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Intervista A Sabrina Guaragno

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi sono molto felice di poter ospitare sul blog Sabrina Guaragno – autrice del romanzo La Strega Della Fonte  – che ha accettato di farsi intervistare e di raccontarci qualcosa di più su di sé e sul suo romanzo d’esordio. 

Ciao Sabrina e benvenuta nel mio blog! Ti va di dire ai lettori qualcosa di te?

Ciao Enrica e grazie per questa intervista che mi ospita sul tuo blog, sono molto contenta di potervi partecipare. Allora, cosa dire su di me? Sono da sempre un’ amante del fantasy e una sognatrice! Mi piace leggere e vedere serie TV, film… in realtà mi piace tutto quello che è fantasia però ho anche un lato molto razionale che si riferisce più al mio percorso di studi, ovvero quello da psicologa e da ricercatrice in ambito psicologico. Si può dire che mi colloco in un punto esatto tra creatività e razionalità. Diciamo che queste parole mi descrivono abbastanza bene.

Grazie a te per aver accettato! Sicuramente hai una personalità molto eclettica, non è da tutti essere nello stesso tempo sognatori e razionali! Da dove nasce la tua passione per la scrittura e cosa ti ha spinto a scrivere il tuo bellissimo romanzo?

Da quando avevo più o meno quattordici anni ho cominciato a leggere per piecere perché prima leggevo soltanto nell’ambito scolastico. E’ iniziato tutto con la saga di Harry Potter e anche se può sembrare banale mi ha aperto un mondo. Da allora diciamo che è nata praticamente in contemporanea la mia passione per la scrittura. Ho iniziato a scrivere fanfiction, racconti, spezzoni e scene. Avevo anche l’idea per un romanzo fantasy, ovviamente molto infantile all’epoca. Possiamo quindi dire che la mia passione per la scrittura è nata in contemporanea a quella per la lettura perché volevo proprio provare a creare una storia fantastica come quelle che leggevo. Per quanto riguarda il mio romanzo pubblicato, La Strega Della Fonte, l’idea è nata grazie ad un contest di scrittura a cui dovevo partecipare qualche anno fa che era a tema streghe. Decisi allora di scrivere un racconto sulle streghe. Corrisponde alla prima parte – ovviamente poi è stato rimaneggiato e revisionato – del romanzo (che è diviso in quattro parti). Una volta che ebbi scritto questo racconto notai che era troppo lungo per partecipare al contest però lo feci leggere ad amici ed amiche ed ebbi il parere unanime della voglia di leggere un seguito del racconto, volevano sapere che cosa succedeva ad Alaisa dopo quel punto! Erano molto curiosi e io rimasi molto sorpresa perché si trattava comunque di un racconto auto-conclusivo. Quindi da allora mi hanno messo il pallino in testa e anche senza volerlo mi sono ritrovata a pensarci. La storia di Alaisa e degli altri personaggi ha pian piano preso forma nella mia mente e quindi ho continuato a scrivere. 

Wow, praticamente scrivi da quando eri piccola! Non mi sorprende il fatto che le persone che avevano letto il racconto volessero sapere di più perché la storia è così avvincente che si vuole subito sapere cosa succede dopo! A proposito di Alaisa, come è nato il suo personaggio e cosa ti ha spinto a puntare su una ragazza così buona in un periodo in cui gli antieroi dominano la scena?

Allora, Alaisa è nata con il racconto e mi piaceva l’idea di una protagonista molto corretta che si trovasse però messa alla prova nella sua correttezza e nella lealtà ai suoi propri principi. Ovviamente il racconto aveva una durata molto limitata, nel romanzo Alaisa viene messa davanti a molti ostacoli e nel secondo libro ce ne saranno ancora di più. Quindi non solo la sua correttezza, la sua bontà e la sua lealtà saranno messe a dura prova ma anche le cose in cui crede e i suoi obiettivi. Il mondo che lei conosce in qualche modo subirà dei cambiamenti, si verranno a scoprire delle cose che metteranno in difficoltà lei anche nel suo modo di essere. Non voglio dire altro perché sarebbe spoiler però Alaisa intraprende un percorso – che nel primo romanzo è ancora agli inizi – che non è dei più facili ma sicuramente le serve per diventare la vera sé stessa. Quindi io vedo il suo percorso anche come una ricerca di identità, oltre che una strada per arrivare ai propri obiettivi.  Per quanto riguarda il fatto che lei non è un antieroe, sicuramente no. Anche io subisco il fascino degli antieroi però diciamo che in una storia come questa ci voleva una protagonista a tutto tondo. Si vedrà durante i libri della saga: lei è una ragazza ‘semplice’, cioè può essere veramente paragonata ad ogni lettrice, ad ogni ragazza normale… però è caratterizzata da tanta motivazione e ha una parte di luce e una parte oscura proprio come le persone vere. 

