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Il Villaggio Dei Dannati – Recensione Film

Recensione Film: Il Villaggio Dei Dannati
Regia: Wolf Rilla
Interpreti: George Sanders, Barbara Shelley, Michael Gwynn, Laurence Naismith,
Martin Stephens, John Phillips,
Rosamund Greenwood, Richard Vernon,
Jenny Laird, Thomas Heathcote,
Richard Warner, Sarah Long, Charlotte Mitchell, Bernard Archard, Peter Vaughan, John Stuart, Keith Pyott
Genere: Fantascienza
Anno: 1960

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web! 

Oggi, per il nostro consueto appuntamento recensoso del Lunedì, ho deciso di parlarvi de Il Villaggio Dei Dannati, un film di fantascienza del 1960 che ha fatto epoca ed è stato molto importante per quanto riguarda il cinema che si occupa di extraterrestri. Un film veramente ben fatto, ricco di suspence e misteri che non può assolutamente mancare nella cineteca di un cinefilo. 

La nostra storia comincia in un piccolo paesino americano dove tutti vivono tranquilli e sereni. Un giorno, però, la cittadina rimane isolata e tutte le persone cadono stranamente addormentate per risvegliarsi qualche ora dopo senza alcun danno. Due mesi dopo l’accaduto si scopre che tutte le donne del villaggio aspettano un bambino da due mesi e che la gravidanza si sta svolgendo in modo velocizzato rispetto al normale. Dopo circa sette mesi tutte le donne danno alla luce bambini sani e che crescono precocemente e sembrano essere telepatici tra loro e avere poteri speciali. La domanda quindi sorge spontanea: chi sono questi bambini e da dove vengono? Toccherà a Christopher Leeve, padre del bambino che sembra essere il capo del gruppo, svelare il mistero.

Caposaldo del cinema di fantascienza questa pellicola inquietante ma non pesante introduce in modo differente e nuovo il concetto di extraterrestre dipingendolo come potente, inquietante, privo di empatia ma non intenzionato a conquistare il mondo. L’unico obiettivo dei bambini alieni, infatti è quello di sopravvivere in tranquillità stando tra loro. Propensi ad una fredda e distaccata pace con gli esseri umani, non sono soliti cercare il combattimento e agiscono solo quando si sentono attaccati. Il loro problema è di non comprendere il concetto dell’errore e questo li porta sicuramente a compiere gesti sbagliati e discutibili in nome di una sopravvivenza isolata da un umanità che non riescono a comprendere e a rispettare.

La conseguenza di tutto questo è che la libertà degli esseri umani che abitano nel villaggio viene limitata da questi bambini alieni che mal tollerano la presenza di altri e la maggior parte delle persone comincia ad avere paura di loro e li ritiene un pericolo per la comunità per l’intero genere umano. Tra le due fazioni, quindi, la tensione si fa sempre più palpabile fino a quando diventa ovvio che prima i poi ci sarà uno scontro. La causa di quest’inevitabile realtà saranno probabilmente (?) proprio gli esseri umani e le azioni che perpetrate nei confronti dei bambini alieni nati in altri paesini. La strana pace che si era quindi venuta a creare non può più esistere e i giovani alieni diventano un serio pericolo per l’umanità, poiché non riescono a comprendere dove sbagliano e pensano di poter decidere a loro piacimento sulla vita delle persone.

Tutta questa serie di avvenimenti, questo costante oscillare tra bene e male, tra giusto e sbagliato, crea le basi per una storia ambigua, dove capire chi ha torto e chi ha ragione diventa un’ardua impresa mentre gli eventi che corrono contribuiscono a dare alla pellicola un ritmo serrato ma costantemente inquietante.

Un inquietudine che lo spettatore percepisce su di sé perché tutto sembra essere assurdo e decisamente sbagliato in questa strana storia tanto che ad un certo punto ci si domanda se ci sia veramente qualcuno di buono in questa faccenda a parte il protagonista e sua moglie. Chi è il cattivo? Gli alieni privi di empatia o l’umanità che cerca di distruggerli senza cercare di capire? Ma, la vera domanda è: può capire? Può comprendere cosa vuol dire non avere un posto dove stare, sapere di essere costantemente in pericolo? E gli alieni? Potrebbero effettivamente capire il significato della parola empatia? Queste e molte altre domande si affollano nella mente dello spettatore a cui viene affidato il difficile compito di trarre le proprie conclusioni.

Un film di fantascienza decisamente all’avanguardia per l’epoca che sicuramente non potrà non piacere agli appassionati di fantascienza e di cinema. Una storia unica, insolita, che forse oggi sarebbe persino difficile riproporre.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate de Il Villaggio Dei Dannati! Conoscete questo film? Vi ho incuriositi? Fatemelo sapere nei commenti. Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post! 

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