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Incubi Notturni – Recensione Film

Recensione Film: Incubi Notturni
Regia: Alberto Cavalcanti, Charles Crichton, Basil Dearden, Robert Hamer
Interpreti: Mervyn Johns, Roland Culver, Mary Merrall, Googie Withers, Frederick Valk, Anthony Baird, Sally Ann Howes, Robert Wyndham, Judy Kelly, Miles Malleson, Michael Allan, Barbara Leake, Ralph Michael, Esme Percy, Basil Radford, Naunton Wayne, Peggy Bryan, Allan Jeayes, Michael Redgrave, Elisabeth Welch, Hartley Power, Magda Kun, Garry Marsh, Renee Gadd
Genere: Horror
Anno: 1945
Immagine Di Copertina Del Post: FelixMitterMeier

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di cinema classico… ma questa volta inglese! Sono molto emozionata perché questo è assolutamente uno dei migliori film horror che abbia mai visto. Sul serio, sono una serie di storie horror dentro una storia horror che alla fine ti lascia con mille domande e con la sensazione che il protagonista non abbia via di scampo. Il film in questione è Incubi Notturni, un esperimento estremamente riuscito che potremmo avvicinare a film come Ritratto Di Jenny.

Walter Craig è un architetto che viene invitato in una casa al fine di rimodernarla. Quando arriva, però, comprende che ha già visto quella casa e le sei persone invitate nel suo sogno ricorrente e che il tutto finirà nel modo peggiore possibile. Il dottor van Straaten, psichiatra invitato a questo particolare thè, vuole dimostrare a Walter Craig che non sta per succedere nulla di terribile. Eppure, presto i personaggi scoprono di essere legati tra loro da strani avvenimenti paranormali e mentre li raccontano il sogno di Walter Craig diventa sempre più reale e la sua fine risulta inevitabile.

Incubi Notturni è un film diviso in cinque episodi più un episodio cornice, raccontati dai cinque personaggi invitati al thè. Leggendo tra le righe è chiaro che sia tutto collegato, tuttavia ho avuto la costante impressione che qualcosa mi stesse sfuggendo… e per questo posso dire che è probabilmente il mio film horror preferito. Non è spaventoso, non ti metti le mani di fronte agli occhi, al contrario! Segui con attenzione ogni frame per capire dove sta il legame, chi sia veramente Walter Craig e che cosa sia effettivamente accaduto.

Walter Craig è pazzo? Ha soltanto fatto un brutto sogno? Oppure è chiuso in un loop temporale infinito da quale non può uscire? Queste e molte altre domande si dipanano nel corso della vicenda mentre la tensione sale e i racconti diventano sempre più impressionati. Lo ammetto, questi sono i film horror che mi piacciono. Quelli che hanno qualcosa di innovativo, di inquietante ma non terrorizzante. Qualcosa alla Ritratto Di Jenny. Perché nomino nuovamente questo film? Perché è uno dei pochi che ha usato un escamotage temporale simile nell’epoca classica americana (da quello che so). Ed è una cosa che mi ha colpita perché era un espediente poco utilizzato.

Tuttavia non dovrei sorprendermi, non c’è nulla di normale in questo film. Incubi Notturni ha ripreso una base piuttosto utilizzata (le storie di fantasmi, in sostanza) e con una cornice apparentemente banale ne ha fatto qualcosa di impensabile e irripetibile. Non ho incontrato film che abbiano eguagliato questo, per ora, almeno per quanto mi riguarda. Ma credo sia meglio andare con ordine e aprire una piccola parentesi sui singoli episodi.

Incubi Notturni: Il Sogno Infinito Di Walter Craig

La prima storia che seguiamo in Incubi Notturni è proprio quella di Walter Craig, il nostro episodio cornice. La mattina dell’incontro si sveglia dopo aver fatto un terribile incubo che però ricorda relativamente. Parte quindi per arrivare alla casa dove si svolgerà l’incontro e una volta arrivato riconosce il dottor van Straaten al quale dice di averlo incontrato in sogno. Walter comincia quindi a ricordare, sa che tutto finirà in tragedia e va sempre più nel panico. Il dottor van Straaten è convinto che si tratti solo di suggestione e che gli eventi paranormali non esistano. Per dimostrargli che si sbaglia ognuno di loro decide di raccontare un’evento paranormale che ha vissuto. Per ognuno il dottore cercherà di dare una spiegazione logica.

Incubi Notturni: Il Pilota Che Sopravvisse Due Volte

La prima storia nella storia è quella di Hugh Grainger, pilota che sopravvive ad un incidente stradale e mentre è in ospedale – oltre a incontrare la sua futura sposa – ha una visione che gli permetterà di sopravvivere ad un secondo incidente. Questo primo episodio è molto particolare perché è come se il messaggio arrivasse dal passato e sempre alla stessa ora. Non è il più inquietante della vicenda (la suspence va a salire piano piano di episodio in episodio) ma lo svolgimento è veramente molto bizzarro. Apparentemente sembra non avere senso, ed è proprio questo che lo rende inquietante pur non essendoci scene spaventose. Eppure alla fine il senso c’è e il legame con le altre storie è lì, nascosto ma non introvabile.

