ricco di tematiche La Valle Dell’Eden è un film che fa infuriare lo spettatore, facendogli percepire tutte le ingiustizie provate dal protagonista. I personaggi che ruotano a Cal infatti sono spesso irritanti e in particolare Aron, che sotto la facciata del bravo ragazzo nasconde un animo ipocrita e codardo. Quest’ultimo – arretrato come il padre – pensa di essere infallibile, che il padre sia l’incarnazione della perfezione e che Abra sia una sua proprietà.

Tuttavia il personaggio peggiore è Adam, che anche se in alcuni momenti fa tenerezza, si fa detestare per la maggior parte del tempo. Religioso fino alla mania ossessiva, chiuso in una mentalità insensata, è il massimo esponente dell’ipocrisia. Fa il contrario di quello che dice di ritenere giusto ma è molto bravo nel far ricadere sempre la copla sugli altri. In particolare il rapporto con Cal – che poi è il fulcro della pellicola – è profondamente assurdo, ai limiti dell’inquietante.

Al contrario invece la madre dei sue ragazzi – apparentemente una brutta persona – si rivela comunque un personaggio migliore del marito. Nulla di chissà che, ma almeno raggiunge i limiti della decenza umana. C’è però da contare che nel complesso la famiglia di Cal è malata, distorta e lo spettatore è lì proprio per assistere al suo disgregarsi. Tuttavia i personaggi di questo film hanno anche un’altra funzione: mostrarci senza troppi fronzoli il peggio dell’umanità nella sua forma più subdola e meno riconoscibile.

Si perché all’inizio anche lo spettatore ci casca. Ci si ritrova ad essere convinti che in fondo Adam e Aron non siano poi così male, solo in un secondo momento ci viene mostrata la verità. Ed ecco che ci rendiamo conto anche degli altri temi del film: la possessività, il coraggio, la Prima Guerra Mondiale. La possessività è un tema molto caro al giorno d’oggi perché riguarda Aron che vede Abra come oggetto e Adam che vedeva la moglie nello stesso modo, motivo per cui lei è fuggita. La sua fuga forse non l’ha porata dove sperava – è ovvio – eppure lei non tornerebbe indietro.

Poi si, si parla anche di coraggio e in particolare di quello di Cal. Nel momento in cui la famiglia va in rovina si rimbocca le maniche e mette su una splendida attività molto redditizia. Inutile dire che Adam non apprezzerà ma lo spettatore avrà idee differenti. E’ impossibile non lodare l’invettiva e la maturità di Cal. La sua voglia di riscatto è forte ma quello che emerge di più è il suo talento per gli affari e la capacità di portare avanti un attività.

La Grande Guerra invece rimane molto sullo sfondo ma è un argomento ricorrente che divide la famiglia e fa emergere tutte le contraddizioni di Adam. Una serie di assurdità che sicuramente lo rendono più odioso eppure alla fine del film non si potrà non provare pena per questo personaggio ottuso ma in fondo inconsapevole dei propri errori.

Sotto questo punto di vista sarà determinante Abra che essendo esterna alla famiglia vede le cose con più chiarezza e avrà più possibilità di intervenire. Per la maggior parte del film cercherà di restarne fuori ma alla fine dovrà prendere posizione (anche perché Cal non ne può più e il punto di non ritorno è molto vicino). Proprio per questo la conclusione della storia sarà comunque ricca di speranza con uno sguardo al futuro.

In sostanza, un La Valle Dell’ Eden è un film da vedere e rivedere che mette in luce le sfaccettature peggiori dell’umanità in modo composto e con infinita classe. Una pellicola che non tramonterà mai e che tra decenni sarà ancora vicina alla nostra sensibilità.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto La Valle Dell’ Eden? Lo vedrete? Fatemelo vedere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mia parole.

Al prossimo post!

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