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La Tentatrice – Recensione Film Muto

Recensione Film: La Tentatrice
Regia: Fabio Niblo, Mauritz Stiller
Interpreti: Alys Murrell, Annabelle Magnus, Antonio Moreno, Armand Kaliz, Bob Kortman, Ethan Laidlaw, Francis McDonald, Greta Garbo, Hector Sarno, Inez Gomez, Lionel Barrymore, Louise Emmons, Marc McDermott, Mauritz Stiller, Robert Anderson, Roy Coulson, Roy D’Arcy, Steve Clemente, Virginia Brown Faire
Genere: Drammatico
Anno: 1926

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi dopo parecchio tempo torniamo a parlare di cinema muto con La Tentatrice. Si tratta di una pellicola molto particolare e poco conosciuta che vede come protagonista una giovanissima Greta Garbo. E’ una storia d’amore, di vendetta, di ossessione e distruzione che lascia il segno e che vanta ben due finali differenti.

Elena è una bellissima giovane donna incastrata in un matrimonio infelice. Una sera ad un ballo in maschera incontra un ragazzo che la invita a ballare con lui. I due ballano tutta la sera e prima di andare lui le chiede di togliersi la maschera. Lei si rivela e qualche attimo dopo la segue anche lui. Tra i due è un colpo di fulmine e finito il ballo passano insieme una notte d’amore. Il giorno dopo però Elena deve tornare alla realtà. Intristita dal non poter rivelare la verità all’amato gli da un appuntamento al quale non si presenta. Tuttavia non sa che il giovane è un amico di suo marito e che intende andare a trovarlo.

La Tentatrice è un film decisamente contorto che mostra il lato più complesso dell’umanità. Si potrebbe definire una tragedia umana dove la bellezza e il fascino della protagonista sembrano quasi una maledizione. Saranno in molti gli uomini che moriranno per lei e lo stesso film si apre con un episodio che segna l’andamento della vita di Elena che da quel momento sarà sempre malvista anche e soprattutto dall’innamorato.

Roobledo infatti pur essendo una persona buona ed estremamente generosa sa essere anche rancoroso e vendicativo. Ed è proprio da questo rancore per essere stato preso in giro che nasce il rapporto malato e a tratti inquietante che rende questa pellicola un vero gioiello. Quella che poteva essere una tragica storia d’amore, infatti, diventa un racconto di gelosia e ossessione da parte di entrambi: lui si trasforma in un folle lei nella tentatrice che tutti l’accusano di essere.

Ed è tra un colpo basso e l’altro, mentre la tensione sale, che la tragedia prende piede e diventa mano a mano sempre più spaventosa. Perché è chiaro che i due protagonisti si stanno perdendo nel loro stesso odio, schiavi di un orgoglio smisurato quanto inutile. Roobledo in particolare continua a restare chiuso nel suo mondo fatto di rabbia e follia e non si rende conto che sta perdendo l’opportunità di essere felice.

Se la storia d’amore è intrigante il resto del film non è da meno. Come in ogni film muto le vicende prendono costantemente pieghe inaspettate che – purtroppo – non si trovano più nei film moderni. C’è tutto ciò che dovrebbe esserci in una storia del genere: avventura, sensualità e… un background. Ebbene si, il film si prende tutto il tempo per presentarci i protagonisti e nel farlo non annoia neppure un secondo. Successivamente incastra bene tutte le cose e scopriamo quanto Elena sarà rilevante per queste vicende.

Ed è infatti Elena il vero punto di forza del film. Affascinante e ammaliante rivela tutto il suo dualismo e il suo essere contradditorio. Da un lato donna innamorata, dall’altro giovane orgogliosa; da un lato romanticona, dall’altro femme fatale. Elena è uno dei personaggi più completi che abbia visto in un film muto! Le sue sfaccettature sono infinite e il suo modo di comportarsi – apparentemente incoerente – la rendono ancora più conturbante e umana.

Anche l’atmosfera del film contribuisce ad incorniciare il personaggio di Elena, alternando il surrealismo inziale ad un realismo sfarzoso per proseguire, infine, sempre sul filone del realismo ma questa volta più semplice. Gran parte della storia, infatti, è ambientata nelle parti più povere dell’Argentina dove la nostra protagonista spicca e si fa notare ancora di più sia dallo spettatore che dai personaggi. Questo però non significa che Elena guardi tutti dall’alto in basso: al contrario si adatta senza difficoltà ad un ambiente molto più semplice e alla mano del suo.

Per quanto riguarda la questione del finale io ho visto l’originale, struggente e raggelante. Tuttavia su richiesta di Louis B. Mayer in persona venne girato un secondo finale più positivo che però non ho visto. Quando il film venne trasmesso al cinema nel 1926 venne lasciata ai singoli cinema la scelta del finale da proiettare.

Personalmente penso che La Tentatrice sia un film muto che vale veramente la pena di essere visto. Bellissimo, struggente, cinematograficamente perfetto. Non vi farà sentire la mancanza del sonoro, credetemi!

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto La Tentatrice? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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