Infatti quello che mi ha colpito è stato proprio il fatto che in fondo siamo tutte un po’ Alaisa. Tuttavia un c’è un personaggio che pur non essendo un antieroe ha delle caratteristiche che lo rendono più tormentato. Cosa ti va di aggiungere su di lui?

Credo che tu stia parlando di Roran. Lui è un personaggio molto particolare. Non si tratta di un antieroe ma sicuramente è un personaggio molto diverso da Alaisa e tra i due si verrà a creare un rapporto molto particolare. Roran è molto tormentato su più versi e mano a mano che si va avanti – anche nel primo romanzo – si nota che lui scoprirà delle cose che lo renderanno ancora più irrequieto e in qualche modo lo faranno andare fuori dai gangheri rendendolo un personaggio molto suscettibile – quasi una mina vangante per la storia – e Alaisa si troverà come sempre tra due fuochi. Non posso dire molto su questo personaggio ma è sicuramente un pilastro di questa saga un po’ perché avrà un rapporto particolare con Alaisa un po’ perché buona parte della storia gira intorno a lui. 

Intendevo proprio Roran! Personalmente l’ho trovato adorabile, durante la storia ti viene voglia di abbracciarlo! Un altro personaggio che mi ha colpita molto è stata sicuramente la strega della fonte, Skelrìbel. Come sei riuscita ad inventare un personaggio così etereo e nello stesso tempo profondamente umano?

Per quanto riguarda Skelrìbel è stato uno dei personaggi al quale ho posto molta attenzione e speravo appunto di far cogliere ai lettori la sua essenza. E’ un personaggio che ancor più di Roran è ambiguo, e ha questa ambiguità sia nel suo aspetto che nei modi di fare perché essenzialmente ha avuto una vita particolare (qui non voglio fare spoiler ma è stata una vita difficile e ha dovuto affrontare diverse sfide). Pian piano quando si andrà avanti nel secondo romanzo – ma anche nel primo – si scopriranno tante sfaccettature di questo personaggio che per certi versi sorprende. Si scopre il carattere molto forte e fragile di questa donna e secondo me è proprio il punto forte di Skelrìbel, che è una donna estremante forte che ha tratto questa forza dalle proprie fragilità e debolezze. E’ sicuramente una donna che ha seguito un percorso di vita – come farà Alaisa in futuro – molto accidentato e pieno di ostacoli ma ne è uscita più forte e anche dalle sconfitte ha saputo trarre la tempra. Ecco perché lei è come noi la vediamo, perché comunque ha vissuto delle esperienze particolari. E’ una donna che è stata ferita ma che nello stesso tempo è sempre riuscita a rialzarsi. 

A tal proposito vorrei anche specificare che la dedica iniziale del romanzo richiama soprattutto la figura della strega della fonte e quindi è una dedica a tutte le donne, soprattutto a quelle che lottano per i prpri obiettivi e per le persone che amano nonostante tutto, andando contro anche ai loro amati pur di proteggerli.

Ho notato che hai prestato molta attenzione al personaggio di questa particolare Strega e c’è una domanda che mi sono posta alla fine del romanzo. Ho notato che Skelribel ha molta cura di sé stessa, si veste bene anche se deve solo stare in casa… Questo atteggiamento ha un significato particolare?

Ti ho accennato prima al fatto che ho studiato psicologia e quest’anno sono diventata psicologa! Ho sempre avuto la passione per la psiche umana! Collegato appunto al fatto che Skelribel, come anche le sue figlie, hanno avuto una vita particolare – che si scoprirà mano a mano che andrà avanti la saga –  diciamo che hanno dei comportamenti anche abbastanza bizzarri certe volte che io considero – li ho concepiti in questo modo quando ho scritto di loro – come comportamenti compensatori. La cura nei dettagli del proprio aspetto di Skelriibel, come anche il modo particolare di comportarsi di Dorothy, hanno dei significati particolari in quanto sono compensatori di mancanze e sofferenze che hanno fatto parte della loro vita. E diciamo che nella costruzione della loro della loro personalità ho pensato che – o meglio sono nate in questo modo – la loro psiche ha reagito in questo modo a momenti particolari della loro vita e possiamo chiamarli anche comportamenti di distrazione rispetto alle sofferenze che hanno vissuto e anche in qualche modo fanno parte di una costruzione della propria identità e di un affermazione del loro modo di essere in quanto donne che hanno vissuto certe esperienze. Il loro modo di essere è stato influenzato da alcune cose e hanno reagito in questo modo, ponendo molta attenzione al modo in cui appaiono. Non voglio dire molto però soprattutto nel caso di Dortothy, le sue caratteristiche infantili verranno esplorate molto meglio nel secondo romanzo. 

