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Automata – Recensione Film

Recensione Film: Automata
Regia: Gabe Ibáñez
Interpreti: Antonio Banderas, Birgitte Hjort Sørensen, Melanie Griffith, Dylan McDermott, Robert Forster, Tim McInnerny, Andy Nyman, David Ryall, Christa Campbell
Genere: Fantascienza, Thriller
Anno: 2014

Salve a tutti e bentornati in questo mio piccolo angolo di web!

Qualche tempo fa vi avevo già parlato della mia passione per la fantascienza e per l’intelligenza artificiale, accennandovi al fatto che amavo i film che parlavano del rapporto uomo-IA. Beh, i miei gusti non sono cambiati e la scorsa sera ho rivisto Automata, un film che mi aveva colpita molto alla prima visione e che non mi ha delusa durante le successive. Una storia decisamente intricata che, nonostante la trama all’apparenza un po’ difficile da seguire, riesce ad affrontare i suoi temi con schiettezza e semplicità.

La nostra vicenda comincia in un futuro post apocalittico. La Terra è diventata in gran parte inospitale e le persone si sono rifugiate nelle aree ancora abitabili. La società è divisa tra coloro che abitano nella città e coloro che vivono oltre le sue mura nella “discarica”. Jacq Vaucan è un agente assicurativo che lavora per la Roc Robots Corporation l’azienda che ha creato i Pilgrim 7000, una serie di robot che aiuta gli esseri umani in casa e sul lavoro. Queste intelligenze artificiali sono vincolate a due protocolli: il primo stabilisce che un robot non può nuocere a nessuna forma di vita mentre il secondo che un robot non può apportare modifiche a sè stesso. Questi protocolli vengono considerati inalterabili ma quando Wallance, poliziotto, scopre un robot che sta violando il secondo protocollo, lui e Vaucan si ritrovano ad essere coinvolti in qualcosa di più grande di loro.

Thriller fantascientifico dai risvolti inaspettati, Automata si interroga sul rapporto uomo-IA ma anche sulle conseguenze di una presa di coscienza da parte di queste ultime. La coscienza, infatti, è uno dei punti cardine della vicenda che segue personaggi differenti eppure simili. Per questo Vaucan ha molte più cose in comune con i robot con cui condivide il suo viaggio obbligato che con gli esseri umani della città. L’agente assicurativo è una persona fuori dagli schemi e percepisce la società in cui vive come una prigione in cui si può sperare solo in una mediocre sopravvivenza. Una percezione che va di pari passo con quella delle IA, che sono coscienti e sanno che devono fuggire dalla città se vogliono essere libere. Si delinea in questo modo un complesso viaggio alla ricerca di sé ma anche una lotta per per non soccombere alle convinzioni di un mondo falso e ipocrita.

Tuttavia Automata non si limita soltanto ad interrogarsi sul rapporto intelligenza artificiale – umanità. Puntando molto sui dialoghi fa in modo che Vaucan e i robot instaurino una vero e proprio discorso che diventa uno scambio di vedute. Un modo per imparare l’uno dall’altra ma anche per interrogarsi su concetti come i sogni, la vita, la consapevolezza di sé. Una lunga conversazione che si conclude con l’incontro tra il “capo” dei robot (la Singolarità Tecnologica) e Vaucan il cui dialogo è la sintesi stessa del film. Una conversazione schietta dove gli interlocutori discutono di umanità, di intelligenza artificiale, di futuro, ma anche di morte, di paura, di cambiamento. Uno scambio di opinioni che giunge a conclusioni difficili da accettare e rimette in discussione la nostra idea di umanità e destino. Nonostante questo, però, il finale sembra cambiare nuovamente le carte in tavola lasciando spazio all’interpretazione dello spettatore.

Un film dai toni molto riflessivi che affronta temi decisamente contemporanei inserendoli all’interno di una trama incalzante e ricca di colpi di scena. Sicuramente un bel film per gli appassionati di intelligenza artificiale ma perfetto anche per gli appassionati di thriller fantascientifici.

Ok, io ho espresso la mia opinione, ora aspetto la vostra! Avevate già visto Automata? Vi è piaciuto? Cosa ne pensate dell’intelligenza artificiale? Sono curiosissima di sapere la vostra opinione! Mentre aspetto le vostre risposte colgo l’occasione per ringraziarvi del tempo che avete dedicato alle mie parole.

Al prossimo post!

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