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Che Fine Ha Fatto Baby Jane, Storia Di Un Film Classico Negli Anni Sessanta

Buon Compleanno A: Che Fine Ha Fatto Baby aby Jane
Regia: Robert Aldrich
Interpreti: Bette Davis, Joan Crawford, Maidie Norman, Anna Lee, Barbara Davis Hyman, Victor Buono, Marjorie Bennett, Robert Cornthwaite, Bert Freed, Wesley Addy, Julie Allred, Gina Gillespie
Genere: Noir, Drammatico
Anno: 1962

Immagine Di Copertina Del Post: geralt

Attenzione: Il Post Contiene Spoiler

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Oggi, dopo tanto tempo, torniamo a parlare di cinema classico per festeggiare i sessant’anni di Che Fine Ha Fatto Baby Jane, noir psicologico che non ha perso un grammo del suo conturbante fascino. Si tratta di un film atipico per la sua epoca, un’eco dell’epoca classica arrivato negli anni sessanta quando il cinema stava iniziando a mutare, così come le nuove star, e il bianco e nero era ormai stato superato da parecchio tempo. E proprio per questo è così interessante, tanto che ancora oggi lo ricordiamo… e ricordiamo il suo compleanno!

Per celebrare i sessant’anni di questa pellicola ho pensato di portare questo piccolo post di approfondimento. Preparatevi quindi a leggere la trama, la storia, e le curiosità su uno degli ultimi veri film noir in stile cinema classico. Raccontarvi la sua storia e tutti vari retroscena sarà il mio modo di celebrare il compleanno di una pellicola che ha saputo trasporre nel modo giusto un romanzo geniale nella sua follia.

Che Fine Ha Fatto Baby Jane: La Trama

Che Fine Ha Fatto Baby Jane segue le vicende di due sorelle. Jane e Blanche, due sorelle di mezza età che hanno entrambe un passato nel mondo dell’arte. Jane è stata una bambina prodigio che si esibiva in uno spettacolo su misura con il nome d’arte di Baby Jane. Una volta adulta però, non ha più trovato posto nel mondo dello spettacolo. Blanche, al contrario, è diventata famosa una volta cresciuta come star internazionale. La sua carriera, tuttavia, è stata stroncata da un incidente in auto avuto con la sorella. E’ infatti constretta su una sedia a rotelle.

Entrambe ormai sul viale del tramonto le due sorelle non si sono mai sposate e ora vivono nella villa di Blanche che è a accudita da Jane da anni. Tuttavia Blanche comincia a rendersi conto che sua sorella non sta più bene mentalmente. L’ha rinchiusa in casa, non le permette di vedere nessuno e comincia a temere che possa persino diventare pericolosa. I rapporti tra le sorelle, infatti, non sono mai stati dei migliori e il senso di colpa di Jane per aver reso paralitica la sorella (mischiata all’invidia per la sua carriera nel cinema) l’hanno resa paranoica, insensibile e la portano pian piano ad essere terribile nei confronti di Blanche.

Il film si articola quindi attorno all’inquietante discesa negli inferi della follia di Jane e nelle terrificanti sofferenze psicologiche inflitte alla sorella. Il tutto per arrivare all’inquietante verità rivelata sul finale da una morente Blanche, che rivela come per tutti quegli anni avrebbero potuto andare d’accordo. Se solo si fossero dette la verità, se solo non si fossero odiate così tanto fin dalla tenera età. E se non avessero fatto di tutto per distruggersi a vicenda ogni volta che ne avevano l’occasione.

Che Fine Ha Fatto Baby Jane: Il Film In Sé

Come dicevo Che Fine Ha Fatto Baby Jane è un film classico. E’ classico nella recitazione, nell’impostazione, nelle tecniche di ripresa, nel mischiare più generi tra loro mostrando anche momenti amaramente comici. La sua bellezza si articola nella complessità della storia stessa e dei caratteri infinitamente sfaccettati delle due sorelle.

