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Buon Natale, Buon Anno – Recensione Libro

Recensione Libro: Buon Natale, Buon Anno
Autore: Pasquale Festa Campanile
Genere: Drammatico, Romantico
Anno: 1986

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Continuano le recensioni natalizie con Buon Natale, Buon Anno un libro che credevo parlasse del Natale e invece parla di tutt’altro. Tuttavia inserisco comunque questa recensione nel periodo natalizio perché questo è assolutamente uno dei libri più belli che abbia letto nel 2021. E’ stato un romanzo sorprendente, una lettura rivoluzionaria, soprattutto se si tiene conto del momento storico in cui è stato scritto.

Gino ed Elvira sono una coppia di mezza età che a causa di problemi economici si ritrova a vivere con i figli. Tuttavia Giannina e Pietro sono poveri e non possono tenere in casa entrambi i genitori così li dividono. Gino va a vivere con Giannina ed Elvira con Pietro. La vita con i figli però si rivela ben presto un inferno: i due figlioletti detestano i genitori, li considerano un peso e oltretutto sono infastiditi dal fatto che vogliano spesso incontrarsi. Gino ed Elvira quindi si incontrano di nascosto e proprio durante questi momenti rubati riscopriranno l’amore che li ha legati per tutta la vita.

Buon Natale, Buon Anno non parla di Natale né di capodanno, non ne fa neppure cenno. Quella che racconta è semplicemente una storia vera, una situazione estenuante che chissà quante famiglie hanno vissuto e vivono. Tramite la voce di Gino, infatti, scopriamo pian piano i retroscena di questa famiglia, una normalissima famiglia degli anni ottanta e – lo dico con molto dolore – anche del 2021. Ed è un racconto senza sconti e senza filtri. E’ solo la verità, per quello che è.

Ciò che stupisce di questo libro, infatti, è la capacità di parlare con serenità di quegli argomenti che sono sempre un po’ imbarazzanti e che coinvolgono inevitabilmente tutte le famiglie. Tra questi troviamo soprattutto i problemi di coppia, da quelli emotivi a quelli sessuali che nascono nel corso degli anni. C’è il racconto di una quotidianità ormai noiosa, di un amore che ha apparentemente lasciato posto all’affetto, di una vita di sacrifici mandata in fumo dalle circostanze. C’è tutto ciò che c’è nelle famiglie vere. Personalmente l’ho trovato incredibile, è così sfaccettato che ne sono stata travolta.

Nonostante questo però il racconto è molto lineare e il lettore non si perde, anzi! E’ sempre più coinvolto in questa riscoperta della vita e dell’amore da parte dei protagonisti. E Gino e Elvira sono veramente due protagonisti coi fiocchi! Sono così veri che sembra di essere lì con loro. Buon Natale, Buon Anno non si legge, si vive!

Noi lettori che siamo dal lato opposto del libro soffriamo con loro, amiamo con loro, seguiamo i loro ragionamenti e ci rendiamo conto di quanto siano tristemente veritieri. Ci accorgiamo dello sfacelo di questa famiglia, di come i membri si siano piano piano allontanati e di quanto Giannina e Pietro siano meschini. I due fratelli infatti sono frustrati, si piangono addosso senza mai fare nulla per migliorare e danno sempre la colpa ai genitori che poveretti non c’entrano proprio niente.

E sempre dei genitori seguiamo i rimpianti, i rammarichi, i senso di colpa e ovviamente le loro ‘fughe’ insieme attraverso i parchi e qualche piccolo bar. Una serie di fughe in cui questa coppia sboccia nuovamente, riscopre un amore che credeva sopito e comincia a sognare un impossibile futuro. Il sogno di Elvira e Gino infatti è quello di poter tornare a vivere insieme come la coppia che sono sempre stati. Si rendono conto che forse non si sono apprezzati pienamente quando erano insieme e adesso sarebbero pronti a ricominciare.

Sarà possibile? No, o meglio… non si sa! Credo che alla fine debba essere il lettore a deciderlo, a scegliere in cosa credere. Questo perché il senso del libro è semplicemente la rappresentazione di una storia di rinascita e nello stesso tempo una rappresentazione amara ma realistica della situazione di molte famiglie dell’epoca. Tra una povertà più ostentata che vera da parte di Giannina e Pietro e due figli ingrati e frustrati l’autore delinea infatti una storia di speranza, di complicità e di un rinnovato amore. Nel frattempo ricostruisce il percorso di questa famiglia che non si riesce a dimenticare tutto utilizzando uno stile schietto e senza fronzoli anche per tematiche che all’epoca erano veramente tabù.

Buon Natale, Buon Anno è un libro apparentemente anonimo che avevo trovato su una bancarella al mercato e non sapete quanto sia felice di averlo preso. Come vi dicevo è stata una delle letture più belle del 2021, forse la più bella di tutte. Non credevo che ne sarei rimasta così coinvolta e davvero non comprendo come possa essere passato in secondo piano quando merita molto più di tante altre letture del genere. Ecco, per Natale fatevi un regalo: leggetelo!

Bene, anche questa recensione è finita e io sono curiosissima di sapere cosa ne pensate voi. Avete letto Buon Natale, Buon Anno? Lo leggerete? Fatemelo sapere nei commenti! Come sempre vi ringrazio per il tempo che avete dedicato alle mie parole!

Al prossimo post!

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