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Fuoco Nella Stiva – Recensione Film

Recensione Film: Fuoco Nella Stiva
Regia: Robert Parrish
Interpreti: Rita Hayworth, Robert Mitchum, Jack Lemmon, Herbert Lom, Bonar Colleano, Bernard Lee, Edric Connor, Peter Illing, Joan Miller, Anthony Newley, Eric Pohlmann, Lionel Murton
Genere: Drammatico
Anno: 1957

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi torniamo a parlare di film vintage con Fuoco Nella Stiva, una pellicola particolare che tratta temi ancora molto attuali. Una storia bellissima – di cui mi sono innamorata – che mi ha fatto ridere, piangere e infuriare. Un film completo, ricco di sentimenti e significato al quale spero vorrete dare una possibilità.

Felix e Tony sono due contrabbandieri amici per la pelle. La loro vita passa tra una navigazione e l’altra fino a quando un uomo ricco gli promette una bella somma per accompagnare – clandestinamente – Irene, un’immigrata polacca, in un altro stato. I due accettano e partono insieme alla giovane donna. Durante il viaggio, però, entrambi si innamorano di lei con l’unica differenza che Tony la comprende mentre Felix non perde occasione per rinfacciarle il suo passato da ‘poco di buono’. Quando arrivano a destinazione Tony decide di seguire Irene per aiutarla e i due amici si dividono. Sarà solo l’inizio di una lunga e pericolosa serie di avventure.

Nel 1957 mancavano ancora dieci anni per veder sparire per sempre il codice di Hayes ma questo film è sicuramente un precursore di quelle che saranno pellicole molto più libere. Per una volta i nostri protagonisti non sono gentiluomini o eroi ma bensì due scavezzacollo dalla vita discutibile. I nostri avventurieri non sono due persone che si direbbero rispettabili a prima vista e soprattutto Felix ha i modi di un cavernicolo. Eppure entrambi sono molto più profondi di quello che sembrano: hanno ideali, principi e sogni. Si, forse sono diversi dai sogni e dagli ideali che le persone avevano all’epoca ma è nell’essere innovativi che risiede il loro fascino.

La stessa cosa vale per Irene. Una giovane donna affascinante ma purtroppo obbligata a vivere da fuggiasca solo perché polacca. Costretta a cambiare sempre stato e a non farsi vedere troppo in giro cerca l’aiuto di uomini ricchi per poter tirare avanti. Il suo piano è quello di allontanarsi il più possibile dalla Polonia per trasferirsi in qualche posto dimenticato dove nessuno potrà trovarla. A causa di questa vita viene costantemente giudicata da Felix, che si ritiene superiore a lei. Solo Tony sembra vederla veramente ed è dispiaciuto per il suo triste passato.

Sicuramente questa è una tematica ancora molto attuale: è facile giudicare una persona senza sapere il suo trascorso e sotto questo punto di vista è determinante Felix che non comprende che Irina non voleva sfruttare altre persone, voleva solo un posto sicuro e dimenticato dove poter passare il resto della sua vita. Ed è sul sentimento un po’ strano (e forse malato) di Felix e l’amore ingenuo di Tony che si basa tutta la storia. Sicuramente uno dei triangoli amorosi meglio riusciti dell’epoca, contando anche sul fatto che storie simili se ne erano già viste a palate e che ‘due uomini innamorati della stessa donna’ è il chilcé più vecchio del mondo.

Per fortuna il film è riuscito a sfruttarlo al meglio così come ha saputo rendere alla grande l’amicizia tra Felix e Tony. Il loro è un rapporto fatto di alti e bassi visto che sono due persone molto diverse: Tony è adorabilmente ingenuo e dolce mentre Felix è un cinico dai modi rudi. La loro forza sta proprio nel volersi bene lo stesso, accettando l’uno di difetti dell’altra. Nonostante l’amore per Irina infatti non si divideranno mai veramente, nemmeno quando il pericolo sarà a due passi da loro.

Da un punto di vista cinematografico invece è interessante notare come con un piccolo escamotagè il film sia riuscito a rendere aperto un finale apparentemente decisivo. Si tratta di un piccolo dettaglio che potrebbe passare inosservato e che invece fa la differenza. E’ inutile dire che Irina ricambia il sentimento di uno dei due ma… di chi? Non lo sapremo mai. Alla fine del film Irina fa una scelta ma noi la scopriamo dal racconto di Felix. In pratica non c’è nessuna scena – e quindi nessuna prova – che attesti la veridicità del suo racconto. Lo spettatore resta nel dubbio ed è giusto che sia così: del resto questo non rende Irina più affascinante?

Certo, la donna è già molto intrigante di per sé ma un pizzico di charme in più di certo non guastava. C’è poi da dire che è proprio lei il personaggio migliore di questa pellicola probabilmente anche perché è il più completo dal punto di vista emotivo. Nonostante non si sbilanci mai molto sulla sua vita e su ciò che ha dovuto passare per ritrovare un po’ di libertà è facile comprendere i suoi sentimenti e la sua voglia di serenità. Stravagante, ammaliatrice e per certi versi anche molto disinibita nasconde un animo sensibile e ferito che rimane male davanti alle parole accusatrici di Felix. Una splendida interpretazione di Rita Hayworth, a mio parere migliore persino di quella di Gilda.

In altre parole Fuoco Nella Stiva è un film che dopo decenni vale ancora le pena di essere visto. Una pellicola innovativa e rivoluzionaria per l’epoca che tocca temi che ci sono cari ancora oggi. Sicuramente una storia ardita, ambientata in quelli che alcuni potrebbero definire i bassifondi della società e che invece sono lo specchio di un mondo malato e ipocrita.

Bene, la recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Avete mai visto Fuoco Nella Stiva? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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4 Commenti

  • Rispondi
    Lovereading_more
    3 Dicembre 2020 at 19:18

    Non conoscevo questo film ma mi hai incuriosito molto!

    • Rispondi
      Enrica Masino
      3 Dicembre 2020 at 23:39

      E’ stupendo, mi dispiace che in italia non sia molto conosciuto!

  • Rispondi
    Zosma
    4 Dicembre 2020 at 17:01

    Sembra super interessante e lo guarderò sicuramente!

    • Rispondi
      Enrica Masino
      5 Dicembre 2020 at 18:37

      Grazie mille, è uno dei miei film preferiti quindi sono felicissima. Secondo me visto che tu sei molto sensibile a questi temi ti piacerà molto.

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