Blanche e Jane sono il centro di quest’opera disturbante. Sono due sorelle che nel corso del tempo hanno accumulato irrisolti, conflitti e invidie che non sono mai riuscite. Il loro rapporto è costellato da ombre scure, che cominciano nell’infanzia quando i loro genitori non fanno altro che lodare Jane, la stella della famiglia nonché loro unica fonte di sostentamento. Blanche, quindi, si sente esclusa e oltretutto detesta il carattere da bambina vizia di Jane che a cinque anni non fa altro che pretendere e rinfacciare a tutti la sua posizione di fonte economica della famiglia.

Lo so cosa state pensando. Jane è solo una bambina. E avete ragione. E sicuramente anche Blanche l’avrebbe pensata così se non fosse stata bambina anche lei. Il riscatto della bistrattata Blanche però arriva da adulta. Crescendo lei diventa una grande stella del cinema Hollywoodiano, i suoi film sono successi internazionali mentre Jane viene man mano dimenticata. Imperterrita, tenta la carriera d’attrice incoraggiata e aiutata dalla sorella ma non c’è niente da fare. Per i registi non recita bene e i suoi film sono sempre flop. L’unico motivo per cui continua a ottenere parti è che Blanche si rifiuta di girare i film se per ogni sua pellicola non ne gira una anche Jane.

La discesa verso la parte più oscura della loro anima comincia però con l’incidente d’auto. Che non è un incidente (a buon intenditor poche parole). Blanche, in un momento di puro odio cerca lucidamente di far fuori la sorella ma il destino le gioca un brutto scherzo: Jane si salva e lei rimane paralizzata. Alla fine, per vendicarsi, incolpa Jane dell’incidente dicendo che era lei alla guida della macchina. Jane che quella sera era ubriaca come al solito, non ricorda nulla e non può che stare alla versione di Blanche. Casualmente non ci sono testimoni che possano dire la verità.

La menzogna di Blanche sarà una condanna per entrambe. Jane, a causa del senso di colpa, decide di accudire la sorella ma quella vita le sta stretta e nel profondo continua a bramare di poter tornare sul palco con il suo vecchio spettacolo. Ed ecco che Jane rispolvera il suo personaggio, nella speranza di riportarlo in auge, ma rimane imprigionata nella sua stessa parte e in quel passato infantile che non potrà più tornare. Nel film, quindi, assistiamo al prendere forma della sua ossessione, alle sue grottesche prove per uno spettacolo che non si farà mai.

Tutto diventa sempre più assurdo, inquietante, sbagliato. Perché Jane ormai non c’è più. Si è mischiata con una versione distorta di Baby Jane, ed è prigioniera del suo sogno/ossessione. Nel frattempo, Blanche, nonostante tutto si ostina a mantenere segreta la verità, forse per pura della reazione della sorella o forse perché, in fondo, vuole portare avanti la sua vendetta. Una vendetta che però travolgerà entrambe, perché nessuna delle due poteva prevedere quello che sarebbe accaduto.

E questo è un’altro punto focale: l’odio e i loro risultati ma anche le conseguenze di un’infanzia vissuta in una famiglia tossica e divisiva. Jane e Blanche si sono detestate fin da piccolissime proprio perché i genitori, inconsapevolmente, le hanno divise e messe in competizione tra loro. Una cosa che le ha logorate e che ha influenzato negativamente anche la loro vita adulta.

E’ questo che percepisce lo spettatore fin dall’inizio, così come uno stato crescente di suspence nel quale ritorna spesso la figura del padre delle sorelle che nel corso degli anni sentono ancora il peso delle sue parole e preferenze. Un’angoscia strisciante che quasi sembra arrivare dalle prime scene del film e che si basa sull’effetto sorpresa, sull’imprevedibilità dei risvolti ma anche proprio sulle tecniche di ripresa che enfatizzano i tratti grotteschi di Jane (deformati dal trucco) e quelli di Blanche (deformati, invece, dalla sofferenza).