Volevo chiederti se il tuo percorso di studi avesse influito sul romanzo ma mi hai anticipata! Si vede che hai fatto un gran lavoro e infatti i personaggi sembrano reali. Passando invece allo stile del romanzo come mai hai scelto di narrare la vicenda in prima persona al presente? È una scelta particolare che non avevo ancora trovato in nessun libro.

Molte persone hanno notato il mio stile di scrittura, più che altro il fatto che è in prima persona al presente. Però – non mi pare di averlo mai accennato in nessuna intervista perché non mi è mai stata fatta la domanda diretta – in realtà ho scritto in prima persona perché mi piacciono principalmente le narrazioni in prima persona. Le trovo molto più facili sia nella lettura che nella scrittura e anche per entrare in empatia con i personaggi. Quindi è anche una scelta di preferenza personale poiché la prima persona mi piace di più, mi coinvolge di più. Il tempo presente è stato dettato più che altro da letture precedenti che avevo affrontato prima dell’inizio della stesura del romanzo e credo che in primis mi abbia influenzata la lettura di Hunger Games che è scritto al presente – non ricordo se in prima persona. Mi è sembrata una narrazione molto immediata, e una delle cose a cui tengo molto quando scrivo è dare un senso sia di coinvolgimento emotivo sia di chiarezza è semplicità (non intesa come una scrittura priva di arzigogolii letterari o intrighi, ma più come un senso di scorrevolezza che non rende la lettura pesante o difficile). Ho trovato che la prima persona presente fosse così anche se poi con mia meraviglia ho trovato molti lettori e blogger che non amano particolarmente questo tipo di narrazioni ma che si sono ricreduti leggendo La Strega Della Fonte perché comunque li ha coinvolti e la narrazione in prima persona non gli ha dato alcun problema (cosa che invece era successa con altre loro letture precedenti). Quindi sono molto fiera e contenta, non rimpiango questa scelta, però mi piacerebbe provare anche altri generi di scrittura in altre opere future.

Piccola curiosità penso che anche Alaisa stessa sia stata influenzata o in qualche modo ispirata dalle caratteristiche di Catnisse di Hunger Games perché è stata una lettura per me molto importante. Ho amato molto la saga di Hunger Games e ho amato molto il personaggio di Catnisse. Sono molto diverse Alaisa e Catnisse, ma quest’ultima mi ha influenzata nella creazione del personaggio di Alaisa.

Infatti anche io all’inizio ero un po’ scettica su questo stile narrativo, anche perché non è facile gestire una narrazione al presente. Puoi mettermi nella lista delle blogger che si sono ricredute! Per quanto riguarda la saga in sé, so che presto arriverà il secondo capitolo. Cosa ci puoi dire per ora?

Io e il mio editore stiamo parlando di farlo uscire questo novembre e sono contentissima, non vedevo l’ora! Il secondo romanzo della saga si chiamerà L’Uomo Del Fuoco. Sarà tutto molto diverso dal primo. L’inizio del primo romanzo è quasi fiabesco, di formazione di Alaisa, il secondo entrerà nel vivo della storia e anche della problematica principale. Si capiranno molte cose, ci saranno molte scoperte su personaggi che già sono presenti nella narrazione e anche su nuovi personaggi che spero vi piaceranno e che amerete come ho amato io e le mie beta rider. Alaisa sarà molto diversa, sia per quello che è successo alla fine del primo romanzo sia per quello che succederà nel secondo e le relazioni saranno molto più conflittuali. Alaisa subirà delle trasformazioni non per forza in positivo ma saranno tutte confluenti nella sua crescita. Ovviamente ci saranno le questioni più grandi di lei e il titolo stesso rimanda ad un personaggio di cui si è già parlato tanto nel primo romanzo ma che nel secondo diventerà un po’ il cooprotagonista. Ci saranno dei duri colpi per tutta la combriccola di Alaisa. Tutti quelli che l’hanno letto, il mio editore e i beta rider, hanno detto che è molto superiore al primo perché la narrazione si fa più interessante per quanto riguarda la trama. Succedono molte cose negative però ne vale la pena perché ci sono nuove scoperte e si andrà verso una narrazione molto interessante… o almeno spero che sarà così per chi lo leggerà!

Prima ero impaziente ma ora fermo! Non vedo l’ora che esca perché sinceramente sono proprio sulle spine! Adesso una domanda a cui tengo particolarmente. Quali difficoltà hai dovuto affrontare come autrice emergente?