Questo primo episodio parte sicuramente con il piede giusto, pur decidendo di andarci piano. Al suo interno inserisce anche una componente più scherzosa, forse per non iniziare fin da subito con il terrore assoluto. Tuttavia l’inquietudine non manca e la vicenda in sé si allontana molto dalle solite vicende horror classiche introducendo dei nuovi elementi tra cui – anche se in modo velato – i viaggi nel tempo e nello spazio. Questi, nel corso delle vicende, torneranno piuttosto spesso (anche se non sempre), anche in quella principale. Qual’è però il legame fondamentale con le altre storie, a parte il paranormale? Cosa accomuna tutte queste persone? Sto ancora cercando di capirlo!

La Bambina E Il Fantasma

La seconda storia, molto più classica come quelle che si trovano nei libri horror di qualche secolo fa (e non per niente è ambientata ad una festa in maschera a tema storico) la racconta Sally O’Hara, ragazzina allegra e immune alla paura. Beh, quasi sempre. La sera in cui partecipa ad una festa in maschera, infatti, fa un’incontro con il fantasma di un bambino morto nella casa secoli prima. Una vicenda inquietante che la scuote profondamente ma – stranamente – non intacca la sua spavalderia.

Decisamente diverso dal primo, questo secondo episodio riprende tutte le caratteristiche di una storia horror classica. Non nascondo che il tutto è un po’ prevedibile ma questo non toglie fascino alla vicenda e al suo legame con le altre. Anche qui ci troviamo a viaggiare nel tempo (questa volta non anche nello spazio) con la protagonista. Ripeto, è una vicenda molto classica ma l’impostazione è tutto sommato nuova, soprattutto grazie alla protagonista. Sally è sicuramente uno dei personaggi più riusciti del film che smorza un po’ il lato inquietante senza però ridicolizzare il tutto. Quale sarà il legame con le altre storie? Gli indizi sono tanti ma ci sto ancora pensando.

Lo Specchio Del Terrore

Terza storia, terzo mistero. Joan Cortland acquista un’antico specchio come regalo per il suo futuro marito che lo apprezza molto e lo appende in camera da letto. Tuttavia, ben presto comincia a vedere nello specchio il riflesso di un’altra camera e non ne comprende il motivo. Terrorizzato cerca di affrontare la cosa ma siccome non ci riesce Joan torna dall’antiquario a chiedere informazioni. Scopre quindi che lo specchio apparteneva ad un uomo malato che, folle di gelosia, assassinò la moglie. Joan viene a conoscenza della vicenda appena in tempo perché la follia della gelosia sta contagiando anche il suo futuro sposo.

Un po’ classico, un po’ no. Questo quarto episodio mischia una storia classica con qualcosa di nuovo che la rende più inquietante ma evita – come sempre – le apparizioni spaventose. Tutto si basa sulle suspence, sul mistero, sul perché di quel riflesso sbagliato. Nel suo essere classico nella risoluzione è innovativo nel portare avanti la vicenda che procede per gradi fino ad arrivare ad una conclusione annunciata, ma non per questo meno spaventosa. Personalmente ho apprezzato molto il modo in cui è stato realizzato l’intero episodio. E’ come se dicesse: vedi, qui diventa tutto sempre più strano ma il meglio deve ancora arrivare!

Gli Amici Del Golf (Letale)

Interrompiamo il programma per presentarvi: Leone il cane fifone! Interpretato da Leone il cane fifone.* la parte inquietante perché prima del gran finale c’è una storia sì paranormale ma che è palesemente una burla e serve ad alleggerire l’atmosfera in attesa del colpo di grazia. Due amici inseparabili amanti del golf si innamorano della stessa ragazza. Lei li ama entrambi (già, poliamore. Si sente che non c’è l’influenza del production code) e siccome non riesce a scegliere i due amici decidono di “giocarsela” a golf. Lei accetta e i due fanno la partita. Vince quello più grande, ma barando e così l’angelo del suo amico – che si è ucciso per non aver potuto sposare il suo amore – andrà in continuazione a rompergli le scatole.

Questa storia è sicuramente la più divertente e poco credibile dell’intera pellicola, ma contribuisce a rendere il tutto più leggero anche perché poi ci sarà la vicenda pesante. Personalmente dopo questo episodio penso che questo film sia a prova di ansiosi, proprio questo modo equilibrato di far salire la suspence ma senza esagerare e senza eccedere. Con questa piccola storiella – decisamente poco credibile nel suo complesso – le risate sono assicurate ma anche lei ha la sua parte all’interno di questo mistero. E’ l’unica storia su cui c’è quasi la certezza che sia falsa. Quasi.