Sotto questo punto di vista Che Fine Ha Fatto Baby Jane è un film classico a tutti gli effeti. Non ci sono scene di sangue, né momenti macabri. Nel suo essere inquietante e a volte spaventoso rimane un film elegante, che non solo non dimentica le sue origini ma che vuole essere considerato classico a tutti i costi, nonostante l’epoca d’oro sia ormai ai suoi ultimi anni. Che Fine Ha Fatto Baby Jane non ha nulla dei film americani degli anni sessanta, somiglia molto di più alle grandi pellicole noir di qualche decennio prima ed è effettivamente una delle ultime di questo filone.

Problemi Del Film: Rivalità E Dispetti

Che Fine Ha Fatto Baby Jane è tratto dall’omonimo romanzo di Henry Farrell, per il quale vennero scelte Bette Davis e Joan Crawford (rispettivamente nelle parti Jane e Blanche) dopo che erano state candidate altre dieci star per questi ruoli. Le due attrici accettarono nonostante la rivalità (più o meno enfatizzata?) che le aveva caratterizzate nel corso degli anni. Le due grandi stelle decisero quindi di interpretare il film, mettendo “da parte” le loro divergenze per concentrarsi sull’interpretazione.

Che sia stata anche la loro rivalità a spingerle a dare il massimo? Credo proprio di sì. Entrambe hanno dato il massimo del massimo per superarsi, ottenendo come risultato un’interpretazione eccelsa da parte di entrambe.

Questo però non vuol dire che le due non cercarono di farsene di tutti i colori, tanto che conscia della rivalità che legava lei a Bette Davis, Joan Crawford chiese una controfigura per una scena in cui Blanche veniva schiaffeggiata dalla sorella. Temeva che Bette Davis potesse farle troppo male e forse aveva ragione perché in una scena in cui non era possibile inserire una controfigura e Blanche veniva di nuovo picchiata da Jane, Bette Davis la colpi così forte in testa che le dovettero dare dei punti. Successivamente lei si vendicò: in una delle scene finali, infatti, Jane prende in braccio Blanche a la trasporta per un tratto di strada. Joan Crawford si riempì i vestiti di sassi al fine di essere più pesante e far stancare doppiamente Bette Davis che soffriva di forti mal di schiena.

Nonostante i dispetti tra le due grandi star il film venne comunque girato ed entrambe diedero il massimo. Bette Davis decise persino quale sarebbe stato il trucco del suo personaggio. La sua intenzione era quello di renderlo il più grottesco possibile. Jane, quindi, ha quasi il trucco di una bambola, quella che da ritraeva le fattezze di Baby Jane. Il risultato fu ottimo tanto che anche Robert Aldrich ne rimase molto soddisfatto (e meno male, perché lui stesso ammise che era riluttante a dare consigli a Bette Davis. Temeva, infatti, che si sarebbe offesa.)

Quando furono terminate le riprese e cominciò la campagna promozionale la situazione tra le due attrici non migliorò. Joan Crawford annullò le diverse apparizioni che avrebbe dovuto fare con Bette Davis per pubblicizzare il film e quest’ultima disse che la collega lo aveva fatto perché non voleva condividere il palco con lei. A sua volta Joan Crawford, in una telefonata allo scrittore Shaun Considine, racconto che dopo la fine del film aveva chiamato Bette Davis per un’incontro che le venne negato. Riuscì però comunque a chiedere alla collega cosa ne pensasse del film. Lei lo lodò, dicendo che era un buon film e si autocomplimentò con se stessa pe l’interpretazione ignorando totalmente la performance di Joan Crawford che, alla cerimonia degli Oscar, fu molto contenta del fatto che Bette Davis non avesse vinto il premio (che quell’anno andò ad Anne Bancroft per Anna Dei Miracoli).

