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La Rosa Tatuata – Recensione Film

Recensione Film: La Rosa Tatuata
Regia: Daniel Mann
Interpreti: Anna Magnani, Burt Lancaster, Marisa Pavan, Ben Cooper, Virginia Grey, Larry Chance, Jo Van Fleet, Sandro Giglio, Mimì Aguglia, Florence Sundstrom, Dorrit Kelton, May Lee
Genere: Drammatico, Commedia
Anno: 1955

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di film in bianco e nero con La Rosa Tatuata, uno dei film più anticonformisti dell’epoca d’oro di Hollywood. A metà tra il dramma e la commedia questa magnifica pellicola ribalta totalmente la dimensione ideale dell’epoca presentando alcuni tra i personaggi più realistici di sempre.

Serafina Delle Rose è una donna felicemente sposata e devota al marito. Una disgrazia però si abbatte sulla sua famiglia e così lei rimane vedova molto giovane. Passati tre anni ancora non si è ripresa e vive reclusa nella sua casa dove lavora come sarta. Il lavoro non va bene e come se non bastasse i rapporti con la figlia Rosa diventano sempre più tesi. E siccome i dispiaceri non arrivano mai da soli ecco che Serafina scopre la verità: suo marito era un trafficante di droga e aveva anche un’amante. La vita della signora delle Rose sembra quindi destinata ad andare sempre peggio ma un incontro con Alvaro Mangiacavallo metterà a posto le cose.

La Rosa Tatuata è probabilmente uno dei film più straordinari dell’epoca, sia per la struttura particolare che per i personaggi fuori dalle righe. La pellicola, infatti, pur contenendo una storia d’amore e pur farcendo dell’amore il suo centro non è solo una storia d’amore, ma la storia di Serafina Delle Rose. Tutto il film è incentrato praticamente solo su di lei e la sua relazione con Alvaro è una conseguenza del suo percorso che noi seguiamo dal principio in ogni parte. Non per niente il giovane appare solo a metà film.

La prima parte della storia si concentra infatti solo su Serafina che conosciamo come una donna felice, gioviale e innamorata e che diventa una reclusa cinica, pesantemente ironica e trascurata. Una decadenza realistica che fa amare ancora di più il personaggio. Serafina non è una persona perfetta: non è una di quelle donne sempre in ordine e che sanno sempre cosa fare. Al contrario è impacciata, insicura e diventa quindi la rappresentazione di una persona reale. E poi Serafina ha un carattere travolgente: la sua ironia esplosiva (e tendente al cinismo) è divertente, veritiera ma anche la prova che la giovane donna ha eretto un muro tra sé e gli altri e ormai ha smesso di credere in molte cose.

Non si può quindi dire che Serafina sia un personaggio tragico, o comico… neppure tragicomico. Semplicemente la nostra protagonista è sé stessa e se ne frega di quello che gli altri possono pensare di lei, spettatori compresi. Probabilmente è proprio per questo suo animo spumeggiante che farà faville con Alvaro. E anche di lui non si può certo dire che sia vicino ai personaggi maschili dell’epoca. Il nostro giovane innamorato non ci si avvicina per niente! I suoi modi di fare sono goffi e maldestri, vive con una famiglia dedita al gioco d’azzardo ed è anche un po duro di comprendonio. Però è una persona dal cuore puro e nella sua semplicità non si rende conto delle cose meravigliose che fa e dice.

Se, come abbiamo visto, i personaggi e la struttura di questa pellicola sono innovative le dinamiche tra i personaggi non sono da meno. A cominciare dal rapporto particolare di Serafina con le donne del paese fino ad arrivare ai suoi incontri con Alvaro. Tra i due infatti c’è un attrazione sentimentale e fisica che è palpabile anche se i due si danno a malapena un bacio durante il film. Può sembrare una cosa scontata ma negli anni cinquanta non era affatto facile trovare film che facessero volutamente riferimento anche alla sensualità (per assurdo ce ne sono di più nell’epoca del muto, quando il codice di Hayes ancora non esisteva).

Tra le dinamiche migliori poi non si può dimenticare quella di Serafina con la figlia Rosa. Madre e figlia, infatti, hanno spesso degli scontri a causa della mentalità chiusa della protagonista. Rosa ha un temperamento esuberante e vuole giustamente godersi la sua giovinezza come le altre ragazze. In più è innamorata di un giovane e ingenuo marinaio e i due vogliono sposarsi nonostante la giovane età. Questa sottotrama complica ancora di più la condizione psicologica di Serafina ma si rivelerà anche importante per aiutarla a liberarsi di tutte le sue paure.

In sostanza La Rosa Tatuata è la rappresentazione di un percorso di crescita, di una presa di consapevolezza da parte della protagonista e proprio per questo motivo è un film vincente. E’ una storia veritiera che ci mostra uno spaccato di vita di paese di quegli anni dove il pettegolezzo era sempre dietro l’angolo. Tuttavia non sempre era malizioso, a volte era anche figlio dell’ignoranza o di pura e semplice curiosità.

Personalmente credo che per gli appassionati dell’epoca d’oro di Hollywood sia veramente un film imperdibile. Un caso cinematografico più unico che raro che ha meritato il sucesso avuto e anzi, ne meritava ancora di più.

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete visto La Rosa Tatuata? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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