Beh, in realtà la fatica maggiore in quanto scrittrice emergente è quella di farsi notare nel mondo dell’editoria e della scrittura che è un mondo molto affollato e quindi non è facile, appunto, emergere. Ho trovato molte difficoltà anche nel pubblicizzarsi. E’ difficile addentrasi in questo mondo, perché non stai vendendo soltanto un prodotto ma anche te stessa come scrittrice, anche perché solitamente se sei un autore/autrice emergente la persona legge il tuo libro o perché sei suo amico o gli sei simpatico. Devi scommettere tutto su dite e il lettore cosa fa prima di leggere il libro? Difficilmente vede il romanzo e lo compra se è di un autore emergente, ma va a vedere chi è l’autore quindi il difficile è anche costruirsi una propria identità come autrice o autore che sia credibile e saliente, perché devi farti notare e molte volte devi fare più lavoro di quello che pensavi. Questo per vedere risultati non immediati perché è un lavoro lungo e ‘senza garanzie’: può darsi che un domani tu riesca a crearti un tuo pubblico ma non è detto. Qui ovviamente stiamo parlando del farsi notare come autore e di farsi leggere dai lettori. Il farsi leggere e la bravura non vanno sempre di pari passo: basta vedere che ci sono libri pubblicati da grandi case editrici che poi nella realtà non sono un granché. Quindi la questione dell’immagine pubblica dell’autore e della credibilità non va sempre di pari passo con la vera competenza nel campo della scrittura. Io mi sono subito impegnata sia nella promozione sia su social e cerco sempre di trovare nuove idee creative per proporre il mio libro affinché risulti appetibile, ma soprattutto per far avvicinare i lettori perché penso che la mia scrittura sia abbastanza valida e possa portare del contenuto. Dal punto di vista invece più mio, più personale, nella preparazione della scrittura (a parte che cerco di leggere sempre tanto e di tenermi allenata nella scrittura e soprattutto nella grammatica italiana, cosa che purtroppo molti scrittori non possiedono) cerco anche di formarmi leggendo manuali di scrittura, facendo esercizi di scrittura creativa e cose del genere. Però vorrei proprio marcare questa caratteristica del mondo editoriale italiano – ma credo anche estero – ovvero che non sempre fama vuol dire qualità e non sempre dietro un libro di poca fama o dietro un fallimento editoriale c’è stato poco lavoro. Purtroppo sono due variabili che non sempre si incontrano, per farle incontrare bisogna trovare un buon editore ma anche un mercato favorevole. Ci vuole veramente tanto lavoro e non c’è la ricetta perfetta, secondo me bisogna continuare a migliorarsi e proporre un prodotto – in questo caso un libro – valido. 

Concordo assolutamente su tutto, non sempre un autore di successo è anche un bravo scrittore. Secondo te ci sono persone che hanno pregiudizi nei confronti dei libri scritti da autori emergenti?

Sicuramente, e purtroppo non sempre a torto. Ci sono purtroppo autori che pubblicano o autopubblicano lavori ben poco di qualità e senza editing, e non sempre i lettori sanno discernere tra un’opera a cui è stato fatto un buon lavoro o meno. Quindi possono “scottarsi” e generalizzare la cattiva opinione sugli emergenti. Bisogna dare modo a quelli bravi di emergere.

Concordo, ci sono autori emergenti che pubblicano libri di bassa qualità e alla fine ne fanno le spese anche gli scrittori emergenti di talento. Diciamo che anche noi lettori non dovremmo generalizzare. Che consigli ti senti di dare a tutti coloro che vorrebbero pubblicare il loro primo libro?

Perseverare e non farsi demoralizzare! Ma soprattutto anche formarsi, studiare e continuare a migliorarsi e a migliorare il proprio lavoro!

La penso esattamente come te! Siamo giunte alla fine dell’intervista e io ti ringrazio tantissimo per aver accettato e per aver risposto in modo super dettagliato alle mie domande! Non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo libro!

Grazie a te! Sono stata felicissima di risponderti e di partecipare a questa intervista! ❤️

Ringrazio di cuore Sabrina per aver accettato questa intervista e per aver portato avanti la collaborazione nonostante i problemi tecnici del blog che hanno decisamente allungato i tempi delle recensioni. Spero davvero che in futuro avremo ancora occasione si collaborare anche perché attendo con impazienza il secondo volume della sua saga!

Se volete contattare Sabrina potrete trovarla su Instagram, Facebook oppure consultare il suo sito web! Trovate qui il suo bellissimo libro, mentre qui trovate lo Spin Off, scaricabile in modo gratuito sul Kindle di Amazon.

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2 Commenti

  • Rispondi
    sabrinaguaragno
    6 Agosto 2020 at 12:06

    Grazie della bellissima intervista, è stato un piacere prendervi parte! <3

    • Rispondi
      Enrica Masino
      8 Agosto 2020 at 18:53

      Grazie a te per aver accettato!❤️

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