Conclusioni E Opinione Personale

In sostanza Che Fine Ha Fatto Baby Jane è un film estremamente complesso. Questo sia come pellicola sia per le vicende che hanno visto coinvolte le due attrici protagoniste. E’ una storia psicologica che indaga diverse tematiche, i traumi infantili delle due sorelle e va a raccontare come l’astio che si portano dietro da anni e anni alla fine rovina la vita ad entrambe. Personalmente nel corso ho visto moltissimi noir e thriller psicologici eppure Che Fine Ha Fatto Baby Jane è uno dei pochi che riguardo sempre volentieri . Trovo infatti, che, nonostante i decenni, non sia mai veramente invecchiato e ad ogni visione mi stupisco nuovamente di qualche piccolo dettaglio che non avevo notato. Quindi che dire?

Buon compleanno a quest’incredibile pellicola!

Bene, anche questo post è finito e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi! Conoscevate questo film? Lo vedrete? Che ne pensate della sua storia? fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

Fonti

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10 Commenti

  • Rispondi
    Claudia
    20 Luglio 2022 at 14:07

    Non conosco questo film perché, come scrissi una volta sul blog, non guarderei mai un film in bianco e nero, né film cult che durano più di due ore per il solo gusto di appuntarmi una spilla al petto.
    Se una pellicola mi annoia o mi dà fastidio già alla vista per i suoi colori, può essere vincitrice di diciotto premi oscar, ma io preferirò restare all’oscuro della sua trama.
    Perché non sono un’intenditrice di cinema e preferisco guardare film per diletto, non per dovere.
    All’epoca il mio post suscitò non poco scalpore.
    Chissà se tu sarai più clemente con me. :)))

    • Rispondi
      Enrica Masino
      20 Luglio 2022 at 23:48

      Mi dispiace molto che ci siano persone che guardano i film solo per appuntarsi una stellina sul petto (e se nell’articolo ho dato l’impressione di far parte di questi “appassionati” di “medagliette” ne sono molto spiacente, non era mia intenzione). Sono un’appassionata di cinema e storia del cinema ormai da circa quindici anni e i film in bianco e nero (e non) li ho sempre guardati per pura passione. Mi piace guardare un po’ tutto il cinema, notare cosa è cambiato e cosa, invece, è rimasto tale e quale, scoprire le storie, i retroscena, i simbolismi… è entusiasmante per me. Personalmente credo che sia assurdo pensare che ci siano film da guardare per dovere (un po’ come che ci siano libri da leggere per forza). Nel mondo della cultura nulla è doveroso, ognuno di noi segue ciò che gli è più congeniale. Non siamo tutti cinefili e nessuno è obbligato ad esserlo. Se i film in bianco e nero non ti piacciono non devi sentirti obbligata a guardarli. Ognuno ha i suoi gusti e da come hai scritto il commento mi sembra che il problema sia anche percettivo, non ti piace il bianco e nero in sé. Sotto questo punto di vista ti capisco perché io amo il bianco e nero ma ad esempio ho problemi con alcuni film a colori: se il tutto è disarmonico o mi da quell’impressione è molto improbabile che io guardi il film. Comunque sono andata a leggere il post sul tuo blog, domani commento anche lì. L’unica cosa che mi sento di dirti da povera innamorata della settima arte è di non buttare via a prescindere quasi cinquant’anni di storia del cinema. Io ho fatto questa cosa con i romanzi romantici escludendoli totalmente dalle mie letture, poi ho dato un’opportunità a qualche romance e mi sono resa conto che c’erano letture molto belle anche lì. Questo vuol dire che ora leggo palate di romance e romanzi rosa? Assolutamente no, continuano ad essere generi che fanno per me solo in una minuscola parte. Diciamo però che mi sono resa conto che mettendomi paletti troppo rigidi avrei finito per perdermi qualcosa e mi sarebbe dispiaciuto. Io provo, poi capita quella volta in cui proprio non c’è feeling e in quel caso… pazienza. Non può piacermi tutto. Comunque con le tue parole mi hai dato un’idea per un prossimo post riguardo al cinema, quindi grazie in anticipo per l’ispirazione!🧡🧡🧡

