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La Strada – Recensione Film

Recensione Film: La Strada
Regia: Federico Fellini, Tullio Pinelli
Interpreti: Giulietta Masina, Anthony Quinn, Richard Basehart, Aldo Silvani, Marcella Rovere, Livia Venturini, Mario Passante, Anna Primula, Pietro Ceccarelli, Nazzareno Zamperla, Giovanna Galli, Yami Kamedeva
Genere: Drammatico
Anno: 1954

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi è con un misto di ansia e senso di inadeguatezza che vi parlo de La Strada di Federico Fellini. Si tratta di una pellicola che non mi sento degna di recensire ma desiderò così ardentemente dire la mia opinione che non ce la faccio a non scrivere. Sia chiaro che è un film di cui ho amato assolutamente tutto, un capolavoro Italiano che dimostra che si, anche noi siamo in grado di fare dell’ottimo cinema.

Gelsomina, ragazza fragile e forse con qualche lieve difficoltà mentale, vive in condizioni di estrema povertà. Quando, un giorno, arriva nel paese il saltimbanco Zampanò la madre decide di venderla per una piccola somma di denaro che potrebbe aiutarla a sfamare i bambini più piccoli. Comincia quindi il viaggio di questo duo eccezionale attraverso un’Italia ignorante e piena solo di miseria e tristezza.

Non penso che sia possibile descrivere appieno la trama di questo film. La storia è incentrata proprio sul viaggio e sui vari incontri dei protagonisti. Nel corso della storia incontreranno tanti personaggi di cui la maggior parte folli o comunque contradditori. La pellicola mette così in scena un’umanità da biasimare ma che nello stesso tempo forse ha anche lei qualcosa da dare.

C’è poi da dire che quello che accade è difficilmente definibile. Non si può vedere un’evento da un solo punto di vista, tutto è sfumato e ricco di sfaccettature a cominciare dal rapporto tra Gelsomina e Zampanò. Non si può veramente dire che cosa ci sia tra loro e quale sia il sentimento (?) che li tiene legati. E’ una forma malata d’amore amore? Affetto? Abitudine? O è semplicemente la paura della solitudine a tenere insieme la coppia? Ebbene, quello che c’è tra Zampanò il burbero e la dolce Gelsomina è probabilmente un mix di tutto questo.

I due infatti non riescono a capirsi veramente eppure finiscono sempre per ritrovarsi insieme. E’ come se, in qualche modo strano e non spiegabile a parole, ci fosse una sorta di destino che ha deciso che Gelsomina deve stare vicino a Zampanò perché è l’unica persona che riesce a vedere quel poco di buono che c’è in lui. Persino quando si separeranno, infatti, ci sarà una sorta di filo che li terrà sempre legati e che in modo bizzarro li farà ritrovare, per così dire.

C’è poi il rapporto ancor più bizzarro tra Gelsomina e Il Matto, un’altro saltimbanco. Questo giovane ragazzo ha ben poco di normale, in alcuni momenti è gentile, in altri inquietante eppure è il fulcro della vicenda. E’ lui che, con maestria e discrezione, guida i fili di una grossa parte della storia e la domanda sorge spontanea. Che sia l’incarnazione del destino? Del resto quando succede qualcosa di importante tra Zampanò e Gelsomina lui è sempre implicato in qualche modo. E il discorso che fa alla giovane? E’ ben poco equivocabile!

Ebbene, questa è la parte più bella del film. I messaggi sono nascosti, criptici. La storia, che si presenta quindi nella sua duplice faccia di dramma e metafora, parla per enigmi e lascia allo spettatore il compito di decidere che cosa fosse quel sentimento che legava Gelsomina a Zampanò. Sotto questo punto di vista il mondo circense si rivela la scelta migliore per rappresentare una vicenda così tragica, un’avventura dal finale amaro vissuta per strada a contatto con la povertà più profonda.

E si, lei è l’altra protagonista, forse la più importante: la strada. Quella dei poveracci, dei mendicanti, dei contadini indebitati che patiscono la fame. E’ la strada più vera, quella sporca, volgare e chiassosa che però nasconde poesia e bellezza sotto gli strati di sudiciume. Si perché è sulla strada che si può incontrare tutta l’umanità più autentica ed è qui che si scoprono anche tanti lati toccanti di questo mondo. C’è quindi la solidarietà tra le persone povere, un gruppo di suore che si occupa dei bisognosi, una serie di persone che sarebbero pronte a prendersi cura di Gelsomina.

C’è poi da dire che la piega che prende la storia è inaspettata quanto amara. Allo spettatore sembra quasi che i due saltimbanchi percorreranno le strade italiane in eterno ma tutto deve finire e questo film ha uno dei finali più belli e più toccanti di sempre. Si tratta di una conclusione perfetta che parla di scelte sbagliate e di colpe irreparabili e lascia lo spettatore con la domanda più grande: qual’era il sentimento che legava Gelsomina a Zampanò e viceversa? Non ci viene detto perché in fondo non ha importanza. Quello che conta è che ci sia stato e che nonostante tutto abbia lasciato un segno indelebile (anche nei nostri cuori).

In sostanza La Strada è un capolavoro che va visto almeno una volta nella vita. Una storia che vi terrà incollati allo schermo e vi farà amare Gelsomina e Zampanò, una coppia (?) che imparerete ad amare e che difficilmente dimenticherete. Una storia perfetta, sempre attuale e profonda, di cui il cinema italiano può e deve vantarsi.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Conoscevate La Strada? Lo avete visto? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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2 Commenti

  • Rispondi
    Cesare Masino
    1 Marzo 2021 at 16:41

    Molto bella e analitica la tua recensione, questo film è un classico intramontabile.

    • Rispondi
      Enrica Masino
      3 Marzo 2021 at 02:18

      Vero Papi, è una delle nostre pellicole migliori!

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