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Il Grande Gatsby – Recensione Libro

Recensione Libro: Il Grande Gatsby
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Genere: Drammatico
Anno: 1925

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di libri con Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Di suo avevo già letto Belli E Dannati e quindi avevo aspettative altissime su questo romanzo. Non sono stata delusa anzi ho trovato molto più di quanto immaginassi. Un libricino breve ma intriso di bellezza tanto che alla fine è come aver letto un meraviglioso tomo da mille e passa pagine.

Nick è un giovane ragazzo che si ritrova per caso a vivere vicino ad una grande villa. E’ la dimora di Gatsby, un misterioso uomo che, sera dopo sera, dà feste sontuose dove tutti possono partecipare e sostanzialmente mangiare a sbafo. Nick è l’unica persona che una sera riceve un invito. Come mai Gatsby ci tiene tanto a conoscerlo? Perché lui ha un grosso favore da chiedergli, qualcosa che va oltre qualsiasi immaginazione.

E mentre meditavo sull’antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all’estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte.

Da: Il Grande Gatsby

Il Grande Gatsby è un breve libro che racconta una storia. Non è una storia d’amore, non è neppure una storia d’ossessione. E’ la storia dell’inseguimento di un sogno, il racconto di Gatsby – un uomo qualsiasi che voleva elevarsi – e di Daisy, il suo sogno irraggiungibile e idealizzato, la sua chimera, la sua speranza. Daisy è il motivo per cui Gatsby vive, quello per cui crede di essere venuto al mondo. Tutta la storia infatti si basa su Jay Gatsby che tenta in ogni modo di arrivare all’idea che ha di Daisy. Si, perché la Daisy che vive nella mente del protagonista non è quella vera, ma solo un ideale a cui ha – senza volerlo – dato un volto.

Fin da subito, infatti, capiamo che Daisy non è una persona perfetta. E’ ingenua, per certi versi troppo frivola e anche un po’ pettegola. Ma attenzione, non è una cattiva persona, semplicemente ha dei difetti come tutti noi. Purtroppo è rimasta incastrata in un matrimonio che non la rende felice e l’unico sfogo che ha è qualche pranzo con i parenti o con qualche amica. Non è una persona che ama la vita sfrenata e in realtà non ama particolarmente neppure il lusso.

In sostanza è molto lontana dall’idea che Gatsby ha di lei e infatti quando la incontra dopo ben sette anni quasi ne resta deluso. E’ una delusione sottile che non riesce a farlo rinsavire, però c’è. E’ la metafora dei sogni della nostra vita: a volte ci creiamo aspettative talmente alte che poi quando vediamo la verità ne restiamo quasi delusi. Dov’è la nostra chimera sfavillante? Possibile che per tanto tempo abbiamo inseguito qualcosa che esisteva solo nella nostra testa? Si, è possibile e capita più spesso di quanto pensiamo.

Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C’è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia … e una bella mattina…
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

Da: Il Grande Gatsby

Naturalmente questo non è il solo argomento del libro, Il Grande Gatsby è anche il ritratto spietato di un epoca: quella degli anni venti. Sapete come chiamano gli anni venti in Francia? Les Années Folles, tecnicamente Gli Anni Folli. Ecco, questo libro ne coglie a pieno l’essenza gioiosa e nello stesso tempo disperata raccontando le esagerate feste di Gatsby. Dietro al divertimento sfrenato degli strambi invitati si cela l’infelicità, la delusione causata da un mondo che non è stato all’altezza delle aspettative e non ha rispettato le immense promesse che aveva fatto.

Gli anni venti di Gatsby quindi non sono quelli sfavillanti e ricchi di aspettative ai quali siamo abituati, ma bensì un mondo decadente, sporco e privo di morale. E’ un tempo imperfetto dove gli ambienti da favola e i gioielli all’ultima moda nascondo falsità, dolore e tanta ipocrisia. Questo sarà chiaro soprattutto vero la fine del romanzo che è una delle cose più tristi che abbia letto ma che nello stesso tempo mi ha anche fatto imbestialire.

Passando allo stile, invece, è molto diverso da quello di Belli E Dannati ma altrettanto efficace. E’ asciutto, essenziale, non c’è nulla di più né nulla di meno di quello che serve per raccontare la vicenda. Come vi dicevo infatti è un romanzo piuttosto sottile e mai ci si aspetterebbe di trovarci così tanto. E invece è proprio così, anche questa volta Fitzgerald non si smentisce e ci regala un classico che tra decenni rileggeremo ancora e per il quale proveremo lo stesso stupore.

Posso quindi dirvi che è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto! Se volete farvi un regalo leggetelo anche voi, non ve ne pentirete!

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete letto Il Grande Gatsby? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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