      • Rispondi
        Claudia
        21 Luglio 2022 at 15:10

        Felice di averti ispirata. E preciso che la questione della spilla al petto non era assolutamente rivolta a te, anzi!
        Era una mia interpretazione personale del “Non puoi non aver mai visto il Gladiatore!!”.
        Perché dovrei guardarlo, se non mi piace? Per ricevere una medaglia? 😉

        • Rispondi
          Enrica Masino
          22 Luglio 2022 at 21:18

          Menomale, temevo di aver mandato un messaggio sbagliato! Appena esce il post ovviamente linkerò il tuo post sull’argomento e ti avviserò! Per il Gladiatore l’ho visto tanto tempo fa. Non mi era dispiaciuto ma ammetto che non è tra i film che riguarderei. Molto lungo e oltretutto tristissimo. Ovviamente se non ti piace non devi sentirti obbligata a guardarlo, ci mancherebbe. “Non puoi non aver mai visto il Gladiatore!!” non so chi te l’abbia detto ma di una cosa sono sicura: se non lo si ha visto si vive benissimo lo stesso!❤️❤️

  • Rispondi
    Silvia
    20 Luglio 2022 at 22:50

    Ciao Enrica, innanzitutto complimenti per come hai scritto l’articolo. L’ho trovato ottimo.👏
    Dopodiché trovo molto interessante e particolare il genere di film e il bianco e nero ha sempre il suo fascino e ultimo ma non per ultimo, è tratto da un libro 🤩
    Direi che di mi hai incuriosito molto. Un saluto

    • Rispondi
      Enrica Masino
      20 Luglio 2022 at 23:19

      Grazie mille, sono felicissima che il post ti sia piaciuto. Mi sono impegnata molto ma ho sempre un po’ di “timore” quando parlo di cinema. temo sempre di non dire tutto o di non scrivere il testo nel modo giusto. Se lo guardi fammi sapere se ti è piaciuto. Io lo adoro è uno di quei film costruiti bene che fino alla fine ti tiene sulle spine.🧡

  • Rispondi
    Il Mondo di SimiS
    21 Luglio 2022 at 09:57

    Adoro i film in bianco e nero! Ho sentito già questo titolo, ma mai visto. Devo vedere se in streaming da qualche parte lo trovo.
    Hai fatto una recensione meravigliosa, complimenti!

    • Rispondi
      Enrica Masino
      21 Luglio 2022 at 11:15

      Grazie mille, sono felicissima che il post ti sia piaciuto! Da quello che ho visto c’è su Rakuten TV, Amazon Prime e CHILI. Io invece l’ho visto in DVD (sono vecchio stampo e preferisco ancora avere il DVD magari con qualche inserto speciale). In ogni caso è un film veramente bellissimo ❤️

  • Rispondi
    Grazia
    21 Luglio 2022 at 22:48

    Bravissima, sei stata veramente brava in questa recensione, complimenti di cuore. Apprezzo tantissimo i film vintage, ad es. quelli di Totò, ma anche Charlie Chaplin, Stanlio ed Ollio e tantissimi altri. Sei una persona colta e simpatica nonostante la giovane età. Mi ripropongo di vedere questo film.Un abbraccio e buona serata

    • Rispondi
      Enrica Masino
      22 Luglio 2022 at 21:23

      Grazie mille per le bellissime parole, ho messo tanto impegno in questo post e sono felicissima che ti sia piaciuto. Amo tutti gli artisti che hai nominato, di Chaplin e Stanlio e Ollio ho visto anche i film biografici… quante lacrime. Se apprezzi i film vintage qui ne ho recensiti molti (probabilmente sono la maggior parte), mi diverte sempre parlarne perché sono una passione che mi ha trasmesso mia madre quando ero molto piccola. Anche tu sei una persona simpaticissima e colta, mi è bastato leggere qualche post del tuo blog per capirlo. E poi abbiamo la stessa passione per la costruzione di siti web❤️❤️

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