Il Pupazzo Vivo

E con il sesto episodio arriviamo al gran finale, narrato proprio dal dottor van Straaten, quello che nel corso delle varie interruzioni per commentare le singole storie si è rivelato il più scettico. Un ventriloquo di successo gira il mondo con il suo pupazzo che, però, ha vita propria e anche delle intenzioni non proprio encomiabili. Il suo legame con il ventriloquo è malato e assurdo, eppure probabilmente indistruttibile poiché è come se fossero in simbiosi.

Lo ammetto e vi avverto: questo episodio è veramente terrorizzante e si allontana molto da quello che è di solito l’horror classico. Probabilmente è per questo motivo che è il più ricordato e anche quello che fa scervellare di più lo spettatore. Con questo racconto la vicenda sta per chiudersi e chi guarda si rende conto che qui potrebbero esserci le risposte alle sue domande… esattamente come potrebbero non esserci. Mi ha fatto paura? Si, ma la voglia di venire a capo del mistero restava comunque e ho guardato il film senza mai dovermi coprire gli occhi (niente mostri nemmeno qui, per fortuna! Solo il pupazzo inquietante ma non spaventoso come certi film horror in CGI di adesso).

Credo, personalmente, che sia l’episodio più riuscito del film e anche il più fantasioso. Esce completamente dai canoni “classici” (che comunque erano ricorrenti o semi ricorrenti nelle storie precedenti) per inventare qualcosa di totalmente nuovo che proprio per questo riesce così bene. L’ultimo episodio quindi rompe tutti gli schemi del film stesso: e se non fosse un caso? Ci ho pensato solo adesso mentre scrivevo! Ovviamente, non avanzo ipotesi per ora perché dobbiamo ancora chiude l’episodio cornice legato a Wlater Craig.

Incubi Notturni: Chiusura Dell’Episodio Conrice (In Cui AVanzo Qualche Ipotesi)

Con la fine dell’ultimo racconto arriviamo alla conclusione dell’episodio cornice di Incubi Notturni dove tutto si mescola, come se le storie non fossero state altro che il preludio della tragedia imminente (e probabilmente inevitabile) che sta per accadere. Nel corso del film, infatti, tutte le previsioni fatte da Walter Craig sulla base del suo sogno si sono avverate, tutto è andato come lui aveva previsto. E come le volte precedenti non è riuscito a fuggire in tempo per interrompere questo cerchio (loop temporale?) che lo imprigiona. La realtà e la fantasia quindi non hanno più confini, si scopre che Waletr Craig era presente in tutte le storie raccontate in un modo o nell’altro, a seconda dei momenti ha rivestito ruoli diversi e poi, quando tutto diventa estremamente spaventoso e lo spettatore inizia a aprire che la chiave poteva essere nell’ultimo episodio… Walter si sveglia, e il tutto ricomincia ancora.

Ed è qui che mi sono davvero entusiasmata per questo film. Al di là del fatto che trovo geniale che un film del 1945 parlasse già di cose come loop temporali e simili, è assurdo come sul finale tutto sia possibile in egual modo. Ci si chiede cosa sia accaduto davvero: Walter Craig è chiuso in un loop temporale dal quale non riesce ad uscire? E’ prigioniero di un incubo che ripete in continuazione? E’ pazzo? Ha un disturbo di personalità multipla? Il film non lo dice e ognuno degli spettatori deve trarre le proprie conclusioni. E, inoltre, dobbiamo tenere conto di una possibilità: che il finale sia stato studiato apposta per confondere ulteriormente chi guarda e alla fine abbia alcun significato.

Io, personalmente, per una serie di dettagli che ho notato tendo a pensare che si trattasse di un loop temporale, come avrete notato, ma in alcuni momenti non sono riuscita a non pensare che il finale potesse non significare nulla e forse il film si burla tutto il tempo dei suoi stessi spettatori. Ma le mie, ovviamente, sono solo ipotesi e vi invito ad non fermarvi ad esse per farvi una vostra idea. Se vi va provate a vederlo, lasciatevi catturare dalla meraviglia della settima arte e se trovate una soluzione… beh, tornate qui a raccontarmela!

Bene, anche questa recensione (un po’ insolita) su Incubi Notturni finisce qui e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Avete visto questo film? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

*Scusate ma non ho resistito!

Se il post ti è piaciuto lascia un commento (ci tengo, lo ammetto) e condividilo! Sono piccoli gesti che possono può aiutarmi molto!

2 Commenti

  • Rispondi
    Valeria
    31 Luglio 2022 at 21:19

    Interessante, i film dell’epoca senza usare trucchi horror , splatter e sangue a go-go erano molto inquietanti e creavano terrore. Bisogna però avere padronanza della materia e usare le giuste leve psicologiche. I narratori dell’epoca del film erano molto bravi in questo.

    • Rispondi
      Enrica Masino
      2 Agosto 2022 at 22:49

      Vero, i film dell’epoca non avevano bisogno di usare trucchi e il fatto che non ci siano immagini terrificanti mi permette di guardarli senza rischiare incubi. E poi mi appassiono molto di più alla storia, i narratori dell’epoca sapevano come tenere sulle spine e in ambito horror sono i miei preferiti. ♥♥

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