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Fantozzi – Recensione Film

Recensione Film: Fantozzi
Regia: Luciano Salce
Interpreti: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Giuseppe Anatrelli, Umberto D’Orsi, Liù Bosisio, Dino Emanuelli, Plinio Fernando, Paolo Paoloni, Elena Tricoli, Pietro Zardini
Genere: Comico; Commedia, Satirico
Anno: 1975

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi nuova recensione dedicata al primo Fantozzi! Quest’anno, infatti, ho deciso anche di rivedere tutta questa serie cinematografica recuperando anche i film che non ho mai guardato. Nel caso del primo Fantozzi, però, si tratta di un rewatch. Cosa posso dire? Mi stupisce sempre come se fosse la prima volta.

Il ragionier Ugo Fantozzi viene liberato dal bagno della Megaditta dove era prigioniero da settimane. Da quel momento riprendono le sue sventure tra famiglia, amici, colleghi e soprattutto tanta, tantissima sfortuna.

Fantozzi è il primo film della saga e in quanto tale non si può non amare. È la pellicola dove per la prima volta incontriamo questo personaggio a tratti adorabile, a tratti odioso, esattamente come qualsiasi persona. Non immune da difetti, ma neppure da pregi, Ugo Fantozzi è una rappresentazione sarcastica dell’italiano medio dell’epoca ed è incredibile vedere come le dinamiche continuino a ripetersi anche oggi.

Durante il corso del film seguiamo Fantozzi alle prese con la sua vita quotidiana di cui è profondamente insoddisfatto. Credo che questo sia il lato più interessante del personaggio. La frustrazione, l’infelicità e la costante ricerca di una via di fuga dalla propria vita lo rendono ancora oggi un personaggio che, nella sua comicità, ci somiglia in modo tragico. A questo proposito è fondamentale la sua eterna cotta per la Signorina Silvani, sogno proibito del nostro protagonista che vede in lei la possibilità di una vita più avventurosa e passionale di quella con la moglie Pina e la figlia Mariangela. Credo, infatti, che alla fine non sia tanto la Signorina Silvani ciò che Fantozzi insegue quando ciò che lei rappresenta per lui.

C’è poi da dire che in Fantozzi tutto funziona. Le situazioni comiche sono da scassarsi ma hanno un significato, non sono messe lì a caso, i personaggi sono uno più iconico dell’altro e certe uscite del nostro Ugo sono qualcosa di eccezionale. Una menzione d’onore va alle sue allucinazioni mistico/religiose che, purtroppo, andranno poi a scomparire nei capitoli successivi.

Dopo averlo rivisto per la trentesima volta (dopo un bel po’ di anni) posso dire che mi sono nuovamente innamorata di questi personaggi. Lo so, il lato sentimentale mi sta sfuggendo di mano ma che posso farci? Sono cresciuta con Fantozzi e le sue avventure e rivedere il primo film e successivamente riprendere a guardare tutti gli altri seguendo l’intera vita di questo ragioniere meraviglioso mi ha emozionata come mai avrei immaginato.

Perché queste sono le storie che piacciano a me e questo è il cinema che amo. Quello che prende un personaggio e poi racconta tutta la storia della sua vita. Deve essere anche per questo che ho amato l’impostazione: Fantozzi, come tutti i film della saga, non segue una narrazione unica ma si compone di tanti episodi di vita quotidiana della famiglia Fantozzi. È una cosa che adoro perché oltre a raccontare la sua storia ci regala anche qualche piccolo spaccato della vita di quel periodo.

I sogni, i divertimenti, le aspettative, la politica… La cosa assurda è che ci si sente in sintonia con il protagonista anche se non si ha vissuto quel periodo storico e ci si sorprende di come alcune cose siano, tragicamente o comicamente, ancora delle realtà. Credo che sia proprio questa universalità ad aver portato al successo questo film e ad aver consacrato Fantozzi e il suo universo narrativo ad icona. Un titolo che si è ampiamente meritato e che, al di là di cosa pensano molti, secondo me ha tenuto alto anche nei film successivi.

Cosa posso dire, quindi? Fantozzi è un film che va guardato almeno una volta nella vita, è una perla del cinema italiano che merita di essere vista anche con occhio critico. E credetemi dopo questo primo capitolo non potrete non guardare anche tutti gli altri e vi affezionerete a questa storia e al povero Fantozzi che sa far ridere ma anche commuovere.

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Avete visto Fantozzi? Lo vedrete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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